La vittoria del no, una la barriera contro la deriva autoritaria
24 Marzo 2026
[Roberto Loddo]
Odiano la Costituzione e tutto ciò che è nato dalla Resistenza antifascista. L’unica giustizia che conoscono è quella dei più forti contro i più deboli. Hanno avuto ciò che si meritano.
Le cittadine e i cittadini hanno dimostrato di essere più saggi del governo al potere. Hanno compreso che questo referendum non aveva nulla a che fare con la riforma sulla separazione delle carriere. Hanno compreso che non era una riforma che riduceva i tempi dei processi, non era una riforma garantista e nemmeno una medicina utile a risolvere i problemi della giustizia. La vittoria del no ha dimostrato che il vero obbiettivo della riforma era solo quello di togliere autonomia alla magistratura e compromettere l’uguaglianza dei cittadini delle cittadine di fronte alla legge.
Le cittadine e i cittadini hanno ascoltato il linguaggio colmo di odio e di rancore della destra di governo contro i giudici e gli esponenti del no e hanno compreso che questo referendum era una trappola che non garantiva nemmeno un confronto democratico e un voto libero. Non è un sintomo del destino cinico e baro se un governo di estrema destra, per la prima volta nella storia della Repubblica, in assenza di una condivisione larga, ha voluto fare da solo e imporre in maniera prepotente e autoritaria un procedimento blindato dalla prima approvazione alle successive.
Il referendum era il cavallo di Troia perfetto per aprire le porte alla deriva autoritaria. Lo dimostrano le centinaia di segnalazioni di abusi ai seggi da parte degli esponenti del sì del partito della presidente del consiglio e gli allontanamenti dei giovani rappresentanti di lista del no, spesso studenti e lavoratori fuorisede, a cui in molti casi è stato impedito di votare.
Di questa palese e grave negazione del diritto di voto su cui la magistratura dovrà fare luce non sorprende il silenzio della cosiddetta “sinistra per il sì” che ha mostrato il suo vero volto, che non ha nulla a che vedere con la tradizione politica e ideologica della sinistra garantista e libertaria perché non puoi essere di sinistra se metti in discussione la la qualità della democrazia e della convivenza civile.
Grazie a tutti coloro che hanno deciso di costruire una barriera contro la deriva autoritaria.







