Stato migrante di Roberto Pili approda al Festival Internazionale della Letteratura Melting Pot di Samassi Policromie 2026
6 Giugno 2026
[red]
Dopo il successo della sua storica esposizione al Centro Comunale d’Arte e Cultura Il Ghetto di Cagliari nel 2017 e la recente riproposizione negli spazi del Liceo Artistico e Musicale Foiso Fois di Cagliari, la mostra fotografica “Stato Migrante” del fotoreporter Roberto Pili, curata da Giacomo Pisano, arriva a Policromie – Festival Internazionale della Letteratura Melting Pot, in programma a Samassi dal 12 al 16 giugno 2026.
L’approdo di “Stato Migrante” a Policromie rappresenta un incontro naturale tra due percorsi culturali che condividono la stessa visione: promuovere il dialogo tra culture, raccontare le trasformazioni del nostro tempo e dare voce alle storie che attraversano confini geografici e umani.
Attraverso immagini potenti e cariche di umanità, Roberto Pili racconta oltre un decennio di sbarchi e percorsi migratori in Sardegna. Dal 2011 il fotografo ha documentato l’arrivo di migliaia di persone provenienti da Paesi diversi, costruendo un archivio visivo di straordinario valore civile e storico. Nei suoi scatti non c’è soltanto la cronaca dell’approdo, ma il racconto profondo della speranza, della paura, della resilienza e della dignità umana.
“Stato Migrante” supera la dimensione del reportage per trasformarsi in una riflessione universale sulla condizione contemporanea. Il migrante diventa metafora dell’essere umano in movimento, della ricerca di una nuova possibilità, del bisogno di appartenenza e di futuro. Volti, sguardi e gesti quotidiani restituiscono una narrazione autentica che invita il pubblico a guardare oltre le statistiche e le semplificazioni, riconoscendo nelle persone ritratte storie, identità e aspirazioni.
La presenza della mostra all’interno di Policromie assume un significato particolarmente forte. Il festival nasce infatti come spazio di confronto senza frontiere, dedicato ai temi delle migrazioni, della convivenza, della pluralità culturale e delle nuove comunità. In questo contesto, le fotografie di Roberto Pili diventano uno strumento di dialogo capace di connettere arte, memoria, letteratura e impegno civile.
L’esposizione offrirà ai visitatori un percorso emotivo e di grande impatto visivo, capace di interrogare le coscienze e di aprire nuove prospettive sul presente. Un invito a riflettere sul significato dell’accoglienza, dell’incontro e della responsabilità collettiva in un mondo sempre più interconnesso.
Con “Stato Migrante”, Policromie conferma la propria vocazione a essere un crocevia di storie, culture e linguaggi, dove la forza dell’arte diventa occasione di conoscenza, confronto e costruzione di una cittadinanza più consapevole







