Rigassificatore nel porto di Oristano: le grandi manovre per farci digerire l’ennesima servitù
1 Agosto 2026
[red]
Nelle ultime settimane si sono fatte sempre più evidenti le prese di posizione di autorità e istituzioni locali che tentano di rassicurare il pubblico e gli enti locali riguardo al progetto di imposizione della nave adibita a rigassificatore nel porto di Oristano. Pubblichiamo la nota della rete No Gasdotto Sardegna e del Movimento Antifascista Oristanese.
Prima vi è stata, infatti, la presa di posizione del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, il quale ha sostenuto la compatibilità dell’intervento con il terminal crociere e le altre attività del porto, e poi, più recentemente, una gita a Piombino della delegazione della Provincia di Oristano e del Consorzio Industriale Provinciale Oristanese, la quale sarebbe tornata con un’impressione positiva dell’opera, ottenuta grazie alla “ricognizione visiva” e al “confronto sul posto”.
Se, da un lato, il presidente dell’Autorità portuale è di nomina politica governativa, e quindi riflette gli interessi politici di un’azienda come Snam, che detta la politica energetica del governo Meloni, dall’altro lato ci aspetteremmo invece maggiore indipendenza da chi avrebbe il dovere di tutelare gli interessi del territorio. Ci chiediamo infatti che senso abbia pretendere di “osservare” il funzionamento di una struttura come il rigassificatore di Piombino andando a fare una gita, quando per avere qualche informazione di contesto sarebbe bastato studiare la documentazione e confrontarsi con gli enti locali interessati.
Dalla documentazione, infatti, risulta evidente che il rigassificatore di Piombino è stato realizzato per volere dello Stato contro il parere della popolazione e del Comune, mentre la Regione Toscana è stata convinta sulla base della natura temporanea e straordinaria del’intervento, dietro la promessa di compensazioni e mitigazioni del danno economico ed ambientale causati dall’opera stessa.
L’impianto avrebbe dovuto essere dismesso il 31 luglio 2026 e portato in Liguria. Siccome nemmeno in Liguria nessuno lo voleva, a causa dell’impatto economico, ambientale e sanitario che comporta, la permanenza a Piombino è stata prorogata a tempo indeterminato con decisione governativa che scavalca totalmente la volontà degli enti locali. Inoltre, nessuna delle misure di compensazione promesse è stata realizzata.
A Oristano si presenterebbe la stessa identica situazione. Si tratterebbe di una servitù imposta, non commisurata ad alcun interesse economico locale, che vincolerebbe in maniera grave la funzionalità economica del porto e comporterebbe gravi rischi dal punto di vista della sicurezza, dell’impatto ambientale e di quello sanitario. La situazione risulta ancora più assurda al pensiero che l’opera sarebbe funzionale a portare avanti un progetto di metanizzazione della Sardegna che è evidentemente sproporzionato, antistorico e privo di senso economico, date le evidenze ambientali e geopolitiche che impongono con urgenza la dismissione dei combustibili fossili.
I rappresentanti della politica e delle istituzioni locali, invece di svolgere un ruolo passivo di cinghia di trasmissione per decisioni prese altrove in funzione di interessi esterni, dovrebbero avere una visione lungimirante che sia radicata nell’interesse locale e che tenga conto in maniera complessiva degli aspetti ambientali, sanitari e socio-economici degli interventi previsti.
Gli investimenti di Snam-Enura nel gas in Sardegna sono imprese di natura predatoria, prive di qualsiasi criterio di sostenibilità e totalmente slegate dal più elementare rispetto per il territorio. Sarebbe testimonianza di amor proprio, prima ancora che di coscienza e lungimiranza politica, opporsi in maniera netta a questa ennesima servitù.








