Festival Premio Emilio Lussu: Jessica Chia presenta il libro su Sandra Gilardelli e dialoga con Lorella Villa

25 Marzo 2026
Jessica Chia

[red]

Un secolo di vita attraversato dalla Storia, e una voce che torna a farsi presente, necessaria, urgente. Sarà dedicata alla memoria della Resistenza e al racconto di una delle sue protagoniste meno celebrate ma più emblematiche l’anteprima della XII edizione del Festival Premio Emilio Lussu, in programma venerdì 27 marzo alle 18 nella sede ANPI di Cagliari, in via Piceno 5.

Al centro dell’incontro la presentazione del volume La staffetta senza nome. Autobiografia di una partigiana (Solferino, 2025), scritto da Sandra Gilardelli con Jessica Chia, che per l’occasione dialogherà con Lorella Villa. Un appuntamento che si inserisce nel percorso culturale del Premio Emilio Lussu, da sempre attento a intrecciare memoria storica, impegno civile e narrazione contemporanea.

Sandra Gilardelli ha oggi cento anni. Quando entrò nella Resistenza ne aveva appena diciotto. Nata in una famiglia antifascista, cresce in un’Italia attraversata dalla guerra, tra bombardamenti e sfollamenti, fino all’incontro decisivo con il movimento partigiano. È a Pian Nava, sul Lago Maggiore, che inizia il suo impegno, prima come infermiera improvvisata, poi come staffetta, incaricata di trasportare messaggi segreti per il Comitato di liberazione nazionale. Un ruolo silenzioso ma essenziale, che ha segnato la lotta partigiana e che per troppo tempo è rimasto ai margini del racconto ufficiale.

La sua storia si intreccia con quella del tenente “Mosca”, figura leggendaria della Resistenza, e con una vita costruita nel segno della libertà, tra clandestinità, affetti e scelte radicali. Il libro restituisce tutto questo con uno sguardo lucido e intimo, dando finalmente voce a quella “Resistenza taciuta” delle donne che ha contribuito in modo decisivo alla liberazione del Paese.

L’incontro del 27 marzo non sarà soltanto una presentazione editoriale, ma un momento di ascolto e riflessione collettiva, in cui la memoria individuale si fa patrimonio condiviso. Un passaggio ideale che unisce generazioni diverse e rinnova il senso profondo del Festival Premio Emilio Lussu: interrogare il presente attraverso le storie, per comprendere il valore della libertà e della responsabilità civile.

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