La nostra vita è più importante delle nostre idee
29 Marzo 2026
[Roberto Loddo]
Sulla commemorazione di questa mattina dei due anarchici morti nell’esplosione di Roma, mi viene in mente una straordinaria lettera del settembre del 1979 di Primo Levi a Sante Notarnicola che fu ritrovata solo dopo diversi anni in un libro dallo stesso Notarnicola.
Primo Levi, che nella lettera evidenziava la ragione della sua deportazione ad Auschwitz per la sola colpa di esistere, scriveva che è poeta solo chi ha sofferto o soffre, e che perciò la poesia costa cara e concludeva parlando della giustizia borghese, che Notarnicola, “a ragione o torto”, ha sempre rifiutato.
Levi scriveva che la giustizia non sapesse riconoscere quanto lui fosse migliore delle sue teorie e quanto fosse sproporzionata la misura della pena a quella della colpa.
Mi piace pensare che Alessandro e Sara, riflettendo sulle parole di Primo Levi, potessero salvarsi. Siamo sempre migliori delle nostre idee, la nostra vita è più importante di ogni teoria e ognuno di noi può avere destino diverso che può coincidere con la nostra salvezza e con la nostra liberazione.







