La strana morte di Mattia, era stato fermato dai carabinieri

1 dicembre 2018
[Costantino Cossu]

Poche righe di agenzia arrivate ieri mattina. Alle 11.25 l’Ansa batteva: “Un uomo di trentadue anni è morto all’alba di oggi mentre si trovava in viale Sant’Avendrace a Cagliari. Intorno alle 5,30 un’ambulanza lo ha incrociato in strada: era confuso e agitato. È subito stato richiesto l’intervento dei carabinieri. Il 32enne, alla vista dei militari, ha tentato di fuggire scavalcando il cancello di un cortile, ma durante la corsa si è sentito male accasciandosi a terra. Sul posto è arrivata un’altra ambulanza, questa volta del 118, chiamata dai carabinieri. I medici hanno tentato di rianimare l’uomo, ma non c’è stato nulla da fare. Sono in corso indagini per stabilire le cause del decesso”.

Poco dopo il lancio dell’Ansa, arriva un post Facebook sull’account di Acad, Associazione onlus contro gli abusi in divisa: “Un ragazzo è morto a Cagliari durante un fermo di polizia quest’oggi all’alba. Stiamo cercando di chiarire cosa sia successo attraverso i nostri contatti. Chiunque avesse informazioni utili ci scriva, specie chi potrebbe trovarne vivendo in loco”. Sempre Acad, due ore dopo aggiunge su Fb. “Mattia Sau è il nome del ragazzo di 32 anni morto questa mattina tra le 5.30 e le 6.30 durante un fermo di polizia a Cagliari in viale sant’Avendrace. Il ragazzo è di Iglesias. Domani (oggi per chi legge ndr.) verrà effettuata l’autopsia ed è assolutamente necessario aiutare la famiglia con la nomina di consulenti di parte fidati. Chiunque abbia notizie sulla storia di Mattia ci contatti con la massima urgenza su Facebook e attraverso il numero verde 800588605”. Insieme con Acad si muove l’Associazione Stefano Cucchi, che fa sapere: “La salma di Sau si trova al policlinico di Monserrato, a pochi chilometri da Cagliari. Il giovane aveva un figlio di quattro anni; sua madre si chiama Susanna Mastinu e suo padre Daniele Sau. Le forze dell’ordine dicono che è morto per arresto cardiaco, ma non significa molto: quando si muore il cuore si ferma sempre”. L’Associazione Stefano Cucchi aspetta di capire se alla famiglia Sau serva un supporto legale, pronta a intervenire. E chiede a chiunque possa chiarire i fatti di farsi sentire.

Al momento le forze dell’ordine confermano la versione riportata dall’Ansa: davanti ai carabinieri Mattia Sau avrebbe tentato di fuggire, ma improvvisamente si sarebbe sentito male rovinando a terra. Oggi l’autopsia dovrebbe servire a chiarire.

[Da Il manifesto]

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