L’intelligenza artificiale nel nostro futuro
9 Aprile 2026
[Maurizio Maretti]
Tanto più le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale (IA) avanzano, tanto più elevato è il loro impatto su modelli occupazionali, produttività e competenze richieste.
Sta trasformando rapidamente il mercato del lavoro, in alcuni casi ridefinendo profondamente organizzazione, settori e ruoli professionali. Nell’immediato futuro l’IA Generativa, una branca avanzata del Machine Learning (apprendimento automatico), avrà, oltre la capacità di critica logica, quella di sviluppare la comprensione dei dati, dare vita a qualcosa di nuovo, capace di apprendere automaticamente, riconoscere e generare nuovi modelli complessi, sui quali implementare nuove analisi [Roman Yampolsky – docente studioso di sicurezza all’Università di Luisville].
Questo la porta a sviluppare le attività creative proprie dell’Uomo, capace perciò, già oggi, di avere effetti importanti in moltissimi settori sull’intera organizzazione sociale, oltre al lavoro, accrescere il controllo sui cittadini, sviluppare nuovi sistemi di sicurezza, rivoluzionare sistemi di arma e la loro gestione. Una vera nuova rivoluzione tecnologica, potente e pervasiva, che modificherà profondamente l’insieme delle relazioni, delle interazioni, delle istituzioni e delle norme culturali che legano i membri della società.
Secondo diverse indagini e ricerche, si prevedono nel prossimo futuro perdite significative di posti di lavoro: nelle Fabbriche i robot si prevede sostituiranno l’uomo per il 20% dei posti entro cinque anni, per arrivare al 33% nel prossimo decennio, nei servizi al Commercio Logistica e Trasporti una riduzione di oltre il 50%, nella sanità saranno automatizzate dal 26% al 28% delle attività, nel settore Finanziario e Legale la perdita di posti sarà ancora più importante, andrà dal 50 al 70%. Nell’amministrazione e nei Data Center, queste ultime strutture fisiche centralizzate che ospitano l’infrastruttura Hardware necessarie per archiviare, elaborare e gestire i dati e le applicazioni aziendali, si arriva a ipotizzare che il 95% delle attività potrà essere automatizzato.
In Italia circa il 43% dell’occupazione totale, secondo il rapporto della Fondazione Randstad, è altamente esposta ai rischi dell’automazione e dell’intelligenza artificiale.
Da un rapporto di Goldman Sachs “The Potentially Large Effects of Artificial Intelligence on Economic Growth” del 26 marzo 2023, utilizzando dati relativi alle mansioni lavorative negli StatiUniti e in Europa, è stato stimato che circa due terzi dei posti di lavoro attuali sono esposti a un certo grado di automazione tramite IA, mentre l’IA Generativa potrebbe sostituire fino a un quarto del lavoro attuale.
Estrapolando le stime a livello globale, è stato ipotizzato che con l’IA Generativa potrebbero essere parzialmente automatizzati l’equivalente di 300 milioni di posti di lavoro a tempo pieno.
Figura: Due terzi delle attuali professioni potrebbero essere parzialmente automatizzate dall’intelligenza artificiale [Fonte: Goldman Sachs Global Investment Research]
Tutta questa enorme massa, circa 6 milioni di lavoratori ad alto rischio di precarietà in Italia, si aggiungeranno agli oltre 5,7 milioni, circa il 9,8% della popolazione nazionale che oggi vive in condizioni di povertà assoluta, 2 riguarda oltre 2,2 milioni di famiglie italiane, con un’incidenza dell’8,4%.
Come potranno pagare affitti, bollette, cosa potranno mettere in tavola per le loro famiglie?
Di certo la società sarà ampiamente stravolta.
Se nuovi milioni di cittadini perderanno il lavoro e il ruolo nella società, perderanno anche ciò che li definisce come tali, con conseguenze sociali immaginabili.
Nel futuro non basterà certamente qualche blanda forma di reddito di cittadinanza, come i partiti di sinistra oggi chiedono e la destra e il capitalismo nostrano si rifiuta di concedere. Serviranno importanti investimenti sul lavoro e sul sociale, ad esempio sulla salvaguardia dell’ambiente, sulla manutenzione e bonifica delle migliaia di capannoni industriali dismessi, delle fabbriche in disuso, delle case, delle città e del territorio, serviranno investimenti nella sanità, nei servizi alla persona, nella scuola…
Invece oggi si investe in armamenti e difesa: l’Italia ha chiuso il 2025 con una spesa nel settore di 45,3 miliardi, un aumento del 38,5% dai 32,7 miliardi (1,5% del Pil) del 2024. [Carlo Cottarelli, Gianmaria Olmastroni].
Vi è poi il problema della sicurezza. Chi controlla i Data Center controlla L’intelligenza artificiale e di conseguenza la società. Questi oggi sono di proprietà in gran parte di multinazionali “High-tech”:
l’Hardware per le schede GPU è in grande maggioranza della Invidia, le chatbot di intelligenza artificiale: Chat GPT è di Microsoft, Antropic di Amazon, Gemini di Google.
In italia sono già stati costruiti circa 200 Data Center gestiti dalle multinazionali, solo in provincia di Milano ne sono già presenti 68, con una previsione di aumento fino a 280 in tutta Italia. Secondo il Politecnico di Milano nel 2023 il mercato dell’AI in Italia è cresciuto del 52%, raggiungendo il valore di 760 mln di euro, dopo che già nel 2022 aveva registrato un +32% rispetto all’anno precedente.
Si sta costruendo in modo irrazionale, visto l’enorme consumo di potenza elettrica e idrica richieste per ogni Data Center. I loro consumi in Italia potrebbero passare dagli attuali 5,8 TWh (2024) a oltre 30 TWh/anno entro il 2035, che rappresenta un decimo circa dell’intero consumo nazionale di energia elettrica. Dove sarà possibili trovare tutta quell’energia?
Attraverso l’Iintelligenza Artificiale Generativa si sta creando un controllo generalizzato sulla società e sui cittadini:
- Sistemi di riconoscimento facciale e tracciamento dei comportamenti in tempo reale consentono il controllo diffuso e permanente degli spazi pubblici,
- L’uso di algoritmi per la previsione di reati, per la gestione dell’ordine pubblico,
- L’IA può essere usata per assegnare punteggi ai cittadini in base al loro comportamento, condizionando l’accesso a servizi essenziali come lavoro, viaggi, prestiti e istruzione,
- Nel campo militare, l’esercito israeliano ha individuato migliaia di residenti di Gaza come obiettivi da assassinare, e in Iran nella guerra in corso, sono stati assassinati centinaia di dirigenti politici e militari di alto grado, utilizzando un sistema di targeting basato sull’IA Generativa.
Molti studi svolti negli ultimi quindici anni riguardano ricerche sulle linee guida per l’uso della IA che rispettino i principi etici e le norme morali per garantire uno sviluppo e un uso responsabili, equi e a beneficio dell’umanità. Aumentando l’autonomia dei sistemi, è fondamentale definire regole per evitare discriminazioni, violazioni della privacy e danni sociali. Mentre molti paesi hanno presentato leggi di riferimento, comunque rimaste lettera morta, lo sviluppo continua su tutti i fronti, senza limitazioni, senza ascolto e controlli, mentre i padroni delle multinazionali High-tech, gestori di un enorme capitale strategico, pretendono il controllo e la gestione assolute [Roman Yampolsky].
Oggi, siamo nel mezzo di una grande rivoluzione tecnologica, la ricchezza nel mondo è nelle mani di un ristretto numero di persone, l’1% della popolazione mondiale, l’IA avrà l’effetto di concentrazione ancor maggiore, come oggi è già chiaro ed evidente, basta seguire i bilanci delle multinazionali del settore…
L’ obiettivo è costruire un ecosistema in cui la tecnologia sia alleata della creatività e della capacità decisionale dell’uomo. Regole e approccio interdisciplinare diventano quindi essenziali per affrontare la trasformazione in modo critico e consapevole, garantendo che il futuro dell’IA sia guidato da valori umanistici e non solo da logiche di mercato.
– Il capitalismo, nella crisi politica e culturale del neoliberismo e della globalizzazione, oggi sa provocare solo guerre che portano morte, disastri, distruzioni, ingiustizie e inquinamento dell’ambiente, sarà in grado di cambiare rotta? – Ci sarà la volontà di condividere questa ricchezza per finanziare un nuovo Stato Sociale che pensi a tutti i cittadini, che rilanci un’economia diversa, più equa, solidale e più giusta? – Le Società Civili saranno in grado di spingere i governi del mondo a cambiare radicalmente il passo, ridistribuendo la ricchezza, tassando rendite e profitti, colpendo l’evasione fiscale e i vari furbetti di ogni tipo che vivono parassiti nella Società?
Dobbiamo aspettarci che non sia solo utopia, altrimenti, se ben ci sorriderà la sorte, saremo gettati in una nuova preistoria.








