Notti padane. Istruzioni di voto

15 Febbraio 2012

Valeria Piasentà

Amministrative 2012, il 6 maggio si voterà in 1000 Comuni. In Piemonte vanno al voto città come  Asti, Alessandria, Cuneo; in Lombardia, Como e Monza; in Veneto, Verona e Belluno. A parte  Cuneo, ora sono tutte rette da coalizioni di centro-destra con una grande presenza della Lega Nord.  In un sondaggio effettuato in questi giorni fra i cittadini di Alessandria, oltre il 70% degli  intervistati dice che – oggi ad Alessandria – si vive peggio e molto peggio che 5 anni fa; il problema  più sentito e quello della ‘città vivibile’ mentre il meno, con il 5,5%, riguarda sicurezza e ordine  pubblico. 
Il 49% degli alessandrini non ha deciso per chi (e forse se) voterà. E come voteranno i  cittadini delle tre grandi regioni del nord sarà un test importante anche per gli equilibri interni alla  Lega, dilaniata da lotte di potere fra i gruppi dominanti (bossiani e maroniani, lombardi e veneti) e  dal disincanto di tanta parte della sua base, delusa dagli atteggiamenti subalterni tenuti dal partito al  tempo dell’ultimo governo Berlusconi. Tanto che, secondo recenti sondaggi, oltre il 70% degli elettori leghisti vorrebbe che Bossi abbandonasse la carica di Segretario federale, e questo per il bene del partito.
Se solo l’8% degli italiani ha ancora fiducia nei partiti politici che li rappresenta (sondaggio Ispo per il Corriere della sera, 6 febbraio), così la Lega Nord sta cercando con ogni mezzo di mantenere la sua quota di elettorato. In questo panorama si inscrivono tanto l’opposizione barricadera e talvolta cialtrona al governo Monti, in puro stile ‘leghista della prima ora’, quanto le ripetute prese di posizione in materia di alleanze politiche.
Dove è possibile, la Lega si presenterà da sola. Così ha dichiarato Luca Zaia (presidente della Regione Veneto) nel corso di un convegno, il 13 febbraio a Belluno, rinfocolando una polemica interna: «Io sono una persona che ha sempre corso da sola. Oggi tutti fanno proclami sulla corsa in solitaria, io ce l’ho nel mio palmares, altri no. Vorrei ricordare che ho corso da solo nel 2002, quando da un anno eravamo già al Governo con Berlusconi, per cui penso di non dover ricevere lezioni su come si corre da soli». E tuttavia non dà risposta sulle alleanze al secondo turno. Ma con chi se la prende Zaia? con Maroni, con Tosi, con Bossi? Si deve essere sentito strattonato per la manica della giacchetta più volte, nell’ultimo mese: col la promessa dei bossiani di candidarlo alla segreteria regionale nel prossimo congresso della Liga Veneta se non appoggia Tosi a Verona; con la richiesta di Tosi, in rotta con Bossi, di appoggiare la sua lista personale e senza il Pdl al Comune di Verona. Tosi è spalleggiato da Maroni; di Tosi Bossi dice «da solo danneggia la Lega», e il coordinatore regionale del Pdl ed ex-An on. Giorgetti ci va pure più pesante: «Tosi è un po’ come Schettino che quando vede il rischio che la sua esperienza amministrativa affondi, tenta il recupero personale abbandonando assessori leali che hanno sempre approvato le sue scelte in 5 anni di mandato».
Come si sa Tosi è un sindaco molto popolare, i sondaggi danno la sua lista al 24% contro il 20% di quella ufficiale leghista. Vedremo se  gli elettori premieranno la scelta di Tosi così poco in linea con i diktat del partito, vedremo se questo braccio di ferro fra le diverse anime della Lega modificherà col suo risultato finale i rapporti di forza interni e quelli con l’alleato storico, il Pdl. Intanto il povero Tosi potrebbe non poter contare sul voto di sua moglie.
Durante una intervista radiofonica a Un giorno da pecora su Radio2, così risponde a una domanda dei conduttori:«Se ci fossero le elezioni prevarrebbe un fatto affettivo, voterebbe (la moglie Stefania che è del Pdl) per me… non glielo chiedo neanche. Ne sono sicuro». Chiamano la moglie, che in diretta risponde «Non lo voterei, voterei il candidato del Pdl. Io stimo mio marito e lui ha amministrato benissimo. Però io sono del Pdl e sono coerente col mio partito. Di conseguenza voterei per il Pdl». A questo punto al povero e basito Tosi è rimasta solo la battuta finale «Terribile, devastante!».
Ma è quantificabile lo zoccolo duro della Lega, composto da un popolo di irriducibili che comunque e sempre  voteranno per la Lega Nord, e chi sono? Saverio Tommasi è un giovane attore toscano, ha postato nel suo blog un interessante video con interviste girato a Milano a fine gennaio, durante la manifestazione leghista No Monti day. Guardatelo, si tratta di un racconto di antropologia urbana, vi si narra un popolo (una tribù) troppo spesso arrabbiato quanto fanaticamente disinformato e orgogliosamente ignorante. La miglior pubblicità a favore della cultura, della scuola pubblica e dell’educazione permanente: è forse questa la mission della sinistra italiana per i prossimi decenni? Intanto la Lega sembra sempre più afflitta dal suo difetto congenito, una malattia che se fosse un individuo potremmo diagnosticare come schizofrenia con relativi e gravi affezioni da personalità multipla. Ecco cosa è successo a Varese, la ‘vera e unica’ patria della Lega Nord essendovi nati, con la prima sede della Lega Autonomista Lombarda a casa dell’attuale moglie di Bossi, i capi Bossi e Maroni. I leghisti al governo di Varese, lo scorso settembre hanno dichiarato che il Comune si sarebbe costituito parte civile contro i writers «imbrattatori di muri», in una cittadina dove l’amministrazione multa pure chi vende fiori agli angoli delle strade.
Qualche giorno fa la polizia ferma tre giovani militanti leghisti intenti a scrivere Monti buffone sul muro dell’Ippodromo, come testimonia la foto d’apertura. I tre, colti in fragranza di reato e rei confessi, da prassi sono finiti in questura per compilare la documentazione di rito. Il coordinatore lombardo del Movimento Giovani Padani ha risposto definendo l’operazione come una «aberrazione da Stato di polizia» e promesso di replicare la scritta su ogni muro del  Nord. Il deputato locale Paolo Grimoldi porterà in Parlamento questo «atto politico al limite dell’intimidazione».
Ma il meglio lo ha espresso il sindaco leghista di Varese, l’avvocato Attilio Fontana miracolosamente rieletto alle ultime amministrative, che si è assunto la difesa legale dei tre writers: così un giorno sanzionerà i giovani vestito da sindaco e un’altro li difenderà legalmente vestito da avvocato.

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