Passione, umiltà, perseveranza: la storia di Dj Sputo in ‘’Lontano dal centro’’, il nuovo docufilm di Roberto Pili
5 Marzo 2026
Lascia che bruci, quella candela, non spegnerla, per favore. Così scrive Alessandro Baricco in una delle sue opere più significative ovvero ‘’Castelli di rabbia’’. Sono parole pregnanti che descrivono il fuoco interiore che chi ama davvero qualcosa possiede.
Un fuoco che non perde intensità, un fuoco che non smette di bruciare, nonostante il vento soffi spesso in maniera contraria. Un fuoco che chi fa arte coltiva quotidianamente, tra molteplici avversità, un continuo senso di precarietà e talvolta anche di solitudine senza mai cedere di un millimetro. Attorno a tutto questo ruota ‘’Lontano dal centro. Cantico errante di un Dj senza tempo’’ il nuovo docufilm del talentuoso regista e fotoreporter Roberto Pili, cagliaritano di 44 anni, incentrato sulla storia di Dj Sputo – al secolo Richard Di Via, 42 anni – uno dei nomi più rappresentativi dell’Hip Hop sardo e non solo, produttore e dj di assoluto spessore che nel suo percorso artistico si è ritagliato un ruolo di primo piano grazie alla sua abilità nel turntablism in cui si è sempre distinto per uno stile assolutamente personale frutto di tanti anni di sacrifici e impegno costanti.
Sacrifici e impegno celebrati nel nuovo lavoro di Roberto Pili, prodotto da Francesco Pili, anticipato da due anteprime su YouTube, pubblicate rispettivamente il 18 e il 22 febbraio, e che verrà presentato ufficialmente a maggio in occasione dell’Hip Hop Cinefest di Roma, durante cui Pili porterà anche la sua mostra ‘’Questione di Stile’’, contenente una ventina di scatti con protagonisti alcuni degli esponenti storici dell’Hip Hop sardo e italiano.
«Ho conosciuto Dj Sputo», racconta Roberto, «intorno al 2011 ai tempi della rivista Art Report e mi ha subito colpito sia sotto il profilo artistico che umano. Richard è una persona autentica, genuina, ricca di empatia. È un artista di grandissima umiltà e al contempo di consapevolezza del proprio cammino e dei momenti vissuti da protagonista sempre con grande entusiasmo».
Il titolo del docufilm affiora le proprie radici in una concezione di arte che va ben al di là delle logiche di mercato. «Ho deciso di intitolarlo», prosegue, «’’Lontano dal centro’’ in quanto questo progetto rappresenta una vera e propria posizione di resistenza, un grido di libertà di chi non si piega alla mercificazione dell’arte purtroppo al giorno d’oggi sempre più frequente. È fondamentale valorizzare l’underground e le persone che lo animano da sempre proprio come Dj Sputo.
Questo docufilm rappresenta una monografia molto visiva e sonora, le musiche e gli scratch portano la firma di Sputo che ha fatto un lavoro impeccabile. Non mancheranno anche delle testimonianze di rilievo da parte di fuoriclasse della scena hip hop come Riky, Dj Tayone, Esa e Dj Fakser. È un lavoro molto significativo all’insegna di quella passione autentica che non viene mai meno. Da adesso sino all’uscita ci sarà un altro teaser a cui si aggiungerà anche il trailer».
Il lavoro si prospetta di grande qualità e, come traspare dai primi due teaser, ogni dettaglio è stato curato con la massima precisione: nel primo teaser è possibile cogliere gli scratch di Dj Sputo sul dialogo tra Neo e l’agente Smith tratto dal film ‘’Matrix Revolutions’’, dal secondo teaser l’abilità ai piatti di Sputo incontra un brano iconico come ‘’Tempo per l’azione’’ di Deda contenuto nello storico disco di Dj Gruff ‘’Rapadopa’’. A essere scratchata è una frase le cui parole restano impresse per la loro intensità: «Non c’è più tempo perché il tempo vola come il vento quindi vola a cento e non lo puoi fermare, lasciami fare». Il tempo non si può fermare, proprio così.
Come non si può fermare il desiderio di mettersi sempre in gioco, di apprendere, di continuare a ricercare, aspetti che caratterizzano un artista come Dj Sputo che con le sue produzioni e i suoi scratch ha tratteggiato nitidamente il suo universo interiore, riuscendo a trasmettere le proprie emozioni e l’amore verso una cultura che vive da più di vent’anni dimostrando il proprio valore sul campo, senza mai abbandonarsi al chiacchiericcio sterile.
«Prendere parte a questo progetto», racconta Dj Sputo, «ha rappresentato un’esperienza importante. Era la prima volta che mi esponevo personalmente in questa maniera, ho avuto il piacere di farlo con una persona di cui ho grande stima come Roberto che conosco da tanti anni e che mi ha messo subito a mio agio».
Dj Sputo parla con massima cognizione di causa, pesa le parole, dietro alle sue riflessioni si coglie una ricercatezza personale e artistica di chi alle frasi fatte e di comodo ha sempre preferito l’impegno e l’applicazione giornaliera verso la propria passione. «I miei primi ascolti», aggiunge, «risalgono a quando avevo 6 anni, la folgorazione vera e propria per l’hip hop è avvenuta intorno ai 12 anni. I miei primissimi approcci sono avvenuti in Sicilia in cui ci eravamo trasferiti, poi nel 1998 siamo tornati con la mia famiglia in Sardegna e piano piano ho cominciato a inserirsi all’interno della scena hip hop».
Tra le esperienze più significative, a livello umano e artistico, spicca quella con una delle realtà più importanti e influenti del rap sardo ovvero la Blatha Fam insieme a Riky e Rabi con cui hanno dato vita a vari progetti discografici, calcando palchi prestigiosi. «Gli anni con la Blatha», sottolinea, «sono stati bellissimi, ha rappresentato per tutti noi una esperienza incredibile.
Noi facevamo musica davvero per il gusto di farla, in massima libertà e con la massima sincerità, divertendoci tantissimo e credo che questo aspetto emerga appieno dai nostri progetti. Inoltre, siamo sempre stati molto aperti senza chiuderci in dogmi inutili, abbiamo avuto il piacere di collaborare con un produttore di caratura come Andrea Aru il che ci ha permesso di aggiungere nei nostri brani innesti di strumenti musicali che hanno fatto la differenza, dando ai pezzi una marcia in più».
Lo sguardo è rivolto al futuro, come sempre accompagnato dalla determinazione nel creare qualcosa di nuovo e di unico capace di resistere allo scorrere del tempo. «Ho preso in considerazione già tre volte», conclude Sputo, «l’idea di fare un album da producer coinvolgendo vari artisti. Tra una cosa e l’altra è un progetto che non si è ancora concretizzato ma che non ho assolutamente accantonato anzi.
Continuerò a lavorarci e credo sia doveroso portarlo a termine. Questi anni sono stati importanti, ricchi di momenti belli e complessi: mi hanno insegnato che elementi come la costanza, il tenere duro e la tenacia sono fondamentali.
Ogni giorno che passa è un’occasione preziosa per riaffermarsi». Giorni per riflettere, giorni per familiarizzare con i propri demoni interiori e per tornare a sorridere. Giorni in cui ricordarsi che, per rifarsi alle parole di Baricco, la vita è un bicchiere da bere fino in fondo senza lasciare nulla di intentato.







