Sull’assalto squadrista contro La Stampa non ci sono giustificazioni
29 Novembre 2025
[Roberto Loddo]
La solidarietà del manifesto sardo alle lavoratrici e i lavoratori, giornaliste e giornalisti de La Stampa per l’assalto squadrista di ieri, proprio nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti, indetto per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale nel giorno dello sciopero generale contro il governo.
Le modalità dell’assalto mi hanno ricordato quelle la prima grande azione squadrista dei fascisti e dei nazionalisti nel primo anno del Biennio rosso del 1919 contro la redazione del quotidiano socialista L’Avanti! a Milano. Un assalto facile e vigliacco in assenza di protezioni davanti al giornale.
Come l’assalto alla CGIL del 9 ottobre 2021 a Roma, chi doveva proteggere la sede del giornale ieri non c’era. Mi ha colpito profondamente la determinazione scientifica e premeditata degli assalitori che sapevano esattamente quando e dove colpire, cosa e come distruggere. Dal lancio dei secchi di letame nel cortile esterno alle aggressioni e le minacce di morte ai giornalisti presenti.
Non ci sono ragioni per giustificare questo assalto. Si può criticare, anche duramente, una linea editoriale, un editore, un direttore responsabile o singolo giornalista con opinioni che non condividiamo, ma assaltare un giornale nell’era della crisi della carta e dell’editoria significa sospendere la libertà di stampa insieme ai diritti di chi protesta contro stipendi fermi da quasi dieci anni e contro un sistema che costringe una intera generazione di giovani giornalisti e poligrafici a vivere un mestiere in assenza di tutele adeguate e un reddito dignitoso.







