Un‘occasione persa.

1 Ottobre 2013
Idrovora-del-Rollone-Parco-Molentargius-Saline-
Stefano Deliperi

“Il Parco è uno dei teatri più belli del Mediterraneo. E a teatro si compra un biglietto”, parole e copione di Bruno Paliaga, direttore del Consorzio di gestione del Parco naturale regionale “Molentargius-Saline” (L’Unione Sarda, 20 settembre 2013), il quale vorrebbe l’ingresso nell’area protetta a pagamento.

Il suo rimarrà un desiderio irrisolto, visto che il 30 settembre 2013 è cessato il suo mandato in condominio con l’area marina protetta di Capo Carbonara (Villasimius), ufficialmente richiamato dal Comune gestore dell’area marina protetta, forse perché “non c’è nessuno in Sardegna che abbia un curriculum come il” suo e si tratta di tipici parchi naturali con esclusivi attori sardi.
E’ in corso di completamento un ponte ciclo-pedonale in cemento armato (120 mila euro di fondi comunitari), realizzato a pochi metri da quello già esistente. Un ponticello in legno per la pista ciclabile evidentemente non andava bene, in un parco naturale. Forse si sarebbe speso troppo poco. Eppure c’è chi gioisce per lo scempio. “Ormai è tutto pronto – spiega un soddisfatto Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente e numero uno dell’associazione per il Parco di Molentargius-Saline – in pratica manca solo il collaudo…” (L’Unione Sarda, 27 settembre 2013).
Anche recentemente sono stati riportate dalla Stampa regionale varie manifestazioni, con le iniziative più disparate, che hanno visto la partecipazione non gratuita sempre degli stessi soggetti, ora in veste associazionistica ora in veste societaria, quando non medesime attività istituzionali dell’Area protetta. Casualmente si tratta proprio di quei soggetti associazionistici che magnificano ogni cosa che riguardi la gestione del parco. Anche la più idiota, come un ponte in cemento armato per biciclette a fianco di uno già esistente al modesto costo di 120 mila euro. Non si ha memoria di alcuna selezione pubblica per l’affidamento di alcuna di queste attività, ma, naturalmente, la memoria potrebbe difettare.
“Niente sprechi, siamo rigorosi” (L’Unione Sarda, 4 settembre 2013) ha assicurato il presidente del Consorzio di gestione del parco nonché sindaco di Quartu S. Elena Mauro Contini riguardo i circa 8 mila euro spesi per il pernottamento del direttore Paliaga in hotel a 4 stelle in caso di soggiorno fuori sede a Cagliari (km. 56,8 da Villasimius), però – nonostante i ripetuti allarmi sulla carenza di risorse finanziarie e in un momento di crisi generale – solo per l’esternalizzazione dell’Infopoint del parco si spendono 5.700 euro al mese (cioè euro 68.400 all’anno) e l’Assemblea del Consorzio ha approvato (deliberazione n. 14 dell’1 luglio 2013) la sovrabbondante proposta di struttura organizzativa del Consorzio avanzata dall’allora direttore Paliaga comprendente anche un vice-direttore, uno staff della Presidenza, un portavoce del Presidente, figure certo non imprescindibili.
Sono soltanto alcuni degli esempi di gestione di un parco naturale che “la politica ha usato … per ampliare la propria influenza”, come ha riconosciuto lo stesso allora direttore Paliaga.
Recentemente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha ritenuto opportuno svolgere accertamenti su alcune attività e, sinceramente, si spera proprio che tutto sia legittimo, perché se così non fosse sarebbe un’ulteriore, pesante, arma per chi (e sono tanti) vuole screditare il ruolo importantissimo delle aree naturali protette nella salvaguardia dell’ambiente e nell’equilibrata crescita economico-sociale delle collettività interessate.
In vent’anni sono stati spesi circa 53 milioni di euro di fondi pubblici, mentre altri 14,5 sono in arrivo dalla Regione autonoma della Sardegna (L’Unione Sarda, 30 agosto 2013). I risultati, però, sono finora sconfortanti, nonostante chi giulivo persevera nell’affermare che “tutto va bene, madama la marchesa”.
Ancora una volta l’estate ha portato i soliti incendi e sono rimasti i soliti problemi, dall’abusivismo edilizio (ben 190 casi nell’area naturale protetta, un record in relazione alla superficie “tutelata” insidiato solo dal parco nazionale del Vesuvio) alle assurde opere pubbliche, dalla mancata ripresa della fabbrica del sale agli scarichi incontrollati di rifiuti, dall’incontrollata presenza di personale precario nel Consorzio di gestione (guai a parlar di concorsi pubblici, aperti a tutti, come prescrive l’art. 97 cost.) alla perdurante assenza del piano del parco, fondamentale strumento di gestione, all’assenza di una qualsiasi politica di turismo sostenibile, anche di settore, con il coinvolgimento degli Enti locali interessati, come in qualsiasi altra parte d’Europa.
Per fortuna, i Fenicotteri e tutti gli altri cugini volatili (compreso un Pellicano) continuano a fregarsene e a rendere Molentargius uno straordinario gioiello ambientale. Un regalo della Natura che non meritiamo.
Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

P.S. chi svolge, almeno temporaneamente, le funzioni di direzione del parco dall’1 ottobre 2013? L’ing. Marco Loddo, inserito nel ruolo presso il Consorzio nel 2011, già dirigente del Comune di Quartu S. Elena, rinviato a giudizio per le vicende della lottizzazione “San Luce” sul litorale quartese.

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