Verso il 25 aprile: la Resistenza delle donne sarde antifasciste e partigiane

12 Aprile 2026

[Marco Sini]

Quando si parla dei sardi antifascisti o dei sardi che hanno partecipato alla Resistenza e alla lotta di Liberazione si citano diversi nomi, ma solo raramente si citano i nomi di donne sarde antifasciste e della Resistenza e di sarde partigiane.

Eppure, ce ne sono state e solo raramente si rende loro Memoria, come poco tempo fa mi è capitato di leggere in un sito sardo che ha ricordato alcuni loro nomi e le vicende vissute.

Il mio auspico è che gli Istituti Storici che in Sardegna operano meritoriamente con ricerche, pubblicazioni e con la promozione di iniziative culturali su Antifascismo e Resistenza, attivino una ricerca specifica finalizzata a una pubblicazione sulle donne sarde che sono state partecipi dell’antifascismo e della Resistenza.   

Intanto provo a riassumere alcuni nomi e contesti di donne sarde che appartengono all’antifascismo, alla Resistenza e alla lotta partigiana.

Le antifasciste sarde, anche schedate dall’OVRA, non sono molte e sono riconducibili prevalentemente all’area sardista lussiana come quelle note e ricordate come la “triade nuorese”: Marianna Bussalai; Mariangela Maccioni; Graziella Sechi Giacobbe, o, a Cagliari Luigia Murru, capo-operaia della Manifattura Tabacchi, sardista lussiana, dirigente sindacale della Commissione interna, licenziata perché antifascista, o anche Suor Maddalena Cabras, di Monserrato, che negli anni 1952-1973 sarà la Madre Generale Superiora delle Mercedarie nel Mondo, e che una ventina d’anni prima era stata “vigilata” dall’OVRA quando operava in Belgio e in Francia.

Questo lo abbiamo appreso leggendo il fascicolo OVRA a lei intestato con scritto in rosso nel primo foglio “1937-1942, LUSSU”, con la cronologia dei suoi viaggi Parigi-Milano dove incontrava Mario Spiga, monserratino di GL titolare di una Galleria d’Arte frequentata anche da Nivola e Delitala e con le note scritte di proprio pugno dal Capo della Polizia politica Arturo Bocchini e dal capo dell’OVRA in Sardegna dottor Fabris.

Le donne sarde della Resistenza erano residenti nel “continente” e appartengono tutte al filone politico della Resistenza, mentre la stragrande maggioranza degli uomini sardi della lotta di liberazione erano ex soldati, poi partigiani o soldati del CVL del CNL e, naturalmente i sardi deportati come I.M.I.   

In questo filone di donne sarde partigiane ci sono quelle della Resistenza romana: Bastianina Martini Musu (GL) e la figlia Marina Musu (GAP comunista), e Ines Berlinguer Siglienti (GL), che organizza la fuga del marito Stefano Siglienti da Regina Coeli; Giovanna Marturano (Roma, 27 marzo 1912/Roma, 22 agosto 2013), figlia di sardi, è stata una partigiana comunista dei GAP nonché esponente di rilievo del movimento femminista; Raimonda Patta di Atzara, esponente di un GAP di ispirazione socialista che partecipa all’azione per la liberazione di Pertini e Saragat dal carcere di Regina Coeli.

A Milano ha operato Mariangela Ballero, nome di battaglia “Lucca”, mentre in Emilia-Romagna ha operato Elena Zedda di Tiana che da Cagliari segue il fidanzato a Regio Emilia e qui opera come partigiana, arrestata sarà deportata in campi di lavoro a Flossemburg e poi in Cecoslovacchia.

E poi ci sono i nomi delle partigiane sarde che hanno operato in Liguria i cui nomi ho potuto ricavato da un elenco di 90 “Partigiani” sardi, con le relative schede descrittive, che mi era stato inviato dall’ANPI Liguria. Riepilogo i loro nomi, sicuramente sconosciuti ai più, solo con piccole annotazioni che estraggo dalle loro schede i cui contenuti, specie per alcune di loro, sono molto corposi.

Quattro di loro sono provenienti da Cagliari e 11 dalla provincia di Sassari.

Meloni Mirella, nome di battaglia “Mirella”, Cagliari 21/01/1924. Ha partecipato dall’01/07/1944 alla lotta contro i nazifascisti con la 3ª Brigata SAP Mazzini. Patriota (Ilserc)

Mereu Giovita, Cagliari 21/09/1893. Insegnante. Ha partecipato dall’01/07/1944 alla lotta contro i nazifascisti con la Delegazione ligure delle Brigate Garibaldi. Partigiana combattente. (Elenco Anpi- Ilserc)

Simbula Maria Angela, Cagliari 08/08/1930. Dall’11/11/1943 partecipa alla lotta contro i nazifascisti con una Formazione dei VAI. Patriota (Ilserc)

Carrucciu Anita, nome di battaglia“Carla”, Cagliari 05/02/1920. Ha partecipato dal 01/07/1944 alla lotta contro i nazifascisti con il Servizio Informazioni Militari delle brigate Garibaldi di città. Partigiana combattente. (Ilserc)

Azara Vera, Tempio Pausania (SS) 08/04/1924. Partecipa dall’01/10/1944 alla lotta contro i nazifascisti con la Brigata SAP femminile Garibaldi “Alice Noli”. Patriota (Ilserc)

Briasco Adalgisa, Sassari 28/01/1918 Ha partecipato dall’01/07/1944 alla lotta contro i nazifascisti con il Comando zona della VI Zona operativa Ligure. Le è stata attribuita la qualifica di “Caduta per la lotta di Liberazione”. (Ilserc)

Cannas Antonietta, Sassari 13/03/1923. Ha partecipato dall’01/07/1944 alla lotta contro i nazifascisti con la Brigata Sap femminile Garibaldi “Alice Noli”, nella città di Genova. Qualifica di Patriota. (Ilserc)

Careddu Giovanna, Luras (SS) 04/12/1910. Ha partecipato dall’01/07/1944 alla lotta contro i nazifascisti con la Brigata Sap femminile Garibaldi “Alice Noli”, Le è stata attribuita la qualifica di Patriota. Ilserc

Cogliolo Giuseppina, nome di battaglia“Fiamma”, La Maddalena (SS) 06/11/1927. Ha partecipato dal 15/08/1944 alla lotta contro i nazifascisti con la Brigata Garibaldi “Muccini”. Le è stata conferita la qualifica di Partigiana combattente. (Ilserc)

Col Ada, Sassari 19/12/19213. Ha partecipato dall’01/01/1944 alla lotta contro i nazifascisti con le prime formazioni partigiane di città. Successivamente si è aggregata alla 187ª Brigata SAP Garibaldi “Parenti”. Per il ruolo assunto durante la lotta di Liberazione le è stata attribuita la qualifica di Partigiana combattente. (Ilserc). Era sorella di Dino Col, giovane magistrato Partigiano in Liguria (V.I.A.) deportato a Flossemburg con il trasporto 81, con Vittore Bocchetta e ivi morto l’ultimo giorno del 1944,

Meloni Delia, “Delia”, La Maddalena (SS) 10/04/1924. Ha partecipato dall’01/03/1945 alla lotta contro i nazifascisti con una formazione della 3ª Brigata Jori della 3ª Divisione Garibaldi “Cichero”. Le è stata attribuita la qualifica di Patriota. Ilserc

Mura Rosa, nome di battaglia“Rosa”, Sassari 23/02/1909.  Con la Brigata “Borrotzu” della Divisione Giustizia e Libertà Matteotti. Le è stata attribuita la qualifica di Partigiana combattente. Ilserc

Musso Vincenzina, nome di battaglia“Tamara” Luras (SS) 30/12/1903. (la Scheda è lunghissima). Partecipa alla lotta di resistenza genovese facendo parte del gruppo dirigente dei Gruppi di Difesa della Donna. Inoltre, nell’agosto 1944 ha contribuito alla costituzione della Brigata SAP Garibaldi “Felice Noli”. Le è stata attribuita la qualifica di Partigiana combattentecol grado di tenente e poi Capitano. Da “Ci chiamavano Libertà, di Donatella Alfonso, De Ferrai Editore). pag 203/204).  (Ilserc)

Peralda Antonietta, nome di battaglia Antonietta”, Luras (SS) 05/07/1915. Partigiana combattente (Ilserc)

Porqueddu Ines, Pattada (SS) 15/08/1914. Ha partecipato dall’01/10/1943alla lotta contro i nazifascisti con le prime formazioni partigiane di città, prima di far parte del Comando militare regionale ligure del CLN. Le è stata attribuita la qualifica di Partigiana combattente. Dopo la liberazione. Nell’immediato dopoguerra, Ines è stata dirigente della Sezione ANPI “Dino Bellucci”, dove operò con continuità e coerenza per l’affermazione degli ideali di pace, libertà, progresso. (Ilserc).

La sua vicenda partigiana è stata ricordata il 25 aprile del 2025 a Pattada in un giornale locale.

A conclusione di questo modesto tributo di Memoria a donne sarde antifasciste e della Resistenza resta il rammarico di non aver potuto accedere agli elenchi nominativi dei Partigiani/e come è stato per la Liguria, con relative schede, delle altre Regioni dove sicuramente hanno operato anche Partigiane sarde.

Infine, il mio ricordo va con affetto a Pina Brizzi, con la quale ho partecipato a incontri con i ragazzi del Martini e delle terze medie di un plesso scolastico di Monserrato. Pina Brizzi era di Carrara e, fin da ragazza, sarda a tutti gli effetti. A lei è stata intitolata la Sezione ANPI di Quartucciu perché è stata una “Staffetta Partigiana” nella Resistenza della zona di Massa Carrara e perché della Sezione ANPI di Quartucciu è stata la fondatrice e per alcuni anni l’animatrice.

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