Quanti soldi riceve l’Università di Cagliari da Israele?

14 marzo 2016
israele e università
[Red]

Pubblichiamo il comunicato stampa degli studenti e delle studentesse contro il Technion sui fatti di stamattina davanti al rettorato di Cagliari. Rifiuti, spintonamenti, errori di comunicazione, ambiguità nelle risposte e un prossimo incontro organizzato con la rettrice per fare chiarezza sulla questione Technion. Come redazione del manifesto sardo, solidali con le richieste del movimento studentesco e in una ottica di trasparenza , ci chiediamo, ma quanti soldi riceve l’Università di Cagliari da Israele?

Oggi come Studenti contro il Technion abbiamo svolto un sit in al Rettorato per chiedere alla Rettrice dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, alcuni chiarimenti in merito alle sue recenti prese di posizione. Inizialmente ci è stato riferito che la Rettrice era troppo occupata per ricevere il gruppo di studenti e, dopo un primo rifiuto, abbiamo deciso di volerla incontrare ugualmente andando verso il suo ufficio trascurando le guardie che “difendono” il palazzo e le ormai sempre presenti forze dell’ordine che ci hanno accompagnato per tutta la mattinata.
Perciò, dopo qualche spintonamento con le guardie, siamo riusciti ad ottenere quindici minuti preziosi da parte della Rettrice.

Il colloquio è iniziato domandando per quale motivo sono stati ritirati i permessi per le aule che erano state richieste per lo svolgimento dell’Israeli Apartheid Week 2016, e se ci fossero state pressioni dall’Ambasciata israeliana. La Del Zompo ha inizialmente negato categoricamente di aver ricevuto pressioni di questo tipo e ha giustificato la sua scelta con dei semplici “problemi di comunicazione”: Rettrice, preside e docenti sarebbero stati totalmente all’oscuro dell’iniziativa e dei suoi contenuti. Il programma della IAW era però pubblico e le aule sono state richieste con la procedura ordinaria che si segue per qualunque iniziativa svolta all’interno dell’Università.

Questa versione dei fatti cozza inoltre con il comunicato diffuso dalla Rettrice il 24 febbraio scorso, nel quale i motivi della revoca erano così argomentati: “L’Ateneo ha tra i suoi valori fondanti il pluralismo, la libertà da ogni condizionamento ideologico, confessionale e politico e il pieno rispetto delle pari opportunità anche tra differenti posizioni culturali”. Si affermava poi che “per questo motivo le autorizzazioni all’utilizzo di aule, locali o spazi dell’Università di Cagliari concesse dai responsabili delle Facoltà o dei Dipartimenti […] devono intendersi revocate con effetto immediato”. Da tale comunicato emerge una chiara presa di posizione politica, che nulla ha a che vedere con le questioni burocratiche che oggi la Rettrice ha utilizzato per giustificare il suo operato.

Abbiamo poi fatto presenta alla Rettrice che alcuni docenti ci hanno confessato di aver ricevuto una sua telefonata, con la quale venivano resi partecipi delle pressioni ricevute dall’Ambasciata e invitati a ritirare la loro disponibilità per l’evento. La Del Zompo è stata così costretta ad ammettere di aver ricevuto una lettera dell’Ambasciata israeliana, che lei comunque non considera in alcun modo una “pressione”, ma una normale comunicazione. Se solo di questo si tratta, auspichiamo che tale lettera sia resa pubblica. In merito all’accordo quadro con il Technion Institute, la Del Zompo pare non sappia nulla della cooperazione esistente con l’istituto israeliano di tecnologia.

La Rettrice non può permettersi di autorizzare dei seminari che denunciano la violazione dei diritti umani ad opera di Israele senza che le vengano comunicati i minimi dettagli, però ignora totalmente il contenuto degli accordi tra l’Università di Cagliari e gli istituti israeliani. Tutto ciò è ancora più paradossale se si considera che la Del Zompo è anche docente di Farmacologia, così come la professoressa Micaela Morelli, attuale pro-rettore e referente per l’accordo con il Technion Insitute. Lacuna plausibile? Risposte di comodo? Nonostante ciò, siamo però lieti del fatto che la Rettrice si sia resa disponibile a fissare un incontro per essere messa al corrente della collaborazione della nostra Facoltà con la macchina da guerra israeliana.

Noi studenti andremo avanti pretendendo chiarezza sia rispetto all’ ambiguità dimostrata dalla Rettrice e da tutta l’Università durante la settimana dell’Israeli apartheid week sia rispetto all’accordo con l’Istituto tecnologico israeliano Technion, considerando anche il fatto che tale accordo dovrà essere rinnovato entro l’anno 2016. Le nostre azioni non si fermeranno sino a quando questo accordo non verrà annullato da entrambe le parti e non verranno intimidite o frenate né davanti alle risposte di circostanza ricevute stamattina né davanti agli episodi spiacevoli accaduti durante la mattinata.

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