Sardus Frades volume 4, molto più di una compilation: una dichiarazione d’intenti tra musica, identità e l’importanza del fare fronte comune
12 Maggio 2026
La bellezza del mettersi in gioco, la capacità di unire, creando un legame solido e intenso all’insegna dell’amore per l’arte e per una cultura come quella dell’Hip Hop con una storia significativa di oltre mezzo secolo.
Questo, e molto altro, caratterizza il progetto Sardus Frades, giunto al quarto volume pubblicato il 28 aprile in occasione de Sa die de sa Sardigna, ideato da Lozar, MC e organizzatore sulcitano attivo da oltre vent’anni. Un lavoro curato nei minimi dettagli, scaricabile gratuitamente tramite il link presente sulla pagina Instagram Sardus Frades. Un progetto con all’interno 56 artisti per un totale di trenta brani, che della varietà stilistica e di contenuti solidi fa il proprio marchio di fabbrica, così come della capacità di coinvolgere più generazioni possibili, dai veterani ai giovani talenti. Si va dal suono caldo e avvolgente del boombap, passando per le melodie ipnotiche del g-funk senza dimenticare anche tipologie di brani influenzati da sonorità come quelle della trap, del reggae, del rock e dell’elettronica. Sardus Frades va oltre l’essere una compilation contenente al suo interno artisti di spessore e pezzi che suonano in maniera fluida e performante ma rappresenta un’autentica dichiarazione d’intenti di chi ha alle spalle un percorso ricco di esperienze preziose. Esperienze che nascono dal mare, un mare grazie al quale – come afferma il celebre scrittore Alessandro Baricco – vedere se stessi e vedere davvero la propria parte più pura.
Lozar quando nasce la tua passione per la Cultura Hip Hop e dove e con chi hai mosso i primi passi?
La passione per l’Hip Hop nacque per caso, dall’amicizia nata a Domusnovas con Ipno nel 1996 che già si interessava di questa cultura, scriveva già i primi testi, vestiva oversize ed era in costante ricerca di nuova musica e informazioni riguardo l’ Hip Hop. Io avevo un mixer, un giradischi, una piastra a cassette, selezionavo musica e interagivo al microfono nelle feste private, la prima cosa che ho apprezzato nel rap sono stati gli scratch, poi ho iniziato a fare freestyle e a scrivere i primi testi, ho iniziato a prenderci gusto e dopo vari fogli di carta cestinati le cose iniziavano a essere più serie e arrivò poi il momento di creare il duo RasoZero (io e Ipno), con le prime registrazioni sopra i primissimi beat di Denny The Cool e le prime esibizioni su vari palchi della provincia. In seguito RasoZero cambierà forma diventando una grande crew Hip Hop sarda che includerà anche altri Mc’s tra cui Edgar (Zeta Tilt) e vari Writers, Breakers e Djs. Con il tempo ognuno prenderà strade diverse rimanendo sempre buoni amici. Io ho proseguito collaborando con vari artisti tra djs, produttori ed mc’s e ho organizzato Live, Jam e Party con il collettivo Domus Bidda, con Shareeq (El Don) e altri sino al 2010. Poi mi sono preso una lunga pausa probabilmente perché nell’aria non si respirava più quella genuinità di quartiere e le nuove tendenze stavano iniziando a stravolgere l’essenza dell’ Hip Hop.
Come nasce l’idea di dare vita a un progetto come Sardus Frades?
Nel 2018, forse un po’ per nostalgia. Ho deciso di sfruttare il potere di internet (che in passato non avevo) per creare un nuovo mixtape, alla mia maniera, occupandomi di ogni cosa, da solo. Per il mio spirito, ma anche come tributo all’Hip Hop che mi ha accompagnato per tanti anni. Doveva essere un solo volume ma già da subito l’interesse è stato fortissimo da parte di molti, al punto di spingermi a proseguire con questo progetto per coinvolgere più artisti, arrivando così fino al volume 4.
Rispetto al primo volume, come si è evoluto Sardus Frades?
Lo spirito non è cambiato, è tutto come all’inizio ma è cresciuto il peso e l’importanza di questo progetto. Con il tempo tutti hanno capito che non è solo musica, gli artisti si identificano in questa comunità e partecipano soprattutto per il senso di appartenenza. Siamo un popolo che quando si unisce ha una grande voce.
Cosa caratterizza questo quarto capitolo?
La maturità e la professionalità di ogni artista in costante crescita ma con la passione di sempre e un forte messaggio generale trasmesso attraverso il progetto che evidenzia la sardità e lo spirito della resistenza sarda che va oltre la musica.
Cosa rappresenta per la Cultura Hip Hop un progetto di questo tipo?
In passato ci sono stati vari mixtape in Sardegna, uno che mi ispirò particolarmente fu Sardinian Lifestyle di Max Lelli (HipHopZone) nel 2005, in cui partecipai pure io con un pezzo. Sardus Frades a differenza di tutti i progetti unitari del passato, cerca di dare continuità e infatti è l’unico progetto sardo fino ad oggi che è giunto al quarto capitolo. Tutto ciò fa ovviamente tanto bene per la divulgazione della cultura Hip Hop, onorando la nostra terra sarda e i nostri talentuosi artisti.
Cosa ti ha portato a scegliere quest’anno come data di uscita il 28 aprile?
Sono sempre stato un visionario, sapevo che nel 2026 avrei fatto uscire un nuovo capitolo di Sardus Frades proprio il 28 aprile, data non casuale essendo Sa Die De Sa Sardigna, occasione perfetta per manifestare l’orgoglio sardo.
Cosa vuoi trasmettere con questa immagine di copertina scelta per il quarto volume di Sardus Frades?
Nell’ immagine ci sono io sotto forma di gigante umanizzato come una sorta di spirito guida di un popolo in rivolta, è un’immagine forte e carismatica che ha il potere di parlare alle tante anime sarde trasmettendo il concetto di resistenza e ricordando che la rivoluzione non va mai in vacanza, la vita è una battaglia continua per difendere ciò che abbiamo ottenuto negli anni, soprattutto grazie a chi ha dato la vita prendendo posizione per le giuste cause. Una delle immagini che ha ispirato questa copertina è senza dubbio il
“Il quarto stato”, il dipinto realizzato da Giuseppe Pellizza da Volpedo, che raffigura il risveglio della classe operaia che scende in massa in piazza, ma anche la copertina dell’omonimo disco dei Delinquent Habits del 1996 ha sempre attirato la mia attenzione nonostante la sua semplicità.







