Pagine verdi, secondo appuntamento

16 Luglio 2026

[Rita Atzeri]

Pagine verdi è lo spazio in cui la lettura si trasforma in un viaggio di scoperta e cambiamento. Se nel nostro primo incontro abbiamo piantato il seme della curiosità, con questa seconda uscita vogliamo spingerci oltre la superficie della pagina.

Ci sono libri che si limitano a intrattenere, e libri che possiedono un potere diverso: agiscono come lenti correttive. Smontano le nostre certezze, ribaltano i punti di vista e, una volta chiusa l’ultima pagina, ci restituiscono alla realtà con uno sguardo completamente rinnovato.

In questo numero esploreremo storie, saggi e narrazioni capaci di scuotere il nostro modo di concepire la natura, le relazioni e il futuro che stiamo costruendo. Testi che non vi lasceranno identici a prima, ma che vi inviteranno a guardare ciò che vi circonda con una consapevolezza nuova, più profonda e, inevitabilmente, più verde.

Il primo titolo di questa uscita è La rivoluzione a fumetti di Mirco Chiapparini, pubblicato da Libreria Editrice Fiorentina.

Il libro traspone in una splendida graphic novel il capolavoro ecologista La rivoluzione del filo di paglia del microbiologo e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka. Attravento illustrazioni in bianco e nero e a colori, l’autore traduce visivamente il concetto di agricoltura naturale e di “decrescita felice”. Non si tratta solo di tecniche di coltivazione, ma di un radicale ribaltamento del nostro rapporto con la Terra.

L’opera dimostra come la vera rivoluzione consista nel saper fare un passo indietro, permettendo alla natura di rigenerarsi seguendo i propri ritmi complessi ed equilibrati. Un invito potente a ripensare il nostro ruolo nel mondo, non più come dominatori industriali, ma come custodi consapevoli e integrati nel ciclo della vita.

Il secondo testo della nostra selezione è Ci vuole un albero per salvare la città di Francis Hallé, edito in Italia da Ponte alle Grazie.

In questo saggio agile e potente, uno dei più autorevoli botanici francesi trasforma gli alberi da semplici elementi decorativi a veri e propri protagonisti della resilienza urbana. Hallé lancia un vero e proprio manifesto politico e sociale: smonta l’idea che la tecnologia sia l’unica risposta alle crisi delle nostre città assediate da cemento, inquinamento e isole di calore. Al contrario, ci dimostra che nessun macchinario umano è complesso ed efficiente quanto un albero.

L’autore ci invita a cambiare radicalmente prospettiva, spiegando come la tutela delle piante secolari e una pianificazione urbanistica basata sul verde non siano lussi estetici, ma scelte vitali per la salute pubblica e la sopravvivenza dei centri urbani. Una lettura urgente che restituisce dignità a questi giganti silenziosi e ci insegna a guardarli come i nostri più grandi alleati.

La terza opera scelta per questo numero è Ogni istante è una vita. Racconti da Gaza al tempo del genocidio, un’antologia curata dalla scrittrice palestinese Susan Abulhawa ed edita in Italia da Fazi Editore.

Il libro raccoglie diciotto brevi e intensi racconti nati direttamente all’interno dei laboratori di scrittura organizzati dall’autrice nei campi tenda di Gaza. A scriverli sono giovani sfollati che, nel bel mezzo della distruzione, della fame e della perdita totale della propria normalità, hanno usato la parola come uno strumento di dignità, memoria e resistenza. Sono storie che documentano l’orrore dall’interno, ma che riescono miracolosamente a esprimere coraggio, rabbia e un’indomabile speranza nel domani.

Perché lo abbiamo inserito nella rubrica “Pagine Verdi”?

Le ragioni fondamentali sono tre: come ci ricorda la filosofia dell’ecologia profonda, la tutela del pianeta non può essere separata dalla tutela dell’essere umano. Non esiste una “Terra sana” senza il rispetto della dignità e della vita dei popoli che la abitano. E questa à la prima ragione.

La seconda è legata alla resilienza della vita. Esattamente come un filo di erba che spacca il cemento o una foresta che rinasce dalle ceneri, i racconti di questi giovani testimoniano la forza innata della vita. È la stessa spinta vitale che, anche nelle condizioni biologiche e sociali più estreme, si rifiuta di essere annientata e continua a germogliare attraverso la bellezza della letteratura.

La terza esprime l’urgenza di un cambio radicale di prospettiva. Il manifesto di questo numero è “guardare il mondo con occhi nuovi”. Questo libro ci costringe a ridefinire le nostre priorità, a ripensare il valore del tempo e a guardare l’umanità spogliata di ogni sovrastruttura, restituendoci una consapevolezza universale e una profonda empatia.

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