Addio a Francesco Casu
1 Agosto 2026
[red]
La Sardegna perde Francesco Casu, regista multimediale e artista visionario spentosi all’età di 61 anni. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel panorama culturale dell’isola e nazionale.
Casu ha saputo unire arte e tecnologia, trasformando la tradizione in un linguaggio interattivo e universale. La carriera di Francesco Casu affonda le radici nella sperimentazione visiva degli anni novanta. Fondamentale è stato il suo apporto alle operazioni del Centro Man Ray di Cagliari, uno snodo cruciale per l’arte contemporanea in Sardegna. All’interno di questo spazio di avanguardia, Casu ha collaborato con figure storiche del calibro di Gaetano Brundu, Tonino Casula e Primo Pantoli. Le sue installazioni video e le performance multimediali nate in seno al collettivo hanno ridefinito il concetto di fruizione dell’opera d’arte, traghettando i linguaggi tradizionali verso la modernità della videoarte e della contaminazione digitale.
La tappa più luminosa del suo percorso artistico resta la profonda sinergia intellettuale e creativa con Maria Lai. Casu è stato tra i primissimi a comprendere l’importanza di documentare e amplificare il messaggio della grande artista di Ulassai attraverso i nuovi media. Ha ideato il progetto “Maria Lai. Dalle testimonianze audiovisive all’archivio digitale interattivo”, focalizzato sul concetto di memoria attiva. Linguaggio Globale: Ha trasformato la narrazione locale dei pani, dei telai e delle leggende della Lai in un’esperienza multimediale fruibile a livello internazionale.
Le sue preziose riprese e interviste rimangono oggi la testimonianza visiva più intima e profonda della poetica dell’artista ogliastrina. Oltre al legame con Maria Lai, Francesco Casu ha firmato importanti installazioni interattive dedicate all’identità sarda, collaborando ad esempio con i Tenores di Bitti per la digitalizzazione e la scomposizione immersiva del canto a tenore. La sua dote più grande è stata la generosità nel trasmettere il sapere, portando spesso i suoi contributi e le sue visioni anche all’interno delle scuole.
Francesco Casu non ha semplicemente registrato la realtà: ha “ricucito” il passato con il futuro, dimostrando che la tecnologia non allontana dall’umanità, ma può diventarne il custode più prezioso.
Negli anni successivi, e anche dopo la scomparsa della maestra, Casu si fa promotore di archivi digitali e incontri di studio a Ulassai, come l’operazione incentrata sulle testimonianze audiovisive per preservare e “agire” il genius loci di Maria Lai. La presenza di Francesco Casu nel panorama sardo si lega in modo indissolubile alle avanguardie e ai laboratori di ricerca attiva a Cagliari, primo fra tutti il Centro Culturale Man Ray (fondato e animato da figure come Wanda Nazzari).
Mostre e cataloghi: Nel 1997 presenta la personale “Lo spazio negato” negli spazi del Man Ray, inaugurando una lunga militanza espositiva. Attraversamenti e i paesaggi dell’anima: Partecipa a collettive e rassegne storiche come “Percorsi dello Spirito” ed esposizioni curate dal centro (con testi critici, tra gli altri, di Claudio Cerritelli) dove le sue videosculture e i suoi “Landscapes of the Soul” dialogano con la ricerca visiva indipendente.
Nel circuito del Man Ray, Casu contribuisce a quell’idea di “arte in progress” e di agorà permanente, unendo la fotografia, i nuovi media e l’impegno civile e culturale che ha contraddistinto la sua intera parabola terrena e creativa.







