Ussassai, quando la gestione dei beni ambientali sfugge di mano

31 Luglio 2026

[Stefano Deliperi]

Lungo il Rio Taquisara e il Rio San Girolamo, torrenti della Barbagia di Seulo ai confini con l’Ogliastra, nel territorio comunale di Ussassai, sono presenti delle splendide piscine naturali.

S’Ogliu Ermanu, Perda Morta, Su Tuvu Nieddu sono veri e propri gioielli naturalistici, di ridotte dimensioni e con equilibri ecologici delicatissimi.

Sono tutelati con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e rientrano nella Rete Natura 2000.

Nel corso degli ultimi anni, l’acquatrekking e l’escursionismo senza limiti, spesso fomentati da guide più interessate al denaro che alla conoscenza rispettosa dei luoghi han fatto sì che anche questi habitat naturali venissero pesantemente interessati dal fenomeno della turistificazione, con pesanti conseguenze sulle caratteristiche ambientali ed ecologiche.

C’è chi ha stimato la presenza di addirittura 300 persone nei fine settimana.

Una vera e propria follìa, deleteria per le condizioni dei corsi d’acqua e le povere Testuggini, gli Anfibi, le Trote, i Tritoni che lì vivono.

Gli appelli a un escursionismo rispettoso dei luoghi (“non si deve lasciare alcuna traccia del passaggio, se non l’orma delle scarpe”) non sono serviti a molto, tanto da far emanare l’ordinanza sindacale n. 15 del 27 luglio 2026 che ha inibito la balneazione e l’acquatrekking nei corsi d’acqua e nelle piscine naturali, prevedendo 500,00 euro di sanzione per i trasgressori.

Il risultato, nei primi giorni di efficacia dell’ordinanza, è stato decisamente molto modesto: l’invasione di turisti è continuata, tanto da far pensare al sindaco Francesco Usai di dimettersi.

Ma senza un’adeguata presenza della Polizia locale e senza un robusto aiuto di Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (in questo periodo mobilitato per la campagna antincendi) e di Carabinieri dove si vuole andare?

E, soprattutto, dopo un’incessante e interessata pubblicizzazione delle piscine naturali a fini turistici dove si vuole andare? Ma riusciremo a imparare qualcosa, finalmente?

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

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