Assalto fossile in Sardegna
5 Giugno 2026
[red]
Questa sera, (mercoledì 10 giugno) alle 18:30, presso la sala conferenze della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oristano in via Solferino 58, si terrà l’incontro “Un nuovo assalto fossile”.
Saranno ospiti Paola Matova di ReCommon e Domenico Scanu di ISDE-Medici per l’ambiente. Insieme a loro parleremo dei rischi e delle criticità del progetto di metanizzazione della Sardegna, a partire dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale attualmente in corso per la FSRU (Floating Storage Regasification Unit) prevista nel Porto industriale di Oristano, per arrivare a parlare della sostenibilità ambientale ed economica di tutto il progetto.
Una FSRU è una nave galleggiante adibita a rigassificatore e unità di stoccaggio del Gas Naturale Liquefatto (GNL) importato via mare. La nave avrebbe un impatto molto rilevante da un punto di vista ambientale, paesaggistico, sanitario, economico e della sicurezza su tutta l’area circostante del Golfo di Oristano. Questa nave fungerà da terminale di un progetto più ampio che riguarda la costruzione di un gasdotto tra Oristano, Cagliari e il Sulcis: un’opera che nasce obsoleta e avrà gravi impatti ambientali ed economici per tutta la Sardegna.
L’incontro cade in un momento cruciale per il progetto di metanizzazione della Sardegna: il 14 giugno scadono i termini per le osservazioni sulla procedura di esproprio, servitù e occupazione dei terreni interessati dal tracciato del gasdotto Sud-Sardegna proposto dalla società Enura; il 15 giugno scadono i termini per la consultazione pubblica indetta dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) in merito alla sostenibilità economica e alla ripartizione dei costi per l’intero progetto. Durante l’incontro presenteremo argomenti e riferimenti per aiutare le persone interessate a partecipare a questi procedimenti.
Sarà anche un’occasione per riflettere collettivamente sulla follia di proseguire a finanziare infrastrutture costosissime legate ai combustibili fossili in una fase di gravissimo ritardo nell’affrontare la catastrofe incombente del Riscaldamento Climatico Globale; per riconnettere i fili che legano il progetto previsto per Oristano e la Sardegna con le reti globali dello sfruttamento imperialista ed estrattivista che caratterizzano il capitalismo fossile; per ragionare insieme su come superare questo modello di sviluppo insostenibile senza costruire modelli di sfruttamento analoghi, questa volta fondati sulle energie rinnovabili.







