Un summit con gli interessi

1 agosto 2007

Vincenzo A. Romano (Comunisti italiani)

Ventidue anni sono trascorsi dal primo G8, da quando nel 1975 Valéry Giscard d’Estaing riunì sei “governanti”, per la prima volta a Rambouillet in Francia con lo scopo di affrontare la grande crisi petrolifera. Un tempo insufficiente tuttavia per insegnare agli stati occidentali che ai fini pratici altro non si tratta, per i governi minori, che di accodarsi alle politiche di due o tre potenze o dei soli Usa come appare sempre più evidente, per lo sfruttamento intensivo degli ultimi fattori e delle fonti energetiche a scapito dei barbari produttori.
Per gli eredi della Quadrilateral americana e la Trilateral europea che fino al 1972 circa riducevano il governo del mondo nelle mani di pochi rappresentanti delle multinazionali che curavano gli interessi – già in via di globalizzazione- del nord europeo ed americano, nulla è cambiato e i nuovi governanti persistono nel disegno di mettere le mani su quanto più è possibile delle risorse mondiali di gas e petrolio.
Così vengono normalmente definiti questi lavori: “Durante i summit, i rappresentanti dei Paesi membri discutono di importanti questioni di politica internazionale per definire i futuri assetti del mondo” è la secca sintesi di un qualunque dizionario e non si discosta dalla realtà solo che sono i “loro” assetti..
Il fatto negativo, dal punto di vista geopolitico e da quello del nostro modo di vedere le cose, è che il futuro del mondo, discusso in questi incontri, mai coincide con i veri interessi delle popolazioni degli stati.
Specialmente quelli sottosviluppati, quelli che si vanno desertificando, quelli che stanno soccombendo sotto le emissioni di anidride carbonica che è prodotta, in quantità somma, proprio da quegli Usa che, affamati di petrolio, esportano guerra globale per procurarselo, ma ostinatamente si rifiutano di subire controlli o aderire a protocolli (è solo un caso Kyoto) che in qualche modo frenino la corsa all’autodistruzione.
Cina ed India (quest’ultima è sede delle più grandi delocalizzazioni delle multinazionali che producono un tasso d’inquinamento non più tollerato dalle legislazioni dei loro Paesi) non vi partecipano, mentre chi senza colpa subisce lo sfruttamento (Africa e sud America) ha al massimo il diritto di fare – come recentemente il Parlamento panafricano- delle inascoltate dichiarazioni di principio.
Non si capisce, in questo quadro, l’entusiasmo italiano ad ospitare un altro G8 dopo la ferale esperienza del 2001, che rimane una ferita ancora sanguinante, e proprio in un’isola come La Maddalena. Già a Heiligendamm e Rostock non si è concluso niente di buono in quanto ad ecosistemi da salvaguardare, fumi da diminuire, emissioni da tagliare drasticamente, diritti da rispettare.
Si è mercanteggiato fra Usa e Russia, gas naturale e petrolio (che interessano sommamente anche l’Europa): materia energetica contro dislocazione di missili.
Benessere mondiale: niente.
Non si vede allora perché l’Italia di Prodi e la Sardegna di Soru – l’ecologista – cui si è aggiunto a caldo l’entusiasmo del sindaco Comiti a La Maddalena, sbavino per questo summit isolano che non porterà che danno irreversibile all’arcipelago e seri pericoli per la sicurezza interna.
Di fatto occorreranno almeno dodici o diciotto mesi di cantieri per la preparazione dell’accoglienza (trasformazione di caserme o altro in alberghi a n stelle) con gravi ripercussioni sul turismo e sulla vita dei maddalenini e le ricadute non verranno né in Sardegna né a La Maddalena se non per briciole residuali in quanto non esistono agenzie sarde in grado di coordinare e realizzare lavori di tal mole.
L’isola e probabilmente tutto l’arcipelago diventeranno – per la durata dei lavori del G8 – una sorta di enorme Guantanamo il cui perimetro – chiusi i cittadini nelle case – sarà percorso da motoscafi, corvette, navi spia ed antijamming con postazioni di missili, mitragliere e quant’altro la fobia della sicurezza saprà dare stura ai malati cervelli delle forze di protezione.
Il presidente americano si porterà i suoi elicotteri da guerra, il Governo italiano schiererà assieme alla Marina la Garibaldi con i suoi inquinanti Harrier a decollo verticale e tutto sarà un mondo paranoico e blindato per la tranquillità di 8, ripeto 8 personaggi protetti da cinquemila uomini.
I danni ecologici in una riserva naturale non riusciremo a calcolarli, ma già sappiamo che saranno enormi.
Rimangono altre possibili emergenze che ci auguriamo il governo vorrà considerare prima di dare il consenso definitivo al grande “circo”.
Scartata, dopo l’umiliante esperienza di Genova, la eventualità di una “mattanza” come quella già verificatasi, cosa accadrà nelle zone circostanti e non “guantanamizzate”?
Riusciremo ad isolare le frange provocatrici dei black blok che continueranno a cercare lo scontro insediandosi sulla terraferma da Olbia a Palau e sulle coste?
E’ certo che se non le fermassimo alle frontiere, cosa difficilissima trattandosi di un’isola in cui non riusciamo ad intercettare se non alcune barche di clandestini, cercherebbero di dilagare nel territorio circostante.
Quale mobilitazione di altre forze dell’ordine, a che costi per la fiscalità pubblica e con quali garanzie di ordinato svolgimento?
“Al qaeda” valuterà di agire o aspetterà altre occasioni di fronte ad una preda così mediaticamente ghiotta? Sta già infiltrando i suoi osservatori insieme agli sbarcati dal Nord Africa?
Sono, per ora, semplici interrogativi, provocazioni se si vuole, ma di estrema difficoltà da affrontare e neutralizzare, se messe in atto, le minacce possibili.
Quanto ci perderà la Sardegna?
Ci ripensi sindaco Comiti ed anche voi Soru e Prodi, ma forse allora non ci sarete.

3 Commenti a “Un summit con gli interessi”

  1. LA MADDALENA: Legambiente Summit Ambientale prima del G8 « Comunisti italiani scrive:

    […] 16, 2007 in Ambiente (AGI) – Olbia, 13 ago. – Un mese prima del G8 del 2009 a La Maddalena, Legambiente radunera’ sull’isola i piu’ grandi esponenti dei Parchi e delle aree protette […]

  2. Cosa accade veramente a La Maddalena? « “IL mio BLOG LIBERO” scrive:

    […] precipitare il conflitto è stata la decisione del governo di fare il G8 del 2009 alla Maddalena. Per il summit scorrerà un fiume di euro. Bonanno, nominato pochi mesi fa da Pecoraro Scanio – prova a resistere: «Continuo a non capire […]

  3. Cuntra Su G8 » In evidenza » Un summit con gli interessi scrive:

    […] Il Manifesto Sardo del 1 Agosto 2007 (Vincenzo A. […]

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