Generazione Sound System: King Kietu

16 Gennaio 2016
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Antonella Vacca

In questo nuovo numero del Manifesto Sardo, per la rubrica Generazione Sound System, si entrerà un po’ nel cuore di questa cultura; in quelle particolari sonorità che rispecchiano una tendenza, uno sviluppo che è sempre andato a pari passo con l’evoluzione sociale.

Ed è proprio in quella piccola isola giamaicana che attraverso i sound system si iniziava a sperimentare anche la produzione musicale. In particolare si tratterà di un genere che ai suoi albori era considerato solo come una sorta di approccio alla musica, il Dub, in cui si rielaborava la musica tradizionale giamaicana, come ad esempio il Reggae, per generare dei frammenti sonori sapientemente miscelati dal compositore. Ne parleremo con uno dei produttori del genere presenti in Sardegna; Alberto Monaco in arte King Kietu, che ci racconterà la sua esperienza.

In seguito ad un’esperienza nella capitale, in cui hai studiato musicologia e frequentato le serate di artisti storici della scena reggae italiana, come i Linea Di Massa; One love hi Powa e King David Warriors; hai deciso di tornare in Sardegna e insieme al cantante Bustianu Piras, in arte Dr Boost, portate avanti un progetto musicale; Tostoine. Come si sviluppa la tua passione per il Dub?

L’esperienza romana nei miei anni di studi universitari è stata sicuramente un periodo molto importante per maturare artisticamente. La difficoltà del ritorno a casa come spesso accade, dopo tanti anni che vivi fuori è recuperare i contatti e trovare il senso del tuo lavoro con un bagaglio di esperienze totalmente nuove. Esperienze che vuoi condividere con gli altri, nel mio caso in una terra che era vergine per quanto riguarda l’ascolto e la produzione della Dub music. L’errore più comune per l’ex studente che torna a casa e cercare di riprodurre fedelmente quel che ha vissuto fuori. Ogni territorio ha dinamiche culturali proprie e i modi per far passare i tuoi messaggi dovrebbero tenere sempre conto di questo. Forse il progetto Tostoine è rimasto nel tempo perché ha comunicato dei messaggi di riscatto per la Sardegna con una semantica né metropolitana né italiana.

Nel 2006 fondi insieme alla Big Island crew di Olbia e Dr Boost, il Big Island Studio, che diventa il fulcro delle produzioni Reggae e Dub in Sardegna; parlaci di questa collaborazione e delle produzioni che ne seguiranno.

Prima della mia collaborazione con il big island sound, il reggae non era, anche se può sembrare strano, un genere musicale che ascoltavo tantissimo, o meglio, l’ascoltavo solo in dance hall, quasi mai a casa. E’ stato fondamentale lavorare con loro perché mi hanno spinto a fare ricerca sulle origini giamaicane del Dub (il Reggae) e il mio suono è sicuramente maturato.

Sviluppi inoltre un lavoro in rete, per creare nuove interazioni e confrontarti con le altre realtà al di fuori della Sardegna. Nasce il Moa Ambessa Forum che diventa uno dei punti di riferimento delle scena Dub in Italia, da cui nasceranno anche delle collaborazioni;

La comunicazione per un artista è importante (forse anche più?..) quanto fare buona arte ormai.Il tempo delle grosse etichette che ti mandano in classifica è praticamente scomparso, gli insegnanti delle scuola di musica americane e inglesi ti dicono di occupare il 50% della tua vita a comporre e il restante a promuoverti. Penso che questo sia tutto vero, e che l’artista competente in comunicazione, in questa epoca, abbia sicuramente una marcia in più per far arrivare al pubblico la sua arte. Nel Dub, come lo conosco io almeno, diciamo che questi discorsi possono valere ma relativamente, quello che conta di più è la rete o meglio la connessione tra militanti del dub che sono in tutto il mondo. I mezzi di comunicazione, forum, social ecc diventano solo uno strumento non il fine.

Dal 2007 al 2011 inizia una collaborazione con il cantante Dan I dell’ Imperial Sound Army , con cui hai prodotto vari lavori per l’etichetta Imperial Roots Records, con cui si è creato un connubio che ha avuto una continuità artistica nel tempo, con ben due album prodotti nel giro di pochi anni, come l’album Rastafari Judgement Fire del 2009 e Orthodox Dub nel 2011;

Ho sempre visto la musica Dub come fortemente spirituale. Prima della collaborazione con ISA non la identificavo con nessuna entità umana o non umana. Mi e’ sempre interessato il trasporto delle emozioni e dei buoni messaggi. Non mi sono mai trovato in contraddizione a lavorare da non Rasta con i Rasta dai quali ho trovato sempre accoglienza e rispetto. Tutte queste produzioni che hai citato mi hanno fatto in ogni caso capire che con questo progetto non stavo facendo solo Dub, ma Rasta Music e la differenza non è di poco conto.

Progetti futuri?

Il mio futuro come King Kietu è prolifico ma per ora ancora molto disordinato. Vivo il mio studio con gli obiettivi con cui era nato addirittura prima che avesse il nome Big Island Studio. Compongo per me, studio nuovi software, preparo live set, studio il mestiere del Light Designer, ascolto molta musica e faccio pochissimi lavori esterni per il momento, con l’obiettivo di ricercare nuove sonorità e anche nuovi canali di condivisione. Pubblico sul mio soundcloud delle tracce a cui tengo particolarmente. Mi sto muovendo molto nel locale , ad Olbia, città in cui ho incontrato musicisti con cui mi trovo bene e con cui suono ormai da diverso tempo, senza mettermi troppi problemi sul genere musicale. Mi capita spesso di suonare con diversi progetti in un locale molto conosciuto qua in città che si chiama Devil Kiss. Di questi progetti ne vorrei segnalare uno a cui tengo particolarmente“ Lyman Alpha” band di musica elettronica strumentale di cui a breve inizieremo a registrare le pre-produzioni.

300016_2588712923685_1060301700_nLink utili

https://soundcloud.com/kingkietu

https://www.facebook.com/kingkietu?fref=ts

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