Il Nobel per la pace ai bambini di Gaza

13 Agosto 2026

[red]

Tutto è stramaledettamente vicino, filmati, storie, libri, vite, morte. Un depliant completo come molte guerre sputate nel mondo. A Gaza si sono travalicati confini che quelli geografici sono un espediente per un Fa minore di ogni giorno.

Non ci importa delle righe che anche il Manifesto Sardo può scrivere, senz’altro non possiamo, nel nostro piccolo, che riportare e diffondere l’iniziativa di candidare i bambini di Gaza per il Nobel per la pace. La proposta è partita dal professor Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia alla Federico II di Napoli, accolta e rilanciata da “Avvenire” pochi giorni fa.

Riguarda ogni singolo bambino che ha perso il suo futuro in ogni conflitto, senza giustificazioni, senza contrapposizioni, non può essere una speculazione per distinguere il peso specifico delle vittime.

La candidatura era già stata presenta in Parlamento nel 2025 dalla Associazione “L’Isola che non c’è” di Brindisi e aveva visto numerose adesioni. La proposta del professor Eugenio Mazzarella fa sì che questa possa essere presentata, a termini di regolamento al Comitato Norvegese, deputato all’esame delle candidature per il Nobel per la Pace.

Per aderire proponiamo di rivolgersi alla [email protected] e di visitate la pagina Facebook della Associazione “L’isola che non c’è” di Latiano (Brindisi)

“Noi siamo nati dove il figlio di Dio è nato. E lì il Natale è morto.”(Sabrin Hasmun)

Nella foto: Qusay Qaddoura, 10 anni, è tornato con la sua famiglia ad Al-Touam, nel nord di Gaza dopo mesi di sfollamento forzato a Rafah, nel sud della Striscia. Al ritorno, ha trovato solo macerie nel luogo dove sorgeva la sua casa. “Anche la mia bici era in pezzi, bruciata” – © UNICEF/UNI738287/Nateel

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