L’emblematico inquinamento di Genna Luas

15 Febbraio 2026

[Stefano Deliperi]

Nulla di nuovo nel Sulcis devastato dall’inquinamento connesso alle attività industriali.

Chissà da quando un fiume di liquidi di natura imprecisata, ma tutt’altro che cristallini, sta scendendo dalla discarica della Portovesme s.r.l. di Genna Luas, fra Carbonia e Iglesias, verso il Rio S. Barbara, affluente del Rio Cixerri.

Il “sopralluogo effettuato in data odierna, 10 febbraio 2026, presso il deposito piriti ai piedi della discarica Genna Luas, da parte dell’Area Ambiente della Provincia del Sulcis Iglesiente, congiuntamente ad ARPAS Sardegna e al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, che ha accertato quanto segue:

– presenza di una vasca di raccolta di dimensioni 10 x 15 metri, con profondità di circa 1,5-2 metri;

– la vasca è interessata da continuo apporto di acque provenienti dal canale di guardia ai piedi della gabbionata alla base della discarica

– tale apporto origina un continuo deflusso di acque rossastre sul suolo, che si sono rivelate acide (pH tra 2,9 e 3,1), le quali defluiscono in un pozzetto, attraversano una strada vicinale e si riversano in un canale che confluisce nel rio Santa Barbara (affluente del Cixerri);

– la situazione determina un grave e imminente rischio di inquinamento del suolo e dei corsi d’acqua”.

Così l’ordinanza contingibile e urgente del Presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente n. 5 del 10 febbraio 2026 che impone la bonifica ambientale.

Si tratta dell’ennesimo pesante inquinamento di origine industriale nel Sulcis Iglesiente, rientrante nel martoriato sito d’interesse nazionale – S.I.N. “Sulcis Iglesiente Guspinese.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha provveduto (12 febbraio 2026) a inoltrare una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti, coinvolgendo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione autonoma della Sardegna, la Provincia del Sulcis Iglesiente, il Comune di Iglesias, l’A.R.P.A.S., il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, i Carabinieri del N.O.E. e informando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Il GrIG ha chiesto, oltre all’effettuazione delle necessarie operazioni di bonifica ambientale, che vengano accertate le responsabilità di un fenomeno d’inquinamento di cui non si sentiva proprio il bisogno.

Ma non è certo la prima volta che le attività connesse alla Portovesme s.r.l. finiscono alla ribalta per conclamati fenomeni inquinanti.

Una quindicina di anni fa fecero scalpore le ben 15 mila tonnellate di rifiuti con elevati tenòri di zinco, nichel, piombo, cadmio, rame, solfati, floruri provenienti dalle lavorazioni degli impianti della Portovesme s.r.l. smaltiti illecitamente in cave del Cagliaritano e poi, addirittura, utilizzati nella realizzazione di riempimenti stradali e piazzali degli ospedali cittadini.

Dopo le indagini della Procura della Repubblica e dei Carabinieri una lunga vicenda giudiziaria e alcune condanne fecero luce su un vergognoso sistema di inquinamento che consentiva ingenti ricavi ai danni dell’ambiente e della salute pubblica.

Anche allora il GrIG fece la sua parte, costituendosi parte civile nel dibattimento penale.

E continua a farla, nonostante la triste constatazione del sempre più marcato affievolimento dei necessari controlli ambientali e la dilagante ignavia di un intero territorio che si sente ormai privo di futuro.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Scrivi un commento


Ciascun commento potrà avere una lunghezza massima di 1500 battute.
Non sono ammessi commenti consecutivi.


caratteri disponibili

----------------------------------------------------------------------------------------
ALTRI ARTICOLI