Un essere che si chiama Odradek

1 Ottobre 2011

Quelle/i di Odradek

Cosa sia Odradek – né una parola slava e neppure una tedesca, ma una dolce spina antagonista – lo dicono gli anni incrociati dalla piccola libreria di Via Torre Tonda, a Sassari, che rischia di chiudere. Ne parlano gli attori nelle righe che seguono, con le loro parole e la voglia di continuare. E con un modulo di sottoscrizione, che vi invitiamo ad utilizzare.
Dieci anni di Odradek in questa città sono stati densi. Il luogo bellissimo, dopo tratti di mura medievali e l’unica torre a pianta circolare del loro circuito è uno di quegli angoli urbani capaci di vivere dentro una “ZTL/zonaatrafficolimitato” che a Sassari la giunta progressista ancora rimanda, sotto il brontolio di qualche registratore di cassa un po’ tonto.
L’Università a due passi, i giardini, poi l’Ex-Q.
Questo pezzo di centro storico a cavallo delle mura non lo possiamo immaginare senza la colta, sorridente e sovversiva presenza di una libreria che non vende libri scolastici ma offre uno spazio perennemente fuori mercato e perennemente in discussione. Autonomo, e anche per questo, a Sassari, in particolare pericolo. Anche per questo, particolarmente prezioso.
Uno spazio del movimento, ma non solo. Non è giusto che il godimento di un servizio così presente ci venga tolto, e neppure che sia a carico di poche persone.
Non diamo solo auguri alle compagne della nuova cooperativa, né la comprensione di chi è abituato a chiedere il contributo dei compagni e dei lettori, e probabilmente sarà di nuovo costretto a farlo.
Il fatto è che dobbiamo far crescere i nostri sforzi per riconoscerci e fare rete, per costruire solidarietà in maniera da esserci, per creare cultura, utilità sociali, informazioni. Fare rete e produrre idee nuove e belle, altrimenti non ce la facciamo. Noi ci siamo, e vorremmo parlarne pubblicamente. Nella sede di Via Torre Tonda.
“Naturalmente nessuno si occuperebbe di tali questioni se non esistesse davvero un essere che si chiama Odradek. “(Manifesto Sardo)

Questo ultimo anno è stato meraviglioso ma anche il più duro. La grande difficoltà nel dover gestire figli e lavoro in un contesto sociale indifferente in cui essere madri e lavoratrici in “proprio” ci rende vulnerabili e ci costringe a dover scegliere tra i figli o il lavoro ci ha esposto maggiormente alla crisi proprio perché sole. La crisi che ha investito questo “sistema” ha travolto anche noi. Crisi di speranze e di valori prima che economica che rischia di annullare esperienze e sogni di cambiamento e di farci abbassare la serranda nelle prossime settimane dopo dieci anni di lavoro. Dieci anni in cui siamo stati un punto di riferimento politico e culturale di questa città, di questa terra, di una area politica antagonista che non si arrende e che ha ancora voglia di difendere i luoghi del pensiero critico lontana dall’idea dei benpensanti che questo sia l’unico mondo possibile. Vi abbiamo offerto un universo di libri “inediti”, uno spazio libero e liberato in cui raccontare un altro mondo. Di culture alternative, di vite in difficoltà, di storie sarde e del mondo. Un progetto politico/culturale che ha sempre cercato un’alternativa valida a un mondo che non capiamo più. Vi abbiamo proposto editoria di qualità, riviste selezionate, novità, ma anche testi dimenticati e autori oscurati di storia e politica, di letteratura e poesia, pensiero critico e critica dell’ideologia, storia e filosofia della scienza. E insieme a voi abbiamo provato a cercarla questa alternativa. Ma quel progetto rischia di non avere più un luogo dedicato alla riflessione e all’azione. Quegli scaffali pieni di libri di piccole, ma combattive case editrici che, in un universo in cui l’informazione è pura finzione riuscivano ancora a dirci cosa succede davvero, potrebbero svuotarsi. Abbiamo resistito per quasi dieci anni grazie anche a quelli (autori, artisti, editori) che hanno condiviso con noi le scelte che ci hanno contraddistinto e che hanno “utilizzato” questo spazio sentendosi a “casa”, se non facciamo uno sforzo collettivo per difendere oggi questa casa comune, e domani chissà quale altra, rischiamo tutti di essere un po’ più poveri e un po’ più soli.
Abbiamo pensato che se odradek è una casa comune, tutti possiamo farne parte e sostenerla.
Per fare questo vogliamo costituire una cooperativa.
La cooperativa prenderà in gestione la Libreria Odradek e avvierà una serie di nuovi progetti. In un società in cui l’individualismo egoista ci mette uno contro l’altro isolandoci, noi pensiamo che sia con la solidarietà e la condivisione che si debba rispondere e siamo convinti che si possa uscire da questo terribile stallo solo attraverso la costituzione di reti solidali tra quanti ci riconosciamo, ci vuole il coinvolgimento personale di tutti perché tutti siamo chiamati ad impegnarci.
La cooperativa ci sembra l’ultima soluzione per non arrendersi, superare questa fase e non abbassare definitivamente le serrande.
Chiediamo il vostro concreto supporto, con una quota di € 25.00 come sottoscrizione ci potete aiutare a salvarci in questo momento di grave difficoltà economica, con la vostra fattiva partecipazione progettare insieme a noi le iniziative del futuro.

Hanno già dato il loro sostegno al nostro progetto gli amici:
Alberto Capitta, Alessandro De Roma, Michela Murgia, Alberto Masala, Savina Dolores Massa, Nello Rubattu, Costantino Cossu, Silvia Pilia e Marcello Madau, e speriamo lo possiate fare anche tutti voi.

Seleziona su questo collegamento per sottoscrivere la tua solidarietà ad Odradek.

La Libreria Odradek apre a Sassari nel 2002, con un progetto culturale mirato a sostenere l’editoria di qualità, la piccola editoria e soprattutto l’editoria sarda. Dal 2008 in uno spazio dedicato alla cultura sarda è allestita una importante esposizione di libri editi in Sardegna e di manu¬fatti artistici realizzati da alcuni dei più eclettici e importanti artigiani sardi.
Dal 2002 a oggi molta parte dell’attività culturale di “Odradek” si è concentrata sulla valorizzazione della “cultura sarda” nelle sue forme più moderne e innovative e sulla promozione di culture alternative e
di nuovi stili di vita.
Abbiamo organizzato decine di incontri con autori, editori e grandi intellettuali, e dibattiti su storia, lingua e tradizioni della Sardegna nonché mostre d’arte e di artigianato, promuovendo iniziative che hanno coinvolto diverse espressioni della produzione culturale sarda e mettendo le stesse in relazione con le culture “altre” (kurda, palestinese, sudamericana ecc..).
Siamo stati i primi a intuire le potenzialità di alcuni di quegli scrittori che oggi sono ricono¬sciuti, a livello internazionale, tra i più interessanti della letteratura europea. Ricordiamo, tra i tanti, la prima presentazione che Michela Murgia, nel lontano 2006, fece a Sassari, proprio da Odradek. Qualche anno dopo sarebbe stata tra le più apprezzate scrittrici della nostra isola.
Sempre nel 2006, l’intuizione della consistente produzione locale, la constatazione che la nostra terra sia al centro di un circuito centrale tre le rotte dell’onda culturale, ma anche la consapevolezza di essere tra le regioni italiane più interessate da fenomeni critici (emigra¬zione, inquinamento, disoccupazione), ci ha spinto ad intraprendere un viaggio che grazie alla letteratura esplorasse le problematiche del nostro tempo del nostro territorio; ideammo quindi Narami “Racconti dall’isola”: festival itinerante che si è svolto negli ultimi anni in al¬cuni comuni del nord Sardegna e che ha ospitato scrittori ed artisti di diverse provenienze ma particolarmente sensibili a certe tematiche locali e non solo.

1 Commento a “Un essere che si chiama Odradek”

  1. Natalino Piras scrive:

    Flore Cannas, Ispruìle (L’ angolo di via Torre Tonda) – romanzo breve/racconto lungo – Impaginazione, grafica di copertina e stampa a cura di Nico Orunesu. Plaquettes Mastrinas- Edizioni Letteratura alla macchia, Sassari, ottobre-dicembre 2010, Quaderni Orunesi, n. 25, 94 pagine.
    E’ ambientato dentro la libreria Odradek. Se ne trova notizia nell’archivio del mio http://www.natalinopiras.it, il 20 gennaio di quest’anno.

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