Laddove la storia sarda è narrata come una storia di dominazioni in cui il soggetto sardo è assente o passivo, Sa Die può essere un’opportunità per riscoprire un approccio decoloniale sulla Sardegna a partire da un soggetto sardo attivo e rivoluzionario capace di guardare alla questione sarda riflettendo sulle attuali colonizzazioni nell’isola, ispirati anche, da altri indipendentismi più avanzati.
Il XVII° Congresso Nazionale dell’Anpi si è concluso il 27 marzo scorso a Riccione, circa 400 i delegati arrivati da tutte le provincie italiane e con loro numerosissimi ospiti, in rappresentanza di partiti, sindacati e plurime associazioni democratiche e antifasciste, e tanti altri venuti dall’estero. In nome della libertà, il congresso è stato avviato con un collegamento dall’Egitto con Patrick Zaki, il quale ha caricato di entusiasmo i presenti.
Quand’ero giovane, mezzo secolo fa (in realtà un po’ di più), in un altro millennio, a tanti sardi capitava di incontrare, sulla nave di ritorno dal Continente (carrette Tirrenia, do you remember?), turistǝ incantatǝ che venivano in Sardegna: l’esotico a portata di mano. Il discorso finiva, inevitabilmente, sulla nostra conoscenza della Tv, della radio e su come si viveva nei nuraghi… Taccio sulle mie risposte. È un’esperienza condivisa da molti di voi, quindi non mi dilungo.
Dopo le recenti assurde dichiarazioni dell’Assessore della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna Gianni Lampis sulla volontà di aprire la caccia – sotto una qualche forma – al Cervo sardo ogni cittadino ha ora la possibilità di far valere la sua volontà.
La Asl del Sulcis comunica che per motivi di salute, cinque medici del Pronto Soccorso dell’ospedale Sirai di Carbonia, sono impossibilitati a coprire il servizio dell’emergenza urgenza cui è deputato questo presidio ospedaliero.
È nata in Sardegna, una vasta aggregazione di soggetti politici, partiti, movimenti, associazioni che procederà nei prossimi mesi a vaste azioni, su tutto il territorio regionale, finalizzate a riportare l’attenzione su una pesantissima sottrazione di democrazia della quale sono vittima le cittadine e i cittadini della Sardegna.
Pubblichiamo l’appello dell’UNASAM firmato dalla presidente nazionale Gisella Trincas per fermare la guerra in Ucraina, la corsa agli armamenti e alle basi militari inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi; al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico; alla Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e ai Segretari Generali delle Confederazioni Nazionali di CGIL, CISL e UIL.
“Preferite il condizionatore acceso o la pace?”. È la frase infelice divenuta già famosa con cui Draghi ha risposto in conferenza stampa ad un giornalista riguardo al blocco del gas russo. Il senso, chiaramente, è che a determinare la situazione attuale di dipendenza dell’Italia dal gas russo è il nostro stile di vita. Vogliamo una vita agiata? Questo allora è il prezzo da pagare.
Il lungo viaggio dei Teatridimare dà l’addio al suo capitano, l’attore-regista Francesco Origo, morto ieri notte all’età di 62 anni. Genovese di nascita, sardo e cagliaritano di adozione, il fondatore della Compagnia Càjka ha attraversato tutta la scena del teatro italiano con oltre quarant’anni di carriera da attore, docente, regista e direttore artistico.
Cosa rimane delle cinque giornate della XVI edizione dell’International Journalism Festival di Perugia? Rimane la consapevolezza che un altro giornalismo è possibile. Un giornalismo responsabile fatto di ricerca, studio, inchiesta, riflessione e tanta voglia di cambiare una società sempre più mediatizzata, dominata dalla post verità, e contaminata dalla perversa orizzontalità di un flusso ininterrotto di informazioni che avvelenano le capacità critiche delle persone e sottraggono autorevolezza al mondo del giornalismo.
Pubblichiamo una nota della presidenza del coordinamento nazionale per la democrazia costituzionale riguardo la Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini.
“Caro mio, la seconda botta non perdona”. Sono le ultime parole, chissà se premonitrici, che mi ha detto Aldo Garzia giovedì sera quando l’ho accompagnato fino alla porta della sua camera, commentando la scomparsa di un comune amico.