Perché vogliono far fuori a tutti i costi la storica Stazione ferroviaria di Palau Marina?

1 Marzo 2020
[Stefano Deliperi]

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (28 febbraio 2020) una specifica istanza al Ministero per i Beni e Attività Culturali (Ministro, Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Segretariato regionale Sardegna, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari), alla Regione autonoma della Sardegna, al Comune di Palau, ai Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, perché venga verificata l’effettiva sospensione dei lavori avviati relativi alla Stazione di Palau Marina e alle relative infrastrutture (binari, scambi, servizi, ecc.), qualificate“bene culturale” (artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania. In questi giorni, secondo segnalazioni pervenute, mezzi meccanici e maestranze erano sul posto. Siamo veramente all’assurdità (per tacer d’altro).

La Stazione di Palau Marina, capolinea della ferrovia a scartamento ridotto Sassari – Palau, avviata nel 1888 e aperta completamente nel 1932, rischia di essere smantellata insieme ai binari e al materiale connesso (scambi, servizi, ecc.) per far posto al progetto di riqualificazione del porto di Palau, approvato dalla Regione autonoma della Sardegna, dal Comune e dall’A.R.S.T. nel novembre 2017.

La stazione ferroviaria, i binari, le strutture connesse sono qualificati “bene culturale” (artt. 12 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e ferrovia storica (legge n. 128/2017).

Il cantiere, dietro aggiudicazione definitiva dei lavori (determinazione Comune Palau – Settore LL.PP. n. 283 del 20 dicembre 2019), è stato aperto a fine gennaio 2020 dalla Ditta aggiudicataria e sono iniziate le prime manomissioni, nonostante il Ministero per i beni e attività culturali e il turismo abbia inviato un’esplicita ordinanza di sospensione dei lavori(nota prot. n. DG-ABAP Serv III 3887 del 31 gennaio 2020), provvedimento cautelare chiesto da tempo anche dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (14 aprile 2019).

Ma è mai possibile che si voglia buttare dalla finestra la propria storia e la propria identità dei luoghi? E in cambio di che cosa? Questo è uno di quei casi dove la tutela del patrimonio culturale è intrinsecamente connessa alla tutela dell’identità dei luoghi e della stessa risorsa turistica.

E’ un turismo un po’ particolare, ma gli appassionati sono centinaia di migliaia in tutta Europa. E’ un turismo un po’ lento, senza fretta, ma si può fare in ogni stagione. Sempre più persone destinano parte del loro tempo libero a viaggi sulle linee ferroviarie storiche, per assaporare il piacere di viaggiare. Non solo l’Orient Express, ma una realtà in tutto il mondo.

Nel nostro Bel Paese è stato lanciato in proposito il progetto Binari senza tempo da parte della Fondazione FS Italiane “per ripristinare linee ferroviarie in disuso destinandole al traffico di treni storico-turistici”. La stessa Fondazione FS promuove viaggi sui propri treni storici. La legge n. 128/2017 è stata approvata proprio per tutelare e promuovere i treni storici. E in Sardegna?

Si cerca affannosamente di individuare nuovi oggetti turistici che possano costituire attrattive per ampliare una stagione che troppo spesso per insipienza e pigrizia si riduce a due mesi in estate, eppure il Trenino Verde sardo è una realtà di (piccola) nicchia, poco pubblicizzata e periodicamente a rischio di chiusura.

Non solo: si rischia anche di perdere parti di grande interesse del patrimonio culturale delle ferrovie storiche, dove tuttora i viaggi ferroviari storici continuano a esser svolti. Il caso del tratto terminale della storica ferrovia e della Stazione di Palau Marina è davvero emblematico. Si tratta di un patrimonio culturale da tutelare anche in funzione turistica, semplicemente assurdo degradarlo con smantellamenti poco accorti e lungimiranti.

Stefano Deliperi è il portavoce del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

2 Commenti a “Perché vogliono far fuori a tutti i costi la storica Stazione ferroviaria di Palau Marina?”

  1. Luciana Mela scrive:

    La ferrovia l’ho sempre conosciuta, la “littorina” ha sempre scandito le mie giornate estive, il primo treno partiva alle 6.00; alle 10.00 arrivava fischiando carico di “bagnanti” chiassosi che riempivano in un attimo la spiaggia di Palau Vecchio; alle 16.00 un altro fischio rompeva la tranquillità sonnacchiosa dei pomeriggio caldi e lenti delle estati palaesi. Ricordo i turisti che

  2. Kevin Rogg scrive:

    Da bambino, con mia nonna, prendevo sempre il trenino da Palau a Sassari. Mi ricordo che il viaggio era molto emozionante, si passava attraverso paesaggi incantati: mare, pianure, montagne, ponti e gallerie mozzafiato!

    Palau è nata e si è sviluppata grazie al capolinea del treno a scartamento ridotto, una chicca per gli appassionati. Un vero peccato cancellarne l’identità.

    Purtroppo la colpa è anche dell’ARST, proprietaria della linea, a cui non ha mai fatto manutenzione, ne ai binari, ne alle locomotive, facendo cadere tutto in rovina e disuso, terminando le corse dei treni.

    Il Comune di Palau ne ha approfittato ed ha iniziato i lavori che purtroppo tutte le amministrazioni precedenti hanno voluto, e contribuito a progettare.
    Pare che questa famosa strada a doppio senso per il porto (motivo per cui elimineranno la linea ferroviaria) sia la panacea di tutti i problemi di viabilità del paese.

    Palau non ha tanto da offrire dal punto di vista architettonico, ma vi assicuro che ha un “waterfront” tra i più belli che io abbia mai visto. E mentre tanti paesi valorizzano i propri waterfront con piste ciclabili/pedonali, sviluppando aree destinate al verde, alla balneazione e convertendole in aree pedonali (vedi ad es. Cannigione), Palau ha deciso di trasformarla in un’arteria di traffico pesante.

    Ho lavorato per 4 anni nell’Ufficio del Turismo di Palau ed una delle maggiori richieste, dopo l’Arcipelago di La Maddalena, era il Trenino Verde.

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