Il nuovo tracciato della metropolitana leggera di Cagliari favorisce la speculazione immobiliare, parola di sindaco

1 Aprile 2018
[Stefano Deliperi]

La metropolitana di superficie verso Quartu è il più grande progetto di speculazione edilizia in corso a Cagliari. L’unico percorso che ho visto che si snoda toccando stranamente proprietà è l’autostrada di Capaci, che doveva sfiorare i terreni dei mafiosi”. E ancora, “la metro con questi percorsi potrebbe costarci dieci milioni di perdita d’esercizio l’anno: attraversa terreni dove nulla c’è e nulla può esserci per via del rischio idrogeologico. Ma dopo che ci saranno i binari, si potrà costruire per dare un senso alla metropolitana? … I binari devono essere dove la gente abita o lavora, non in mezzo al nulla: perché serve solo alla speculazione edilizia, nelle aree in cui i treni si muoveranno senza motivo né passeggeri. Il tracciato deve servire il territorio, non gli interessi di chi costruirà”.

E poi, “Da Quartu si sfiorano soltanto Quartucciu e Selargius e si segue un percorso periferico a Monserrato, dove si cambia convoglio: a piedi si fa prima. E poi si deve avere attenzione al versante di Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro e Pula: da lì entrano in città 38mila veicoli al giorno, che intasano Cagliari e ai quali è impossibile garantire parcheggio. Non devono arrivare più, ma bisogna offrire vantaggi. Inoltre, vorrei vedere il piano finanziario per la tratta di Quartu: non può reggere … Sono tutti binari morti, tracciati che a un certo punto finiscono. Occorrono gli anelli di collegamento tra le varie linee. Ad esempio, la linea per il Poetto deve ricollegarsi a Quartu: non ha senso dalla spiaggia tornare a Cagliari e poi cambiare linea verso Quartu. Nessuno ci ha pensato”. Non ha usato mezzi termini il sindaco di Cagliari Massimo Zedda nel ruolo di Massi il selvaggio e nel dire che cosa ne pensa del tracciato della nuova linea della Metropolitana leggera dell’area vasta di Cagliari.

Appaltata (gennaio 2018) per 18,8 milioni di euro la realizzazione del progetto per il tratto Piazza Repubblica – Piazza Matteotti, di raccordo con la stazione e la rete ferroviaria, ora si deve decidere il tracciato delle linee di collegamento con l’area vasta. 8 milioni di euro di fondi comunitari e del Fondo per lo sviluppo e la coesione per la sola progettazione. Se n’è occupato un tavolo tecnico convocato dalla Regione autonoma della Sardegna con i Comuni di Quartu S. Elena, Selargius, Monserrato e Quartucciu: l’annunciava felice l’allora indimenticabile assessore regionale dei trasporti Massimo Deiana il 18 aprile 2017, dopo la riunione che aveva sancito il nuovo percorso della linea della metropolitana leggera nell’hinterland.

Il risultato è davvero opinabile. Le preoccupazioni (per usare un eufemismo) del sindaco di Cagliari sono le stesse del collega di Quartu S. Elena, Stefano Delunas, mentre rincara la dose il sindaco di Quartucciu Pietro Pisu: “il percorso della metro massacra il territorio dal punto di vista urbanistico e ambientale e non passa nel centro del paese”.Critiche sulla funzionalità da parte di Italo Meloni, docente universitario di pianificazione dei trasporti: “il tracciato dal punto di vista trasportistico è tortuoso e suscita molte perplessità. L’itinerario non è stato studiato dal punto di vista funzionale: da Quartu a piazza Repubblica 15 fermate. Troppe, chiaro che i quartesi preferiscono utilizzare l’auto o le linee del Ctm 30 o 31”.

Gli unici indignati per le accuse di Massimo Zedda sono il sindaco di Selargius Gigi Concu (“Le accuse del sindaco Massimo Zedda sono prive di qualsiasi fondamento e infamanti nei confronti di tutte le amministrazioni coinvolte nel progetto della metropolitana”) e l’assessore comunale all’urbanistica di Monserrato Gabriele Asunis, già dirigente e assessore regionale all’urbanistica, che afferma: “le aree sulle quali passa il tracciato sono state condivise da tutti i Comuni … Il Comune di Cagliari non ha mai sollevato eccezioni”.

In realtà, pare che volutamente il Comune di Cagliari abbia disertato la riunione cruciale del tavolo tecnico proprio per il dissenso sul percorso. Secondo il sindaco Zedda, “ispiratore del tracciato … è ‘l’assessore all’Urbanistica di Monserrato, Gabriele Asunis, già assessore agli Enti locali nella precedente Giunta regionale’“. Rapidamente ha messo le mani avanti il nuovo assessore regionale dei trasporti Carlo Careddu, olbiese e poco addentro alla vicenda, rendendosi disponibile a consegnare immediatamente tutta la documentazione disponibile sul progetto alla Magistratura per fugare ogni dubbio. Poco ma sicuro, per andare da Cagliari a Quartu e viceversa è abbastanza assurdo passare per Quartucciu, Selargius e Monserrato, allungando non poco il percorso.

Aree non abitate, prive attualmente di utenti. Aree di salvaguardia idrogeologica. Chi sono i proprietari? Non lo sappiamo. Sappiamo, però, che la prevista “linea gialla” della metropolitana, quella che dovrebbe unire “la Linea Blu con il comune di Sestu attraverso la Piana di San Lorenzo”, è prossima a un vero e proprio nuovo quartiere a Su Stangioni, finora bocciato dall’Amministrazione comunale Zedda per il pesante impatto ambientale e socio-economico1Un progetto di nuova linea di metropolitana leggera, insomma, utile più a interessi immobiliari che ai cittadini residenti nell’area vasta di Cagliari. Parola di sindaco, conferma del buon senso.

1 Si tratta di un piano di lottizzazione di iniziativa privata (qui una parte) di ingenti dimensioni: 807 nuove unità immobiliari (430 residenze private + 377 residenze economico-popolari), 97 esercizi commerciali (due torri alte 45 metri), 3.000 residenti previsti, criteri e materiali di bio-edilizia, nella località Su Stangioni – Is Trincas (19,2 ettari, cioè 192.000 metri quadri, di cui 116.000 metri quadri di edilizia residenziale pubblica, 32.000 metri quadri di servizi, 44.000 metri quadri di verde pubblico e privato), vie pedonali, metropolitana e strade sottoterra, presso l’ex inceneritore (e oggi stazione di stoccaggio dei rifiuti del Comune di Cagliari), la S.S. n. 131 e la S.S. n. 554, una serie di piccoli proprietari e cooperative sono i soggetti proponenti (complessivamente circa 150 proprietari).

Attualmente sono terreni agricoli, ma qualificati nel vigente piano urbanistico comunale – P.U.C. edificabili in varia misura (sottozona urbanistica I.C., quadro normativo n. 2/1, unità cartografica 8).   Non vi sono particolari vincoli ambientali o storico-culturali (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), ma un carico ambientale complessivo piuttosto pesante.  L’operazione sarebbe tutt’altro che a costo zero per le casse pubbliche: basti pensare alla realizzazione della linea della metropolitana e alla viabilità principale, oggi completamente assenti. Inoltre, l’autorizzazione definitiva è in ogni caso vincolata agli esiti del procedimento di valutazione ambientale strategica – V.A.S. (determinazione Dirigente Settore ecologia Provincia di Cagliari n. 119 dell’1 settembre 2011 + relazione istruttoria) e del procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A. (direttiva n. 2011/92/UE, decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

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