Tuvixeddu e la storia infinita

1 Maggio 2009

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Stefano Deliperi

Nella storia infinita di Tuvixeddu, la più importante area archeologica sepolcrale punico-romana del Mediterraneo, i colpi di scena non finiscono mai.  O almeno così sembra.   Dopo la girandola di provvedimenti tanto carichi di buona volontà della vecchia amministrazione regionale Soru quanto pieni di illegittimità sancite da tutti i tribunali amministrativi, sembra esser il momento della risacca delle assicurazioni da parte della nuova amministrazione regionale Cappellacci.  Assicurazioni innaffiate da spumante durante la notte della vittoria alle elezioni regionali: si torna al buon vecchio accordo di programma immobiliare, quello che garantisce centinaia di migliaia di metri cubi di appartamenti, ville, servizi pubblici, ristoranti, esercizi commerciali. Quello che garantisce uno stradone fra acquedotto romano e tombe, abbatte un ala del Liceo-Ginnasio Siotto e lima una scuola media. Tutto a spese pubbliche.  In più aleggia, con il suo potere perseverante, una richiesta di danni a carico della Regione autonoma della Sardegna (e dei vecchi amministratori) di svariate decine di milioni di euro.   A poco possono servire le manifestazioni che coinvolgono centinaia di cittadini, giustamente preoccupati per un bene culturale così collettivo da essere pesantemente preda di interessi privati. Molto privati.  E qui giunge quella che appare la bacchetta magica risolutrice.  L’on. Paolo Maninchedda annuncia di voler proporre al suo partito, il P.S. d’Az., di voler, a sua volta, proporre un emendamento che accantoni – nei due bilanci regionali 2009 e 2010 – 50 milioni di euro per acquistare in tutto o in parte l’area di Tuvixeddu.  L’ex assessore regionale dell’urbanistica, l’on. Gian Valerio Sanna, bolla il tutto come la scoperta dell’acqua calda, visto che analoga proposta (mediante permute) era stata finalmente avanzata anche dalla precedente amministrazione regionale dopo l’estenuante serie di provvedimenti di vincolo illegittimi.   Gli amministratori della Nuova Iniziative Compresa s.r.l., la Società immobiliare parte dell’accordo di programma edilizio sull’area, si affrettano invece a manifestare attenzione e disponibilità. Curioso.   Tanta premura solo per l’annuncio di una proposta di una successiva e solo eventuale proposta.  Della quale l’Aula consiliare potrebbe pure non tener minimamente conto.    Perché, poi, non proporla direttamente, fra l’altro dall’importante ruolo di Presidente della Commissione bilancio del Consiglio regionale ?   Non è dato saperlo.  A tutt’oggi nulla si sa di un’effettiva presentazione.  Magari finirà come la prevista riunione G 8 a La Maddalena, con i sardisti a brindare orgogliosamente al volatilizzarsi di centinaia di milioni di euro già destinati alla Sardegna.  Da anni le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico sostengono che soltanto un mix virtuoso di provvedimenti di vincolo, acquisizioni bonarie, trattative, provvedimenti di esproprio, permute possono garantire un ampio parco archeologico-ambientale che tuteli e valorizzi Tuvixeddu, consentendo un richiamo importantissimo sul piano turistico.  Il Presidente della Provincia di Cagliari Graziano Milia, analogamente, da anni ha proposto un’acquisizione pubblica dell’intero Colle.  Insomma, proprio nulla di nuovo.   Vedremo se il recente dibattito in proposito porterà a sviluppi concreti.   Nel mentre proseguiamo con l’azione legale davanti ai Giudici amministrativi avverso proprio l’autorizzazione paesaggistica del 1999 relativa all’intero progetto oggetto dell’ accordo di programma immobiliare sottoscritto nel 2000 fra Regione autonoma della Sardegna, Comune di Cagliari, Nuova Iniziative Coimpresa s.r.l. (proprietà Impregilo Edilizia e Servizi s.p.a. al 75,525%, Mi.no.ter. s.p.a. e Cualbu s.r.l. del gruppo Cualbu), progetto immobiliare, viabilità, ecc. che – ricordiamo – il Presidente della Regione Ugo Cappellacci ha affermato più volte esser la base delle nuove politiche regionali su Tuvixeddu.  Gli Amici della Terra, quindi, ricorreranno in appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza T.A.R. Sardegna, sez. II, 24 marzo 2009, n. 324. Chiunque voglia contribuire alle spese legali del ricorso in appello può fare un versamento sul conto corrente postale n. 22639090 intestato a “associazione Gruppo d’Intervento Giuridico” indicando come causale “per Tuvixeddu”.

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