Vogliamo il pane e anche gli aerei
11 Luglio 2026
[Roberto Loddo]
Esiste un legame storico tra le privatizzazioni nel settore pubblico vendute come benefici per le cittadine e i cittadini.
Un legame storico iniziato nel mondo anglosassone e arrivato in Italia negli anni Novanta, partito anche da governi del centro-sinistra affidati a tecnici provenienti da esperienze nelle istituzioni europee e in Banca d’Italia che declinavano il vento del neoliberismo attraverso le privatizzazioni dei settori ritenuti strategici.
Privatizzazioni di beni pubblici strategici vendute come magici star gate che avrebbero portato più benessere per tutti ma che hanno prodotto solo la totale libertà di movimento dei capitali e la completa deregolazione dei mercati finanziari. Perché dovrebbe essere diverso nel caso degli aeroporti sardi?
L’aeroporto di Cagliari, ora a gestione pubblica, in un periodo di grave crisi economica e sociale e di impoverimento della popolazione sta per essere ceduto ad un fondo privato in assenza di procedure di tutela degli interessi pubblici come la gara pubblica europea e con pareri contrari della Corte dei conti e dell’Autorità anticorruzione.
Una cessione che sembra più un dono, dato che la Giunta ha rinunciato a proseguire le cause pendenti nel Tribunale promosse dalla precedente amministrazione regionale e sta perfino stanziando soldi pubblici, di noi cittadini, per una quota di minoranza che non dà alcun potere reale al pubblico. Un dono di ben 30 milioni di euro tutto a vantaggio del profitto del socio privato di maggioranza.
Mi considero un cittadino di sinistra nel Campo Largo della Sardegna ma non condivido la scelta della Giunta Todde di privatizzare la nostra rete aeroportuale sarda.
Non condivido la scelta di ridurre il ruolo pubblico della Regione ad una quota del 9.25% nella costituenda Holding. Quota che ritengo sia del tutto insufficiente per qualunque ruolo di indirizzo e controllo in merito alla mobilità dei sardi e alla continuità territoriale.
È una buona domanda quella che si pone Gianni Loy oggi sul manifesto sardo, privatizzare un servizio pubblico essenziale come il trasporto aereo in Sardegna è scelta di destra o di sinistra? Spoiler: è una scelta di destra.
È lo Stato che dovrebbe a farsi carico del bene pubblico, dalla sanità, all’istruzione, dall’assistenza degli esclusi e degli emarginati fin ad arrivare alla mobilità delle persone.
Se non esiste nessun riscontro positivo oggettivo nei dati macroeconomici degli ultimi quarant’anni della relazione tra le privatizzazioni, il ridimensionamento del ruolo pubblico e lo sviluppo, e se non esiste nessun capitale privato in grado di garantire lo sviluppo e il benessere dei cittadini, perché una parte della sinistra continua a farsi ancella dell’ideologia neoliberista?
Per questi motivi, ho sottoscritto il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro la procedura in corso di privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari. Perché i nostri beni comuni vanno difesi e perché la sinistra deve fare la sinistra.
Una scelta che ho maturato insieme a quattro cittadini e cittadine della Sardegna, Fernando Codonesu, Lucia Chessa, Giuseppe Mariano Delogu, Mauro La Fauci e due associazioni, la Scuola di cultura politica Francesco Cocco rappresentata dal Presidente Mauro Tuzzolino e Assotziu Consumadoris Sardegna rappresentata dal Presidente Marco Mameli.







