Resistenza attiva

1 Agosto 2008

school2.jpg
Redazionale

Pubblichiamo volentieri il documento che testimonia la mobilitazione dei genitori dei bambini della scuola elementare di Mamoiada a difesa dell’attuale articolazione delle classi nella Scuola primaria. I genitori sono giustamente preoccupati che questa decisione prepari un ulteriore ridimensionamento della scuola pubblica e che, in un futuro non lontano, diversi paesi della Sardegna interna si ritrovino senza la scuola. I disagi di questa scelta sono evidenti e non meritano ulteriori commenti. Naturalmente assieme alle strutture scolastiche occorre difendere e valorizzare anche la qualità dell’istruzione, di cui i giovani sardi hanno diritto come i loro coetanei in Europa e nel mondo. Il Manifesto Sardo si propone di seguire in modo continuato e sempre più approfondito una questione cruciale per il futuro della nostra isola.
Il documento che segue è stato inviato alle diverse Istituzioni che si occupano di istruzione.

Noi cittadini di Mamoiada riuniti in assemblea al termine dei lavori del Consiglio Comunale del 21/7/2008, dedicato all’esame dell’articolo 64 del decreto legge n.112 del 25/06/2008 dal titolo “ Disposizioni in materia di organizzazione della scuola “, fortemente preoccupati per i suoi obiettivi e contenuti, che lasciano presagire uno scenario buio per il futuro della scuola, e per la situazione che si verrà a creare all’inizio del prossimo anno scolastico nella scuola primaria per la perdita di due classi, abbiamo redatto il seguente documento:
L’articolo 64 del decreto legge 112 del 25/06/2008 é una vera e propria dichiarazione di guerra alla scuola pubblica per i drammatici tagli del personale docente e del personale ATA e per l’immensa riduzione delle risorse finanziarie nel triennio 2009-2012. Si calcola che circa 100.000 docenti e 43.000 lavoratori ATA perderanno il posto di lavoro. Nella Provincia di Nuoro 748 fra docenti e personale ATA verranno espulsi dal mondo della scuola. Un colpo durissimo per il tessuto sociale del nostro territorio. Enormi sono i tagli delle risorse finanziarie. Essi ammontano a 7 miliardi 832 milioni di euro, una vera e propria finanziaria, che la scuola deve sostenere da sola. E’ chiaro che l’obiettivo che si vuole raggiungere con questa manovra é quello dello smantellamento della scuola pubblica, che si vuole rendere sempre più povera e sempre più schiava, perché questo decreto non nasce da un’analisi ragionata del sistema scolastico nazionale e non ha alcun proposito di migliorare il servizio. Esso mira esclusivamente a realizzare ingenti economie di spesa. La qualità della scuola passa in secondo ordine, mentre in primo piano si pone la riduzione della spesa per la scuola che deve scendere, scendere sempre di più. E’ evidente che per questo governo la scuola, il sapere, lo studio non sono risorse e investimenti per il futuro, ma soltanto costi e fastidi.
Noi vogliamo difendere la scuola pubblica, libera, laica, pluralista e gratuita, che costituisce un valore condiviso dagli Italiani ed appartiene alla storia e alla civiltà del nostro paese. E’ un bene raggiunto con i sacrifici materiali e morali di intere generazioni. A questo bene come cittadini non intendiamo rinunciare. Così come non potremo mai permettere che vengano calpestati i fondamenti della nostra democrazia: l’istruzione, la libertà di espressione, la libertà d’insegnamento, i processi di integrazione, la convivenza con i diversi da noi. La scuola pubblica ha sempre garantito tutti questi valori, che sono condivisi dalla società nazionale. Difendiamo la scuola pubblica, la scuola di tutti e per tutti, come spazio pubblico di confronto in cui convivono ragazze e ragazzi di origine sociale diversa, di razza e religione diverse, insegnanti di differenti culture e idee politiche, perché è la sola che rende possibile un progetto educativo democratico e che sappia sviluppare le potenzialità critiche dei ragazzi e la loro capacità di compiere scelte in piena libertà ed autonomia.
Anche la scuola di Mamoiada, in particolare la scuola primaria, é chiamata a offrire il suo contributo a questo olocausto della scuola pubblica, sacrificando due classi sull’altare sacro e inviolabile della riduzione della spesa pubblica. Noi cittadini non accettiamo che i nostri figli siano le vittime sacrificali di questo processo massiccio e traumatico di distruzione della scuola pubblica e siamo pronti a manifestare la nostra protesta in tutte le forme che la legalità consente. Non accettiamo che la nostra scuola venga ridimensionata, poiché l’attacco alla scuola pubblica significa che viene calpestata la democrazia. Ci rivolgiamo alle popolazioni dei paesi della Barbagia, affinché insieme organizziamo una grande mobilitazione per aprire una vertenza sulla scuola, per fermare il progetto di questo governo del disimpegno dello Stato dall’istruzione. La distruzione del sistema scolastico nazionale impoverisce ulteriormente il paese, poichè l’oscurantismo di questo governo ignora e distrugge il patrimonio culturale realizzato nella scuola ed ignora la sfida di una società complessa e multiculturale. Noi cittadini di Mamoiada non possiamo permettere che la nuova scuola che si delinea, ci riporti al mito di Erode, la strage degli’innocenti, attraverso le parole di Silvio Berlusconi, che afferma che é impensabile che il figlio dell’operaio possa frequentare la stessa scuola del figlio dell’imprenditore o del professionista. Questa scuola di classe che si profila noi la rigettiamo senza alcuna attenuante.
La realtà socio-economica di Mamoiada, come quella di tutti gli altri piccoli paesi dell’interno non é assolutamente paragonabile a quella delle città. Una scuola dequalificata, con un’offerta formativa povera, perché mancano spazi, laboratori, biblioteche, risorse economiche, insieme all’assenza di altri servizi: guardie mediche che chiudono, trasporti inefficienti, la mancanza di prospettiva di un futuro sicuro e dignitoso per i giovani, rendono questi paesi di poveri e anziani, paesi fantasmi, spettri di una società in via di estinzione. Chiediamo pertanto per Mamoiada e per gli altri paesi della Barbagia non soltanto che vengano rivisti i criteri e i parametri di formazione delle classi, e che venga incrementato il numero degli insegnanti di sostegno rivalorizzando il rapporto 1 a 1 per ogni bambino disabile, ma anche che vengano incrementati i trasferimenti da parte dello Stato agli istituti scolastici, affinché la scuola pubblica possa adempiere al compito e al ruolo che al Costituzione le assegna: la promozione dello sviluppo della persona umana.
Il comitato dei genitori

2 Commenti a “Resistenza attiva”

  1. Sara Muggittu scrive:

    Sul tema della scuola e sulla protesta dei genitori di Mamoiada è attivo il blog: mamoiada.wordpress.com, dove verranno inseriti tutti i commenti e gli sviluppi della vicenda.

  2. Cristian Ribichesu scrive:

    I rilevamenti indicano che la Scuola sarda si posiziona agli ultimi posti della graduatoria italiana. Esistono sperimentazioni americane che affermano un miglioramento dei livelli qualitativi degli alunni, per giunta in maniera esponenziale per quelli che provengono da situazioni sociali peggiori o meno abbienti, con la diminuzione degli alunni per classe, e questo anche perchè la nostra gioventù, come la stessa realtà, è più complessa di quella di altri Paesi europei, e la cronaca lo indica chiaramente. Indubbiamente, controllando le compatibilità di spesa, si potrebbero assumere più insegnanti, riducendo il numero degli alunni per classe e mantenendo aperte le scuole delle piccole realtà locali, utilizzando i finanziamenti, compresi quelli regionali, tutti o in parte, previsti per le attività scolastiche serali ed extracurricolari. Faccio notare che da quest’anno non potranno richiedere l’insegnante di sostegno neanche gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento. Per fare un esempio, date le riduzioni delle assunzioni, potrebbero esserci classi con trenta o trentatré alunni, magari alcuni particolarmente “indisciplinati”, con problematiche differenti, e magari con la presenza di un alunno dislessico, da seguire in modo particolare. Occorre migliorare il livello scolastico con un miglioramento della qualità dell’insegnamento in orario antimeridiano, ma per questo non vi possono essere divisioni di parte, ed è questa la vera sfida, quanto condivisioni d’intenti.

Scrivi un commento


Ciascun commento potrà avere una lunghezza massima di 1500 battute.
Non sono ammessi commenti consecutivi.


caratteri disponibili

----------------------------------------------------------------------------------------
ALTRI ARTICOLI