Dolores Palmas: la Race fo the Cure e la tutela della salute femminile
25 Maggio 2026
[Rita Atzeri]
Qualche settimana fa si è svolto uno degli appuntamenti più significativi nel panorama nazionale e internazionale dedicato alla lotta ai tumori del seno, Race for the Cure 2026, una iniziativa che coniuga sport, salute e solidarietà. Giunta alla sua 27ª edizione a Roma, la manifestazione si è conferma come un punto di riferimento consolidato per la promozione della prevenzione e della tutela della salute femminile.
Il momento culminante della Race fo the Cure è stato domenica 10 maggio con la tradizionale passeggiata di 2 km, affiancata dalle corse non competitive di 5 e 10 km e dalla gara competitiva, sempre di 10 km. La cerimonia conclusiva prevede un riconoscimento simbolico dedicato alle Donne in Rosa. Quest’anno ha preso parte alla manifestazione anche il gruppo dalla Sardegna, il gruppo “Abbracciamo un sogno”, composto da pazienti oncologiche, infermiere, psiconcologhe e simpatizzanti provenienti da Cagliari ed Oristano. Parliamo del gruppo e dell’importanza della prevenzione con Dolores Palmas, coordinatrice del gruppo ed infermiere all’ospedale oncologico Businco di Cagliari.
Alla Race for the Cure, organizzata da Komen Italia, del 10 maggio 2026, partecipa anche il gruppo “Abbracciamo un sogno”: quando e perché nasce questo gruppo? E quali le ragioni della partecipazione a questa manifestazione?
Il Gruppo Abbracciamo un Sogno, nasce nel 2010, grazie a Vladimira Desogus, dentro le corsie del Day Hospital Oncologico dell’Ospedale Businco. Insieme, operatori e pazienti abbiamo imparato a vivere e a chiamare col proprio nome quella che è e resta una malattia, il cancro. Ciò che all’inizio dei percorsi di cura non si riusciva a dire, nella condivisione di emozioni, lacrime e dolore si è iniziato a dargli il nome e questo ha aiutato a ridurre l’impatto che questi percorsi, nel loro dolore, riversavano nella quotidianità. Ciò che prima chiamavamo perdita, abbiamo imparato a viverla come un lasciar andare e questa è stata una rivelazione incredibile per le nostre vite. Insieme, operatori e pazienti, abbiamo imparato a stare accanto, a dare il giusto peso alle parole e ci siamo impegnate a diffondere l’importanza delle giuste parole da dire o da tacere quando si parla con un uomo o donna che sta vivendo il tempo della malattia e della cura e per questo, grazie alla collaborazione con la giornalista Francesca Cardia, è nato Fattore K un impegno a parlare di parole con chi per lavoro le usa, i giornalisti. Ci siamo impegnati a diffondere il valore e l’importanza della figura dello psiconcologo nei nostri percorsi, impegnandoci in raccolte fondi per offrirci una chiave di lettura differente e strumenti che ci hanno aiutato a non perderci. Ormai da anni ci impegniamo, grazie all’alleanza con i professionisti che seguono i nostri percorsi di cura, a diffondere l’importanza e il valore della prevenzione nella vita di ogni persona. Tutti questi anni ci hanno convinto e dimostrato che insieme siamo una forza, che insieme tutto è possibile, che insieme possiamo continuare a cambiare in meglio il nostro piccolo/grande mondo. Partecipare alla race for the cure è stato un sogno che si realizza, da alcuni anni volevamo esserci e quest’ anno, con un gruppo di donne siamo partite, è stato meraviglioso, emozionante, stimolante.
Quali sono le iniziative che vedono protagoniste le pazienti del gruppo “abbracciamo un sogno”?
Le iniziative che vedono protagoniste le pazienti del gruppo “abbracciamo” un sogno sono molteplici. La Settimana del Bollino Rosa dove abbiamo creato, nella hall del Businco, un angolo di bellezza che voleva essere una metafora del luogo di cura, abbiamo organizzato, in chiusura della settimana dedicata al bollino rosa, un pomeriggio di riflessioni comuni, con un esperto, il Primario della Chirurgia Senologica, dottor Fancello, un tempo dedicato a domande e riflessioni sul percorso di cura delle malattie della mammella. In questo tempo le donne del Gruppo hanno offerto il thè con biscotti ai presenti. Il 5 maggio, giornata mondiale dell’igiene delle mani, il gruppo si è impegnato a realizzare dei doni, saponetta e frase di sensibilizzazione per l’igiene delle mani come primo gradino per una convivenza sicura. Per la Festa della Mamma un piccolo dono per le donne presenti in quella giornata nel reparto di degenza di Chirurgia Senologica. A seguire, il 12 maggio per la giornata Internazionale dell’infermiere.
Nella tua esperienza hai potuto appurare che fattori ambientali e legati allo stile di vita, all’alimentazione, incidano nel manifestarsi dei tumori? Se sì, in quale percentuale?
È scientificamente appurato che fattori ambientali e legati allo stile di vita, all’alimentazione, incidono nel manifestarsi di particolari tumori. Amianto e fumo di sigaretta è ormai scientificamente accertato che sono cancerogeni. Alcolici e tabacco aumentano la possibilità di cancro al cavo orale. Per i prodotti derivati dalla carne processata, insaccati e salumi, esistono prove scientifiche certe del loro legame con l’aumento del rischio di sviluppare tumori, in particolare cancro al colon-retto, stomaco. Mantenere un buon stile di vita è fondamentale per il benessere fisico e mentale. Alcuni suggerimenti pratici: Consumare una varietà di alimenti freschi e nutrienti. Frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre dovrebbero formare la base della dieta; Cercare di dedicare almeno 30 minuti al giorno a esercizi fisici. Può essere una camminata, corsa, yoga o qualsiasi attività che piace; Bere molta acqua durante il giorno. L’idratazione è fondamentale per mantenere energia e concentrazione; Assicurarsi di dormire dalle 7 alle 9 ore a notte. Un sonno rigenerante influisce positivamente su tutti gli aspetti della vita; Trovare tecniche di rilassamento che funzionino soggettivamente, come la meditazione, la lettura o semplicemente passeggiate nella natura; Mantenere relazioni sane con amici e familiari. La socializzazione è importante per il supporto emotivo e il benessere generale; Fissare obiettivi personali e professionali che siano realistici e raggiungibili. Questo darà motivazione e senso di realizzazione; tempo a hobby e attività che piacciono e stimolano la creatività.
State partendo con un’altra iniziativa molto importante relativa ai tumori pediatrici. Ce ne puoi parlare?
Sì, in questo momento siamo impegnati con la V edizione del Giro d’Italia delle Cure Palliative Pediatriche. Sono diverse le tappe previste anche in Sardegna organizzate dall’Associazione Elena e Poi… Amare, Condividere, Esserci insieme al Gruppo Abbracciamo un sogno. Tutto ciò grazie ad un gruppo di operatori sanitari e volontari guidati dalla Fondazione Maruzza, che da oltre 25 anni è impegnata nella promozione delle cure palliative pediatriche. L’avvio del Giro d’Italia delle Cure Palliative Pediatriche (GCPP), è stato inaugurato lo scorso 14 maggio a Firenze presso il Meyer Health Campus. Il tema di quest’anno, “La Comunità Curante”, richiama un modello di cura fondato sulla responsabilità condivisa, in cui l’assistenza non si limita all’aspetto clinico ma abbraccia la dimensione umana, sociale e relazionale della persona. Accanto ai professionisti sanitari, una rete fatta di familiari, volontari, scuole, enti del Terzo Settore e istituzioni contribuisce a sostenere concretamente bambini e famiglie, contrastando l’isolamento e rendendo la cura più vicina, inclusiva e partecipata. Quest’anno a bordo di un Ta-bus attraverseremo la Regione Sardegna. La tappa di apertura è stata il 18/05/2026 a Cagliari, nella sala Convegni, Ospedale “Armando Businco” (via Jenner n.1).
Se il tumore colpisce anche i bambini, che non hanno di certo le cattive abitudini, possiamo spingerci a dire che le cause ambientali abbiamo un’enorme incidenza nella formazione dei tumori. Parliamo di inquinamento, che la presenza di fabbriche, basi militari, siti minerari abbandonati e non bonificati a cui ora possiamo aggiungere aree vaste destinate al deposito di batterie d’accumulo per la produzione di energia eolica, determina in maniera importantissima anche nella nostra Sardegna. E se un registro dei tumori ancora non esiste, temo che sia proprio perché questa connessione risulterebbe immediatamente evidente. La salute può essere ancora barattata con un posto di lavoro? Come può il “sistema” cercare cure da una parte, per malattie che genera dall’altra non rispettando l’ambiente? Se i terreni sono inquinati di certo i cibi che produce non possono essere salutari, con buona pace del biologico, visto che l’inquinamento atmosferico e delle falde acquifere non trova barriere. Se è un dato di fatto che non si può cambiare perché parlarne? Perché crediamo che si possa cambiare, proprio sviluppando consapevolezza tra i cittadini e le cittadine, che possono pretendere bonifiche di siti inquinati e chiedere chiusura di fabbriche e riconversione produttiva. Alla classe dirigente come sempre si chiede di avere una visione capace di produrre cambiamenti concreti.







