Tecnologia senza etica: il monito di Leone XIV
1 Giugno 2026
[Amedeo Spagnuolo]
La situazione internazionale è improvvisamente esplosa, sulla scena mondiale si sono presentati simultaneamente personaggi a dir poco inquietanti, con un enorme potere politico, che hanno sostituito la diplomazia con il sordo rumore delle armi.
Si ha l’impressione che anche le cosiddette persone comuni si stiano adeguando a questa rinnovata “diplomazia delle armi” ovvero risolvere le crisi internazionali non attraverso il dialogo e le trattative ma con l’uso di missili e di droni che macellano senza pietà non solo gli appartenenti alle diverse forze militari ma anche vecchi, donne e bambini che non hanno alcuna possibilità di difendersi messi di fronte a questi folli che per la brama di potere e di ricchezza non sembrano essere assolutamente intenzionati a fermare questa terribile escalation.
Meno male che nei periodi più bui emerge sempre, in maniera insospettabile, qualcuno o qualcosa che spariglia le carte e pur non riuscendo immediatamente a mettere in discussione questo nuovo ordine mondiale, quanto meno pone un argine a questa deriva. Nel caso specifico sta emergendo in maniera chiara e netta la figura del papa, Leone XIV che, detto da me che sono un convinto marxista, molti interpreteranno sicuramente come una bestemmia, sembra essere rimasto l’unico grande personaggio di caratura internazionale che possa in qualche modo arginare il male assoluto che sembra tracimare da tutti i lati.
Sono rimasto colpito da questo papa perché la sua postura politica, inizialmente molto più moderata di quella del suo predecessore papa Francesco, non faceva assolutamente prevedere quello che sarebbe accaduto in seguito. Già mi aveva colpito molto la netta presa di posizione nei confronti della “diplomazia della guerra” e quindi dei metodi del presidente Trump. Sono però ulteriormente rimasto favorevolmente impressionato dal coraggio con il quale il papa ha fronteggiato i vili attacchi e le offese gratuite rivoltegli dalla follia narcisistica del presidente Trump che non ha mostrato nessun rispetto per Leone XIV che rappresenta comunque una bella fetta dell’umanità che popola il nostro pianeta e rappresenta anche, forse Trump lo ha dimenticato, i tanti americani cattolici che hanno contribuito in maniera sostanziale al ritorno alla presidenza degli USA del “moloch”.
L’impegno per la pace potrebbe sembrare scontato provenendo dal capo della chiesa cattolica, ma sappiamo bene che non è così poiché nel corso della storia non sono stati pochi i papi, che hanno assunto una posizione colpevolmente “neutrale” di fronte ai crimini commessi dai totalitarismi, per esempio, e che esempio, di Mussolini, Hitler e Stalin, la terribile triade del ‘900 che ha determinato la spaventosa caduta nel baratro degli uomini che hanno avuto la sfortuna di vivere in quel tempo nefasto. La novità di questi ultimi anni è stata invece quella dell’apparizione sulla scena mondiale, prima con Francesco e adesso con Leone XIV, di papi coraggiosi che hanno deciso di fronteggiare con decisione la nuova comparsa del male assoluto.
Devo ammettere che mi ha colpito, certo, la posizione netta del papa americano che non ha avuto paura a sfidare il suo connazionale Presidente sul tema della guerra ma sono rimasto molto impressionato anche dalle posizioni assunte dal papa nei confronti dell’intelligenza artificiale come portatrice di rischi non superficiali per l’umanità intera. Infatti, che il papa denunci gli orrori della guerra e inciti i responsabili di tutto ciò a porre fine alla loro follia è comprensibile anche se non scontato, come dicevo in precedenza. Affrontare però un tema così delicato come il rischio di disumanizzazione che si corre con una Intelligenza artificiale in mano ai tecno capitalisti mi fa guardare al futuro con un po’ di fiducia in più. Papa Leone XIV individua diversi rischi legati all’uso e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, soprattutto nella sua recente enciclica Magnifica Humanitas.
I punti fondamentali possono essere sintetizzati così: Disumanizzazione della persona: il Papa teme che l’essere umano venga ridotto a dato, profilo o algoritmo, perdendo la propria unicità, fragilità e dignità. L’IA non deve sostituire le relazioni autentiche né la coscienza morale umana. Concentrazione del potere nelle mani di pochi: denuncia il rischio che grandi aziende tecnologiche controllino dati, algoritmi e informazione, imponendo visioni culturali, economiche e persino morali al resto della società.
Manipolazione dell’informazione e delle coscienze: mette in guardia contro fake news, deepfake, chatbot ingannevoli e sistemi capaci di alterare la percezione della realtà creando “realtà parallele”. Sorveglianza e violazione della privacy: l’IA può trasformarsi in uno strumento di controllo sociale invasivo, capace di raccogliere e usare informazioni intime sulle persone.
Aumento delle disuguaglianze sociali: secondo Leone XIV, la ricchezza prodotta dall’automazione rischia di concentrarsi in poche mani, mentre milioni di lavoratori potrebbero perdere tutele, salari e stabilità. Uso militare e logica della guerra: il Papa parla esplicitamente della necessità di “disarmare l’intelligenza artificiale”, opponendosi all’uso dell’IA per il controllo bellico, la competizione geopolitica e le tecnologie di morte.
Dipendenza tecnologica e impoverimento delle relazioni: teme una società sempre più incapace di vivere rapporti umani profondi, sostituiti da interazioni artificiali e virtuali. Illusione della neutralità tecnologica: Leone XIV insiste sul fatto che l’IA non sia mai davvero neutrale, perché riflette le idee, gli interessi e i pregiudizi di chi la progetta. Il messaggio centrale del Papa non è un rifiuto della tecnologia, ma la richiesta di governarla eticamente: l’intelligenza artificiale deve restare “al servizio della persona” e del bene comune, non del profitto, del dominio o della sostituzione dell’umano.







