Forme di Craft celebra la tessitura: due giornate tra workshop, incontri, dimostrazioni e installazioni

1 Giugno 2026

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Dopo gli appuntamenti dedicati all’intreccio e all’oreficeria, la rassegna Forme di Craft prosegue il suo percorso di esplorazione dell’artigianato sardo contemporaneo con un evento interamente dedicato alla tessitura, una delle espressioni più riconoscibili del patrimonio culturale dell’isola.

Giovedì 4 e venerdì 5 giugno 2026 gli spazi di Craft – Sardegna Ricerche, a Sa Manifattura di Cagliari, ospiteranno “Tessitura in festa”, due giornate costruite come un’occasione di incontro, approfondimento e partecipazione attorno a una pratica che continua a rappresentare uno dei linguaggi più ricchi della Sardegna contemporanea. Workshop, incontri pubblici, dimostrazioni al telaio, installazioni, dialoghi tra tessitrici e una performance live attraverseranno il programma dell’iniziativa, dedicata alla relazione tra saperi tradizionali, progettazione contemporanea e costruzione di nuovi immaginari. Il progetto è curato da Silvia Marcis di Craft con la designer Roberta Morittu.

“Sardegna Ricerche continua a investire sui saperi tradizionali, patrimonio unico e inestimabile dell’Isola”, sottolinea la direttrice generale di Sardegna Ricerche Carmen Atzori. “L’agenzia ha tra i suoi obiettivi quello di affiancare l’artigianato artistico della Sardegna nelle sfide imposte dalle nuove tecnologie perché un futuro consapevole ha bisogno di solide radici. Lo spazio Craft nasce proprio per preservare, studiare e valorizzare i saperi tradizionali e gli eventi di ‘Tessitura in festa’ saranno un importante contributo per la costruzione di nuovi linguaggi”.

Le due giornate saranno attraversate da un programma che mette in relazione pratica artigianale, riflessione culturale e sperimentazione contemporanea. Le mattine del 4 e 5 giugno saranno dedicate al workshop “La tessitura come linguaggio espressivo”, laboratorio pratico guidato dalle tessitrici Elena Mulas e Silvia Deledda con il coordinamento di Morittu, pensato per esplorare le possibilità creative del tessile attraverso pattern, texture e materiali non convenzionali.

Il pomeriggio del 4 giugno sarà invece dedicato all’incontro “La lana come patrimonio culturale”, confronto pubblico che metterà in dialogo esperienze e competenze differenti attorno al rapporto tra lana, artigianato, sostenibilità e innovazione. Interverranno Patrizia Maggia, direttrice di Agenzia Lane d’Italia, Pierpaolo Duce del Cnr – Istituto per la Bioeconomia e Giuseppe Demelas di M/U – Mariantonia Urru, con la moderazione della giornalista Silvia Gambi.

Il 5 giugno spazio invece a “Biografie tessili”, dialogo tra tessitrici dedicato ai percorsi professionali, alle trasformazioni e alle prospettive contemporanee del settore, guidato da Roberta Morittu. Nella stessa giornata verrà presentata anche “Pedra, una pietra piena d’aria”, installazione progettata dal designer Gianfranco Setzu che riflette sulla tessitura come linguaggio narrativo e sulla relazione tra paesaggio, memoria e identità contemporanea.

Dopo la presentazione dell’installazione il programma ospiterà anche una performance live di TVS, progetto solista della musicista e artista multimediale Teresa Virginia Salis, che intreccia strumenti tradizionali, elettronica e sperimentazione sonora attraverso composizioni ambient e multimediali. In entrambe le giornate il pubblico potrà assistere inoltre a dimostrazioni di lavorazione al telaio con tecniche tradizionali e visitare l’allestimento tematico dello spazio Craft.

I manufatti tessili tradizionali sardi non sono semplicemente oggetti decorativi. Sono sistemi narrativi capaci di custodire e trasmettere significati legati alla memoria, all’appartenenza, ai riti, alle relazioni sociali e alla vita quotidiana. Nei colori, nei motivi ornamentali, nelle tecniche e nei materiali si riflette una straordinaria varietà di tradizioni locali che, osservate nel loro insieme, restituiscono la ricchezza culturale dell’Isola.

L’obiettivo dell’appuntamento è proprio quello di dare voce a questa pluralità, evitando letture semplificate della tessitura sarda e aprendo una riflessione sulle possibilità di costruire nuovi immaginari e nuove forme di racconto per le produzioni tessili contemporanee.Il workshop: la tessitura come linguaggio espressivo

L’iniziativa si inserisce nel più ampio lavoro portato avanti da Craft, progetto di Sardegna Ricerche dedicato alla documentazione, allo studio e alla valorizzazione dei saperi artigianali dell’isola. Attraverso attività di ricerca sul campo, raccolta di materiali documentali e dialogo diretto con artigiane e artigiani, Craft costruisce un patrimonio condiviso di conoscenze che non si limita alla conservazione degli oggetti finiti, ma rende leggibili processi, tecniche e pratiche spesso invisibili.

Come per tutti gli appuntamenti della rassegna, anche la tessitura sarà osservata non soltanto come eredità del passato, ma come ambito produttivo vivo, attraversato da trasformazioni, sperimentazioni e nuove possibilità progettuali.

Il workshop: la tessitura come linguaggio espressivo

Cuore delle attività mattutine sarà il workshop “La tessitura come linguaggio espressivo”, in programma nelle giornate del 4 e 5 giugno dalle 9.30 alle 13.30 negli spazi delle Officine di Sa Manifattura. Il laboratorio propone un’esperienza pratica orientata alla scoperta delle potenzialità creative della tessitura, esplorando il rapporto tra pattern e texture, tra disegno e traduzione nel linguaggio del filo.

L’attività invita i partecipanti a sperimentare direttamente materiali e tecniche, mettendo al centro la dimensione progettuale ed espressiva del tessile e valorizzando anche l’utilizzo di materiali non convenzionali. La formazione sarà condotta dalle tessitrici Elena Mulas e Silvia Deledda, con il coordinamento della designer Roberta Morittu.

Il workshop è gratuito, aperto a un massimo di dodici partecipanti maggiorenni residenti in Sardegna e iscritti al FabLab di Sardegna Ricerche.

La lana come patrimonio culturale

Il pomeriggio del 4 giugno sarà dedicato all’incontro “La lana come patrimonio culturale”, un momento di confronto che metterà in dialogo esperienze, competenze e prospettive differenti attorno a una delle materie prime più importanti per la storia produttiva dell’Isola.

L’incontro è introdotto e moderato dalla giornalista Silvia Gambi, esperta di sostenibilità e moda e curatrice – tra le altre cose – della newsletter Solo moda sostenibile. Insieme a lei interverranno anche Patrizia Maggia, direttrice di Agenzia Lane d’Italia ed esperta di alto artigianato, Pierpaolo Duce del Cnr – Istituto per la Bioeconomia (esperto di gestione sostenibile delle risorse naturali ed economia circolare) e Giuseppe Demelas dell’azienda di Samugheo M/U – Mariantonia Urru.

Il dialogo affronterà il rapporto tra il mondo della lana e quello dell’artigianato, osservando esperienze nazionali e internazionali, nuove applicazioni tecnologiche, opportunità economiche e possibili scenari di sviluppo per una risorsa che continua a rappresentare un elemento strategico per molti territori. L’incontro offrirà anche l’occasione per riflettere sul ruolo della lana all’interno della filiera sarda, una materia prima che rappresenta allo stesso tempo una grande ricchezza e una delle principali sfide per il settore. La Sardegna è una delle regioni europee con la più alta concentrazione di allevamenti ovini e produce ogni anno quantità significative di lana. Una risorsa che, tuttavia, solo in parte riesce a essere valorizzata localmente. Una quota consistente della produzione viene infatti esportata fuori dall’Isola e spesso fuori dall’Italia, mentre le imprese tessili sarde si confrontano con difficoltà legate alla trasformazione della materia prima e alla disponibilità di filati. L’obiettivo del confronto è anche quello di ragionare sulle prospettive di una filiera che conserva un enorme potenziale di sviluppo e che può rappresentare un elemento strategico per il futuro dell’artigianato tessile isolano.

Biografie tessili e il racconto delle tessitrici

La giornata del 5 giugno si aprirà con un’introduzione a cura di Sardegna Ricerche e proseguirà con “Biografie tessili”, un dialogo tra tessitrici guidato da Roberta Morittu.

L’incontro sarà dedicato ai percorsi professionali, alle esperienze e alle trasformazioni che attraversano oggi il mondo della tessitura in Sardegna, mettendo al centro le persone e le storie che continuano a mantenere viva questa pratica.

In entrambe le giornate il pubblico potrà inoltre assistere a dimostrazioni di lavorazione al telaio con tecniche tradizionali curate da Wilda Scanu (Su Trobasciu, Mogoro)Marcella Sanna (Samugheo)Elena Mulas (Urzulei)Anna Deriu (Bolotana)Vilma GhianiMaria Rosa Puddu e Arianna Piras (Seulo). 

Tra i manufatti esposti troveranno spazio anche le bisacce realizzate nell’ambito dei laboratori Craft Oltrefrontiera, sviluppati in collaborazione con il Centro provinciale istruzione adulti (Cpia 1) di Cagliari.

L’installazione “Pedra” a cura di Gianfranco Setzu: la tessitura come racconto del paesaggio

Tra i momenti centrali dell’appuntamento dedicato alla tessitura ci sarà la presentazione di “Pedra, una pietra piena d’aria”, installazione progettata dal designer Gianfranco Setzu e concepita appositamente per questa edizione di Forme di Crat.

L’opera nasce da una riflessione sulla tessitura come pratica culturale che, in Sardegna, va ben oltre la produzione di manufatti. Il progetto parte infatti dalla convinzione che il tessile abbia rappresentato per secoli uno strumento di racconto collettivo, un linguaggio capace di custodire e trasmettere memorie, simboli e visioni del mondo.

La seduta installativa immaginata da Setzu prende forma a partire dalla lana e dal lavoro delle tessitrici, mettendo al centro il rapporto tra materia, paesaggio e narrazione. Il percorso progettuale affonda le proprie radici nello studio degli archivi di Cradt, dove la documentazione delle tecniche tradizionali ha evidenziato come la tessitura storicamente non fosse soltanto decorazione, ma «un linguaggio del racconto: narrazione della vita collettiva, dei riti, delle processioni, dei lutti e delle celebrazioni che abitavano il quotidiano», spiega il designer. 

Da questa ricerca nasce il Punto Nuraghe, un nuovo segno grafico che costituisce il cuore dell’installazione. Il modulo trae ispirazione dal nuraghe, presenza archetipica e simbolo immediatamente riconoscibile del paesaggio sardo, ma evita qualsiasi operazione di semplice citazione folklorica. L’intenzione è piuttosto quella di costruire un linguaggio contemporaneo che utilizzi la tradizione come materia viva e non come repertorio immobile. Il Punto Nuraghe nasce dalla volontà di recuperare la capacità narrativa del tessile e trasferirla nel presente, lasciando che il telaio continui a raccontare la Sardegna contemporanea così come in passato raccontava la vita delle comunità.

L’installazione dialoga inoltre con una delle figure più importanti dell’arte e della cultura sarda del Novecento, Maria Lai, evocata esplicitamente attraverso una delle sue riflessioni più note: «Il telaio del tessitore offre spazio al proprio ritmo interiore». Nella visione di Lai il filo non era soltanto materia, ma strumento di relazione, scrittura e costruzione di significato. Anche “Pedra” si muove in questa direzione, proponendo la tessitura come dispositivo capace di intrecciare memoria e contemporaneità.

Lo stesso titolo dell’opera racchiude questa tensione. La pietra è una delle immagini fondative della Sardegna: elemento che definisce il paesaggio, materia con cui sono stati costruiti i nuraghi, presenza costante nella memoria collettiva dell’isola. Setzu sceglie però di ribaltarne il significato tradizionale. La sua pietra non è massiccia e impenetrabile, ma leggera, morbida, attraversabile. «Costruire un’Isola che richiami la solidità della pietra, ma che sia, al contrario, fatta d’aria», scrive il designer. Da qui nasce «una forma cuspidata, che richiama un masso emergente dal mare» ma che, grazie al tessile, si trasforma in un volume sospeso, apparentemente solido ma in realtà leggero. Il punto viene modulato, mosso e ricomposto per generare nuove geometrie e accostamenti, «profondamente legati all’identità sarda ma proiettati verso una visione contemporanea della tessitura, dove tradizione e ricerca convivono in un linguaggio vivo e in continua trasformazione».

Un percorso dedicato al presente e al futuro dell’artigianato

La rassegna Forme di Craft proseguirà per tutto il 2026 attraversando diversi settori dell’artigianato sardo e affrontando temi come la trasmissione dei saperi, il rapporto con le tecnologie contemporanee, la documentazione delle tecniche e la costruzione di nuove forme di valorizzazione culturale.

Ogni appuntamento rappresenta un’occasione per restituire pubblicamente il lavoro di ricerca svolto da Craft e, al tempo stesso, per riconoscere il ruolo di artigiane e artigiani che continuano a custodire competenze fondamentali per il patrimonio culturale dell’isola. Craft non è un semplice luogo di conservazione di manufatti, ma uno spazio vivo di studio, restituzione e produzione culturale. Nato per documentare i saperi artigianali in modo strutturato, etico e condiviso, Craft ha costruito nel tempo, attraverso la ricerca sul campo e il dialogo diretto con artigiane e artigiani, collezioni originali di manufatti e artefatti documentali: sequenze di lavorazione, campionari, libri tessili e materiali progettati per rendere leggibili tecniche, gesti e conoscenze spesso invisibili negli oggetti finiti. Un patrimonio che non viene congelato o semplicemente catalogato, ma rilanciato come capitale culturale a servizio della formazione, della progettazione contemporanea, della didattica e della trasmissione intergenerazionale, soprattutto in quei casi in cui i saperi rischiano di scomparire con gli ultimi depositari.

La partecipazione agli incontri è libera. Il workshop è su prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili.

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