Aeroporto di Cagliari al collasso: quando la cattiva gestione la pagano passeggeri e lavoratori
27 Agosto 2026
[Roberto Mirasola]
Un’estate di lunghe file e code, con passeggeri più volte lasciati a terra, costretti a estenuanti attese ai controlli o abbandonati a se stessi nelle sale d’attesa dell’aeroporto di Elmas.
Quanto accaduto ieri è una storia che si è ripetuta ormai troppe volte all’interno del “Mario Mameli”. È lecito e doveroso chiedersi il perché di tutto questo. Tutti sanno che il flusso di passeggeri nel periodo estivo è destinato ad aumentare notevolmente: una programmazione seria e lungimirante servirebbe proprio a fare da argine a gravi disagi che non si vedevano dagli anni ’70.
Va ricordato che lo scalo cagliaritano è strutturato per gestire un flusso di circa cinque milioni di passeggeri; superata tale soglia, diventa indispensabile intervenire con investimenti adeguati per fronteggiare un picco estivo che dovrebbe essere la norma per una regione come la Sardegna, che fa dell’incremento turistico il suo vanto.
L’impressione diffusa è che ci si trovi di fronte a una precisa volontà legata a improbabili, e ormai note, operazioni finanziarie, tese a svalutare l’aeroporto del capoluogo sardo. Il risultato? Zero investimenti e disagi a volontà. In questo quadro critico, l’unico vero pilastro che garantisce il funzionamento dello scalo è rappresentato dai lavoratori aeroportuali.
Con enormi sacrifici e un senso di responsabilità encomiabile, il personale garantisce quotidianamente la continuità del servizio, facendosi carico di un’emergenza continua e mettendo un argine alle pesanti carenze organizzative e gestionali, di certo non imputabili a loro. Risulta quindi incomprensibile la decisione del management SOGAER di rompere gli accordi e rimettere in discussione la pre-intesa del 9 giugno sottoscritta con le parti sociali.
Hanno ragione i sindacati a parlare di “tradimento della fiducia”: i lavoratori sono rimasti gli unici a far funzionare lo scalo. Le organizzazioni sindacali hanno compreso da tempo il valore strategico del “Mameli” per l’intera Sardegna e si sono schierate apertamente contro chi persegue operazioni mirate esclusivamente a tutelare interessi economico-finanziari privati.
La ripresa autunnale si preannuncia complessa. La difesa dell’occupazione resta prioritaria: un eventuale taglio delle risorse umane arrecherebbe un danno incalcolabile alla stessa azienda. Il capitale umano rappresenta infatti una risorsa strategica fondamentale in termini di valore competitivo, innovazione e crescita.
Andare nella direzione opposta significherebbe voler indebolire deliberatamente l’aeroporto, ignorando il ruolo centrale che gli viene riconosciuto persino dal recente Piano Nazionale degli Aeroporti.
Roberto Mirasola è un dirigente di Sinistra Futura







