Cala Finanza, sequestro preventivo
5 Agosto 2026
[Stefano Deliperi]
L’associazione di protezione ambientale nazionale Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) esprime la sua forte soddisfazione per l’azione congiunta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e della Guardia costiera che ha portato ieri, 4 agosto 2026, al sequestro preventivo (art. 321 cod. proc. pen.) dell’area costiera fra Cala Finanza e Punta La Greca (Comune di Loiri Porto San Paolo) davanti all’Isola di Tavolara.
Il GrIG, infatti, oltre a esser intervenuto rappresentata e difesa dall’Avv. Carlo Augusto Melis Costa, del Foro di Cagliari, in due distinti contenziosi giurisdizionali amministrativi pendenti presso il T.A.R. Sardegna in relazione all’emanazione e alla successiva revoca dell’autorizzazione unica ZES n. 74 del 9 febbraio 2026 per la realizzazione, a due passi dal mare della ristrutturazione di Villa Joy in struttura ricettiva, prima parte di un grande intervento di trasformazione immobiliare, ha provveduto più volte a interessare la magistratura e la polizia giudiziaria per lo svolgimento degli opportuni accertamenti.
L’area (una cinquantina di ettari sul mare, altre decine di ettari nel retroterra) ricca di macchia mediterranea, risulta interessata da un progetto immobiliare ben più ampio rispetto a quello attualmente oggetto di procedura ZES, promosso dalla Tavolara Bay s.r.l., costituita dalla società brasiliana Jhsf Participações (titolare della catena alberghiera di lusso Fasano) e da altri soci.
Per la prima parte del progetto è stato chiesto l’accesso alle procedure semplificate di cui alla Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno (operativa dall’1 gennaio 2024 grazie al decreto-legge n. 124/2023, convertito nella legge n. 162/2023).
In progetto complessivamente un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville (tipologie da 500 e da 200 metri quadri), ristoranti, servizi commerciali e turistici, un porto turistico, un campo da golf.
Può una disciplina normativa nata per favorire l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali (la disciplina della zona economica speciale unica per il Mezzogiorno – ZES) diventare uno strumento di eversione del quadro giuridico di rilievo costituzionale per la tutela del paesaggio/ambiente (il Codice dei beni culturali e del paesaggio, decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e della normativa sulla conferenza di servizi (artt. 14 e ss. della legge n. 241/1990 e s.m.i.)
Può la disciplina sulla ZES fare carta straccia delle competenze assegnate alla Regione autonoma della Sardegna dallo statuto speciale (legge costituzionale n. 3/1948)?
Ora l’intervento in sede penale pone un punto fermo per la difesa della legalità e dell’ambiente.
Stefano Deliperi, Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG)







