Diciamo grazie a Lea
13 Giugno 2026
[red]
La redazione de il manifesto sardo aderisce alla campagna Dire grazie a Lea. Diciamolo firmando come singol3 o come associazioni. Diciamolo in tant3 perché il femminismo di Lea è stato per tutt3. Lea è una grande compagna di vita, ci ha fatto prendere coscienza che siamo “ il soggetto imprevisto della storia”, ci ha fatto ripensare al nostro desiderio, al nostro corpo, alla nostra libertà, a tutte le nostre esperienze personali, l’essere madri e figlie, ma anche alla dimensione pubblica. E con la stessa passione , durante le tante vacanze femministe nell’ Isola di San Pietro, con generazioni diverse ci ha fatto divertire, molto, ci ha fatto cantare e ballare, sempre. Grazie Lea.
Lea Melandri ha dedicato la sua vita al movimento femminista, alla giustizia sociale, alla liberazione di donne e di uomini. Lo ha fatto con il suo attivismo, con il suo pensiero, con la sua scrittura. I suoi testi teorici, spesso tradotti all’estero, sono oggi considerati manifesti del femminismo italiano e riferimenti imprescindibili nello studio dell’oppressione di genere. Il suo Come nasce il sogno d’amore è stato incluso tra i quindici libri più significativi del Novecento.
Le riviste che ha fondato — L’erba voglio, Lapis — rappresentano passaggi fondamentali nella riflessione femminile e nella pratica antiautoritaria della scuola. Ed è incensibile la quantità di collaborazioni, seminari, conferenze alle quali ha preso parte nel corso di un’attività pluridecennale. Intere generazioni hanno potuto incontrare la ricchezza delle analisi di Lea Melandri nelle assemblee dei movimenti, durante la sua attività di divulgazione o nei suoi corsi di “scrittura di esperienza”. Una presenza di infinita generosità, votata a un impegno che ha sempre seguito strade lontane dal denaro e dal potere.
È arrivato il momento di dirle grazie. Oggi Lea è anziana e indigente. Rischia di non avere i mezzi per curarsi. Sosteniamo la sua candidatura per l’assegnazione del contributo economico vitalizio previsto dalla Legge Bacchelli a favore di persone che si sono distinte per meriti eccezionali nei campi della cultura, delle arti, della ricerca scientifica e dell’innovazione ma si trovano in condizioni di particolare ristrettezza. Sarebbe il dovuto riconoscimento materiale da parte della Repubblica nei confronti di una vita spesa per cause giuste e per un’opera che oggi è patrimonio della cultura italiana.







