E’ guerra in Sardegna, sulle coste

1 Dicembre 2008

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Stefano Deliperi

E’ bufera sulla legge di governo del territorio in esame al Consiglio regionale. Mediazioni infinite, compromessi.  Rischi di gravi arretramenti sulla normativa di tutela delle coste, con la previsione dell’abrogazione del vincolo di conservazione integrale della fascia costiera dei mt. 300 dalla battigia marina e di una serie di beni ambientali (es. spiagge, aree archeologiche, zone umide, fasce spondali dei fiumi, ecc.) stabilito dall’art. 2 della legge regionale n. 23/1993.   L’abrogazione dell’intera legge, infatti, prevista dall’art. 49, comma 1°, lettera f, del testo proposto porterebbe al travolgimento anche della misura di tutela, demandata soltanto alla pianificazione paesaggistica.  Ne avevo già parlato sul Manifesto Sardo (Amate Sponde, 1 novembre 2008)  Ormai si era giunti quasi al termine dell’approvazione dei singoli articoli. Alcuni elementi apparivano positivi, dalla valutazione ambientale strategica sugli strumenti urbanistici e di pianificazione ai controlli più incisivi sulla pianificazione comunale, ai poteri sostitutivi regionali in tema di abusivismo edilizio. Altri, invece, apparivano forieri di potenziali pericoli per un’efficace salvaguardia del territorio, dalla perequazione urbanistica al silenzio-assenso nell’ambito di talune procedure di autorizzazione.   Ancora “sospese” alcune fondamentali disposizioni, in particolare la riproposizione in legge dei vincoli di conservazione integrale, in favore dei quali era stato proposto un appello proprio dal Manifesto Sardo, dal Gruppo d’Intervento Giuridico, dagli Amici della Terra e dal Cagliari Social Forum a tutti i Consiglieri regionali, al Presidente della Regione Renato Soru ed agli Assessori regionali competenti (Trecento metri ci sembran pochi – lettera appello al Consiglio regionale, 5 novembre 2008).   Ma le tensioni fra le stesse forze – o, meglio, fazioni – all’interno della medesima maggioranza di centro-sinistra alla fine sono esplose su quello che poteva apparire un elemento poco rilevante: la possibilità per la Giunta regionale di completare la pianificazione paesaggistica regionale anche per l’interno dell’Isola con le disposizioni precedentemente vigenti, così come i Comuni e le Province potevano fare con i rispettivi strumenti urbanistici.  Il voto è stato lacerante, sul piano politico più che su quello giuridico. Comuni e Province sì, Regione no, così il voto consiliare.      55 no (l’opposizione di centro-destra + P.S.d’Az. + U.D.S. + Fortza Paris + Sinistra Democratica + Socialisti + G. Pirisi, A. Sanna, S. Lai, F. Sanna, N. Pacifico, V. Floris, G. Cuccu, G. Giagu, S. Sanna, M. Cocco, G. Tocco, E. Corda, T. Mattana, G. Manca del Partito Democratico + G. Uggias di Italia dei Valori) e 21 sì (Rifondazione Comunista + A. Biancu, F. Barracciu, S. Pinna, F. Sabatini, C. Porcu, A. Corrias, M. Meloni, G.L. Cucca, G.B. Orrù, A. Frau, M. Espa, B. Scarpa, C. Cachìa, G. Cerina, M. Bruno, R. Soru, S. Cherchi, A. Calledda + A. Salis di Italia dei Valori), 1 astenuto (il Presidente del Consiglio regionale G. Spissu).    Così il 25 novembre, al termine di una convulsa giornata, il Presidente della Regione Renato Soru si è dimesso. Difficile spiegare agli elettori i motivi di questa crisi, dalle profonde radici, e, forse, delle elezioni regionali anticipate.   In tanti si sono slanciati in mille diverse spiegazioni e commenti. Bastano ed avanzano. Mi limito ad qualche considerazione, forse banale, ma probabilmente più attinente con la realtà di tante elucubrazioni lette e sentite in questi giorni. A torto o a ragione, le dimissioni del Presidente Soru appaiono a moltissimi cittadini-elettori come necessitate, forzate da Consiglieri regionali della sua stessa maggioranza che rispondono a mere logiche di potere.  Politici che hanno “tradito” il “patto con gli elettori”. La stampa nazionale ha sottolineato, senza tanti approfondimenti, questo aspetto.  Renato Soru ha agito d’anticipo.  Davanti ad un centro-destra senza un candidato alla Presidenza della Regione individuato per le prossime elezioni regionali del 2009 ed a un centro-sinistra (soprattutto il P.D.) lacerato da polemiche e dal logoramento del dibattito “primarie sì – primarie no”, ha messo tutti davanti al fatto compiuto.  L’evanescente “terzo polo” non pare impensierirlo. O ci sarà un “nuovo patto” con tutti i Consiglieri del centro-sinistra o saranno elezioni anticipate. Paradossalmente Pirisi, Mattana, Balia & co. gli hanno fatto un enorme favore. E non se ne rendono conto. Con eventuali elezioni anticipate al febbraio 2009 Renato Soru sarebbe in campo e sarebbe il favorito. E le coste? E il piano paesaggistico regionale, sicuramente il migliore risultato in campo ambientale/territoriale di questa legislatura? Forse sono stati un “pretesto” della crisi, ma certamente sono al centro degli argomenti della campagna elettorale ormai in corso. L’Amministrazione Soru si è spesa molto in proposito ed è “costretta” a rispettare quanto ha dichiarato. Non mancano le ombre (dalla disciplina transitoria della normativa di tutela costiera alle “intese” urbanistiche), ma può vantare indubbi risultati (dal blocco di molti progetti edilizi lungo le coste al contenimento dell’edificazione nell’agro). E’ fondamentale guardare ai risultati concreti e solo ad essi potranno essere collegate credibili proposte. Non manca molto al momento nel quale si dovranno tirare le somme.

4 Commenti a “E’ guerra in Sardegna, sulle coste”

  1. Elio Pillai scrive:

    Deliperi
    “La ristrutturazione a fini ricettivi dell’ex colonia marina di Funtanazza,se rimane nel limite volumetrico , è posittiva!”, e forse servirebbe un interventino pure a Scivu che rischia il degrado,e definisci inopportune le critiche del centro destra,così si legge nel tuo sito.
    Deliperi,su questo giornale qualche mese fa raccontai di un episodio. Un funzionario del carcere di Is Arenas ci racconto’ che da parte della Regione Sarda c’erano forti pressioni su Prodi per dismettere il carcere.C’è ancora la tua risposta in questo giornale. Io non sono nè di centro destra e neppure di centro sinistra,mi considero di sinistra e basta,sono stufo dei centrismi.Critico Soru e sono contro gli speculatori,i cementificatori di destra e di sinistra.E’ vero o no che Soru autoriza se stesso e la sua famiglia e agli amici soci a costruire alberghi e ville per ricchi in sardegna?Il consiglio regionale gli ha voluto togliere questo potere.giusto!In democrazia i poteri devono avere dei contrappesi.Soru è convinto che lui è il contrappeso.
    Che Soru avesse da tempo programmato ,furbescamente,le sue dimissioni lo sapeva anche il barbiere di Pompu,chissa’ perche’?I nuovi ricchi si truccano da ecofurbi e da cappuccetto rosso,e nonostante le dichiarazioni apparse sui giornali di oggi:”non vi è nessuna”speculazione” e per evitare strumentalizzazioni vendo Funtanazza”,c’è sempre qualcuno che li santifica.E’ ovvio che si trattava solo di una “speculazione filosofica” su Funtanazza.

  2. Stefano Deliperi scrive:

    Elio Pillai, ho difficoltà a seguire il tuo discorso. Per te la colonia di Funtanazza deve rimanere un rudere per i prossimi 50 anni? Hai letto da qualche parte che vorrei un “interventino” a base di cemento a Scivu? Per tua conoscenza le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico e – se non ti dispiace – il sottoscritto in prima persona hanno combattutto una durissima “battaglia” contro il tentativo di costruire 80 mila metri cubi di volumetrie a Scivu in perfetta solitudine. E continuano a combatterla contro la speculazione edilizia strisciante. Chi vuole può leggerselo cliccando sul nome. Non c’era e non c’è nemmeno Elio Pillai, per dirla tutta. Funtanazza è in abbandono da decenni: per quale motivo non può esser recuperata, senza aumento di volumetrie, ai fini turistici, consentendo anche nuovi posti di lavoro, così come sperano parecchi disoccupati della zona? Perchè si tratta di Soru? Ho la fortuna di essere politicamente “agnostico” e di voler guardare alle cose concrete ed alla proposte concrete. Gli slogan mi interessano davvero poco. Soru “autorizza se stesso e la sua famiglia … soci a costruire ville ed alberghi per ricchi in Sardegna”? Dove? A Is Molas? Anche lì mi pare che stiamo facendo una “battaglia” da soli. Altrove? Dìccelo tu!

  3. Elio Pillai scrive:

    Deliperi,apprezzo molto il vostro lavoro,che reputo utile per tutti noi,mi piacciono meno alcune risposte. Capita, infatti,che dove ci sei tu non ci sono io e così viceversa, e in questo non c’è nulla di male, credo!Per stare ai fatti:su Funtanazza c’è un aspetto giuridico, che tu giustamente affronti. Ma c’è n’è anche uno politico,che secondo me vale la pena affrontare.Intanto, non è strano che nel momento in cui si votava la legge urbanistica in consiglio regionale, al comune di Arbus, si esaminasse il progetto immobiliare dell’imprenditore Soru ?E’ evidente che Soru agisce nella legalità,ci mancherebbe,ma non basta. Io avrei avuto un sussulto di gioia se Soru si fosse dimesso quando il consiglio regionale ha bocciato il vincolo di conservazione dei 2000 mt,così come originariamente previsto nella legge salva coste. I vincoli vengono spostati dai 2000 a 300 mt, ma su questo si tace. Funtanazza era un bene comune, ora è in mano all’imprenditore Soru. Al posto di quei ruderi potevano esserci moderne strutture ricettive pubbliche per bambini, anziani,minatori (malati a causa dei troppi anni trascorsi in miniera).Anche cosi’ si crea nuova occupazione.Mi chiedo: è davvero importante che 10 sardi facciano da camerieri ai ricchi annoiati che verranno in vacanza a Funtanazza?Ma chi se ne frega!Vorrei vedere almeno una volta un atto “illegale” in favore di chi è stato espropriato dei propri diritti nella sua Terra.Invece no,è preferibile costruire case per ricchi!

  4. Stefano Deliperi scrive:

    per cortesia, non confondiamo le cose! Il vincolo dei 2.000 metri dal mare era temporaneo (legge regionale n. 8/2004), il vincolo sulla fascia dei 300 metri dalla battigia è permanente (legge regionale n. 23/1993). Funtanazza era un “bene comune”? Di chi? Di quel Comune di Arbus che afferma in tutte le sedi che non gli appartiene? Che facciamo? Un bell’esproprio proletario di Funtanazza ai danni di Soru solo perchè è Soru? Dobbiamo dire di sì solo perchè ci piace l’idea? Io mi accontenterei che la legalità venisse rispettata e venisse rispettato l’obbligo morale di cedere l’area naturale di Scivu all’Agenzia per la Conservatoria delle coste sarde. E’ davvero un’idea così brutta?

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