Gli studenti e la Costituzione

1 Dicembre 2014
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Gianfranca Fois

Si possono scrivere poesie sugli articoli della Costituzione? Pare proprio di sì. Ci hanno provato alcuni studenti di una scuola media di Cagliari che hanno partecipato al progetto “A scuola di Costituzione” portato avanti dall’Associazione nazionale dei magistrati e dal CIDI (Centro di iniziativa democratica insegnanti). Punto d’arrivo è stato l’incontro di alcuni giorni fa nell’aula magna del palazzo di giustizia alla presenza del presidente nazionale dell’ANM Rodolfo Sabelli.
Gli studenti di alcune scuole medie e superiori hanno lavorato, durante lo scorso anno scolastico, sull’approfondimento di due articoli della Costituzione il 3 e il 10.
In effetti si tratta di due articoli di stringente attualità che regolano i diritti fondamentali del nostro paese sulla base del principio di solidarietà, fondamento di ogni comunità democratica. Tutto il contrario cioè del programma politico di alcuni partiti che si richiamano a un ottuso egoismo che esclude e che ci impoverisce umanamente, culturalmente ed economicamente. L’articolo 3 dopo aver richiamato l’uguaglianza fra tutti i cittadini di qualsiasi sesso, razza, lingua, religione, opinione politica, condizioni personali e sociali, introduce un ulteriore elemento importantissimo che fa sì che l’uguaglianza, e quindi la qualità della nostra democrazia, non sia soltanto formale ma diventi sostanziale. Si sottolinea infatti che è compito della Repubblica rimuovere tutti gli ostacoli economici e sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica economica e sociale del nostro paese.
E’ evidente che questo aspetto non sia stato del tutto realizzato dalla precedente classe politica e lo è ancor meno dall’attuale, assistiamo infatti al proporsi di norme, decisioni che contribuiscono a scavare un solco sempre più profondo tra chi detiene potere e ricchezze e chi no, non solo da un punto di vista economico, ma anche sotto altri aspetti. Un esempio per tutti: il governo Renzi per concedere gli 80 euro ai lavoratori ha diminuito le borse di studio destinate agli studenti meritevoli bisognosi (v. art. 46 del decreto Irpef), dando così una mazzata al diritto allo studio, uno studio sempre più costoso, divenuto ormai impraticabile per molte famiglie.
L’articolo 10 sottolinea invece il principio dell’accoglienza che da millenni fa parte dell’identità degli Italiani. (Un esempio: lo storico romano Tito Livio a proposito degli Etruschi sconfitti scrive: Si spinsero a Roma inermi in aspetto di supplici. Vi furono accolti benevolmente e ospitati nelle case.)
Voglio metterne in evidenza la seconda parte: Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.
E’ evidente che nello stendere questa norma i nostri padri costituenti avessero in mente le migliaia di Italiani che durante la dittatura fascista, quando venne eliminata in Italia ogni libertà, furono costretti per sfuggire le discriminazioni e le persecuzioni a causa delle proprie idee a rifugiarsi in altri paesi.
Penso però anche agli Italiani del Risorgimento inseguiti dalla polizia austriaca, sabauda o borbonica, che ugualmente lasciarono l’Italia e chiesero asilo in tutte le parti del mondo.
Perché la Costituzione fu scritta non soltanto sulla base di conoscenze, capacità, intelligenze, esperienze di uomini che avevano vissuto la dittatura, l’esilio, la guerra e la Resistenza, ma anche sulla spinta delle emozioni del cuore e degli ideali di coloro che li avevano preceduti.
Fanno perciò rabbrividire gli episodi di intolleranza e razzismo cui assistiamo in questi giorni, soprattutto nelle periferie delle nostre città, in cui alcuni politici facendo aggio sulla disperazione e sull’ignoranza degli abitanti indicano gli stranieri come capro espiatorio su cui indirizzare la rabbia contro la miseria e le ingiustizie.
Sono scenari che l’Europa ha già conosciuto e che sono costati milioni di morti e di distruzioni materiali e umane.
Purtroppo anche ad opera di organi di informazione circolano notizie false o scorrette. Capita persino ad esempio di sentire nei tg che l’Italia sia l’unico paese europeo ad accogliere rifugiati e ci si chiede perché l’Europa non faccia niente.
Basterebbe invece guardare i dati diffusi da Eurostat per conoscere la situazione: nel 2013 la Svezia ha accolto 26.400 rifugiati, la Germania 24.100, la Francia 16.100, l’Italia 14.500 e la Gran Bretagna 13.400.
Anche sui social network vengono fatte girare intenzionalmente notizie completamente false, si monta anche così l’odio contro i migranti e i rifugiati.
Penso che in questa situazione la nostra classe politica abbia colpe gravi, l’arrivo dei migranti e dei richiedenti asilo viene infatti da tanti anni affrontato in termini di sicurezza e di emergenza e questo impedisce che il fenomeno venga affrontato con progetti organici e di ampio respiro come avviene, pur con qualche difficoltà, in altri paesi.

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