I bambini non sono un bottino di guerra: appello unitario per il diritto internazionale
18 Gennaio 2026
[red]
Un appello che parte dalla società civile e si rivolge a tutte le forze politiche, senza distinzioni di appartenenza: il primo marzo 2026 Cagliari ospiterà una manifestazione in Piazza Garibaldi per richiamare l’attenzione sul rispetto del diritto internazionale, partendo da una delle sue violazioni più gravi e controverse, il rapimento e la deportazione dei bambini nei conflitti armati.
L’iniziativa nasce nel contesto della guerra russo-ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, durante la quale migliaia di bambini ucraini sono stati allontanati dalle proprie famiglie e trasferiti forzatamente in altri territori. Alcuni di loro risultano lontani da casa da quasi quattro anni. Un fenomeno che, secondo gli organizzatori, non può essere letto come una questione geopolitica, ma come una violazione diretta delle convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia e sulla protezione dei civili in guerra.
La manifestazione si inserisce in un quadro più ampio, segnato da quella che viene definita una vera e propria “strage di diritto e di diritti” a livello globale. In un periodo storico in cui le regole del diritto internazionale vengono sempre più spesso ignorate o aggirate, l’iniziativa vuole rappresentare un richiamo collettivo alla responsabilità: senza il rispetto delle norme condivise, sostengono i promotori, non possono esistere né sicurezza né pace duratura.
Uno degli elementi centrali dell’appuntamento del 1° marzo è il suo carattere apertamente apartitico. L’obiettivo dichiarato è quello di unire, non dividere, portando in piazza cittadini, associazioni, rappresentanti istituzionali e forze politiche di orientamenti diversi, accomunati dalla difesa di principi considerati non negoziabili: i bambini non sono un bottino di guerra e il diritto internazionale deve essere rispettato sempre.
Gli organizzatori auspicano una partecipazione ampia e visibile, capace di riempire la piazza con simboli condivisi, come le bandiere ucraine ed europee. Non come segni di contrapposizione, ma come espressione di un’Europa dei diritti, fondata sulla tutela della persona e sul rispetto del diritto internazionale. Un’Europa che, secondo l’appello, dovrebbe rappresentare un punto di riferimento anche per quei Paesi che non fanno ancora parte dell’Unione, ma che ne condividono i valori fondamentali.
L’appuntamento è fissato per il primo marzo 2026, alle ore 18.00, in Piazza Garibaldi a Cagliari. Un invito lanciato da l’associazione Tonino Pascali – Sardegna Radicale e Gioventù Federalista Europea, Sezione di Cagliari, aperto a tutta la cittadinanza a partecipare, nel nome dei bambini rapiti e della difesa di quei diritti che tengono insieme le comunità umane prima ancora delle appartenenze politiche.








