I dati della crisi

25 Gennaio 2011

sciopero-fiom

In occasione dello sciopero generale del 28 gennaio indetto dalla Fiom, Mariano Carboni, segretario regionale dei metalmeccanici, ci ha inviato due interventi che illustrano le ragioni dello sciopero e la situazione occupativa in Sardegna. (red)

M. C.

I dati sull’occupazione in Sardegna al 31/12/2010 sono a dir poco sconcertanti. Gli occupati totali sono diminuiti, nel corso dell’ultimo anno, di circa 50.000 unità lavorative. Nel primo trimestre del 2009 avevamo 627.000 occupati, su un totale di1.600.000 abitanti. Nel primo trimestre del 2010 ne avevamo circa 580.000, il 7,5% in meno dell’intera forza lavoro complessiva. Un’enormità! Il trend del 2° semestre 2010 ha confermato l’andamento negativo. La disoccupazione è aumentata di tre punti percentuali attestandosi su valori superiori al 16%. Il tasso di occupazione è diminuito, nel solo 2009, ultimo dato disponibile, di quattro punti percentuali, passando dal 52% al 48,4%. La contrazione maggiore si è avuta nel settore industriale, soprattutto nel settore metalmeccanico. Si passa dal 21,7% del 2009  al 19,9% del 2010.  Questo vuol dire aver perso 9.000 posti di lavoro, molti dei quali metalmeccanici; lo ripeto, solo nell’anno 2010! Negli ultimi sei anni, dal 2003 al 2009, gli occupati del settore industriale sono diminuiti di sei punti percentuali, passando dal 25,8% del 2003 al 19,9% del 2009. Tutte le provincie sarde, nessuna esclusa, risentono della crisi. Nella provincia di Cagliari tantissime aziende dell’impiantistica e della manutenzione hanno attivato procedure di cassa integrazione. Emblematica è la situazione nelle zone industriali di Sarroch e Macchiareddu, dove quasi tutte le aziende d’appalto occupano complessivamente oltre 1.200 persone (la stragrande maggioranza metalmeccanici – in POLIMERI, in SARAS ed in SYNDIAL). Se non migliorano le condizioni economico finanziarie della SARAS, se non si definisce il nuovo accordo di patnership e  riprende a crescere il margine di raffinazione si corre il pericolo di subire il licenziamento di centinaia di lavoratori metalmeccanici. Se questo dovesse accadere, si avrebbe l’effetto domino su tante altre aziende dell’indotto, ubicate nella Provincia di Cagliari. La  situazione  del  settore degli appalti  Elettro – Telefonici è drammatica. Le aziende storiche più importanti a Cagliari e Provincia (Sirti – Mazzoni e Sielte) hanno richiesto la cassa integrazione ed aperto procedure di mobilità. Si corre il pericolo di subire il licenziamento di un centinaio di lavoratori metalmeccanici. Più in generale, la crisi del tessuto produttivo cagliaritano non ha risparmiato nessuno. In questi ultimi due anni abbiamo assistito all’estinzione di buona parte delle attività manifatturiere metal meccaniche; abbiamo subito una vera e propria desertificazione industriale. A Sassari e provincia,  il GRUPPO SAMER occupa 82 dipendenti totali, di cui 32 in cassa integrazione in deroga. La SICES ha aperto la procedura di cassa integrazione straordinaria che coinvolgerà 40 dei 60 dipendenti occupati. La SUN CAR occupa 18 dipendenti totali, di cui 15 in cassa integrazione ordinaria. La TEAM ha aperto una cassa integrazione ordinaria per il 50% del personale occupato. La AUTO IN occupa 11 dipendenti di cui 4 in cassa integrazione ordinaria. La AUTO PIU’ occupa 9 dipendenti di cui 2 in cassa integrazione ordinaria. La TORRES AUTO ne occupa 9 di cui 4 in cassa integrazione in deroga. La SACAR occupa 12 dipendenti di cui 9 in cassa integrazione in deroga. La ALPES occupa 17 dipendenti di cui 13 in cassa integrazione in deroga. La AUTO A occupa 40 dipendenti di cui 9 in cassa integrazione in deroga. Tutte le aziende metalmeccaniche, dell’impiantistica e della manutenzione, subiscono i riflessi negativi dell’incertezza presente nelle grandi committenze chimiche.  A Nuoro e provincia, il fallimento di IDEAMOTORE rischia di produrre la collocazione definitiva in mobilità dei 77 dipendenti occupati. La Comater ha messo in cassa integrazione straordinaria tutti i 25 dipendenti occupati. In OMMEIPA dei 20 dipendenti occupati, 5 sono a lavoro, 15 sono in cassa integrazione. I 35 dipendenti della CFM SARDEGNA beneficiano della cassa integrazione straordinaria. La MAZZONI di Nuoro occupa 19 dipendenti totali, tutti collocati in cassa integrazione straordinaria. Situazioni analoghe si hanno nella ILDOCAT, nella SIRTI, nella FIAL, nella MEC che ha collocato tutti i dipendenti in cassa integrazione straordinaria. Ad Oristano e provincia continua la crisi della  COMPAU: dei 136 dipendenti, storicamente occupati, prevalentemente donne, 112 sono state collocate in mobilità, mentre la parte restante è interessata da una cassa integrazione a rotazione. L’azienda garantisce attività produttiva per circa 10 dipendenti, il resto è in Cigs. Sono state chiuse per fallimento la RUBINETTERIA SARDA, azienda prevalentemente femminile, che occupava 44 dipendenti e la MD, altra azienda prevalentemente femminile, che occupava circa 28 dipendenti. La CVF ed ENERGY COOL, due aziende riconducibili al Gruppo Clivati, occupavano 60 dipendenti totali. Di questi 60 dipendenti, 46 sono stati licenziati, tutti gli iscritti alla Cgil, mentre la parte restante è stata trasferita ad Ottana. La Cgil ha richiesto l’intervento della magistratura per verificare la correttezza del comportamento del management aziendale, sia nella fase di produzione, sia nella fase di dismissione e di bonifica. La CAVI SERVICE, azienda nata sulle ceneri della ex CAVI, ha richiesto la cassa integrazione in deroga, per evitare il licenziamento di circa 22 dipendenti. Tante aziende metalmeccaniche artigiane, ubicate nell’oristanese, hanno richiesto la cigs in deroga, prova ne è il fatto che, nell’ultimo trimestre, sono stati sottoscritti 15 accordi che hanno scongiurato il licenziamento di circa 80 lavoratori metalmeccanici. Nel Medio Campidano continua ad essere molto preoccupante la situazione della KELLER ELETTROMECCANICA, azienda metalmeccanica che occupa 310 dipendenti, di cui il 90% in cassa integrazione straordinaria per crisi. Ai 310 dipendenti diretti vanno sommati i 60 dipendenti delle aziende d’appalto, anch’essi collocati in cassa integrazione.  La PORTOVESME SRL occupa 54 dipendenti, di cui 27 in cassa integrazione e la probabile collocazione in mobilità di 10 lavoratori, a partire dal 01 gennaio 2011. Ai 54 dipendenti diretti vanno sommati 56 lavoratori delle aziende d’appalto, quasi tutti in regime di cassa integrazione straordinaria. La UNICOSMO occupa 36 dipendenti totali, di cui 15 collocati in mobilità, a partire dal 01 gennaio 2011. EUROCARROZZERIA occupa 21 dipendenti totali, tutti collocati in cassa integrazione in deroga. La MCM occupa 15 dipendenti totali, tutti collocati in cassa integrazione in deroga. La GIPIEMME occupa 16 dipendenti totali di cui 12 in cassa integrazione straordinaria. Nel Sulcis, persiste il grave problema dell’EURALLUMINA, dove lavorano 320 lavoratori metalmeccanici indiretti, di cui 310 in cassa integrazione straordinaria. Nella PORTOVESME SRL lavorano 500 metalmeccanici indiretti, di cui 200 in cassa integrazione straordinaria. La ex ILA occupava 166 lavoratori diretti e 34 lavoratori indiretti, tutti beneficiari della cassa integrazione straordinaria, post fallimento. Nella ex SARDAL lavoravano 43 dipendenti totali, di cui 28 diretti collocati in cassa integrazione straordinaria e 15 indiretti collocati in mobilità. Nella ROCKWOOL lavoravano circa 70 dipendenti metalmeccanici indiretti che, a causa della dismissione delle attività, sono stati tutti licenziati. La situazione di difficoltà delle varie committenti sulcitane produce ripercussioni negative sulle officine dell’indotto. In queste officine lavorano circa 300 dipendenti metalmeccanici, di cui 150 beneficiari delle varie forme di cassa integrazione. In Ogliastra  l’indotto, dell’INTERMARE SARDA, ha subito una notevolissima contrazione. Nel 2007 – 2008 lavoravano circa 950 persone, buona parte metalmeccanici, nel 2010 hanno operato, mediamente, circa 500 dipendenti. Intere aziende metalmeccaniche hanno perso il loro unico appalto e licenziato i dipendenti, mentre altre aziende storiche hanno subito la contrazione dell’attività nella misura del 50%. La SOLTECNA, azienda che opera nel settore del fotovoltaico, ha deciso di chiudere e collocare in mobilità i 15 dipendenti occupati. Quest’elenco, solo parziale, dimostra la difficoltà di migliaia di lavoratori metalmeccanici. Ovunque registriamo disoccupati e cassintegrati. Negli ultimi 2 anni la Fiom ha sottoscritto decine di accordi di cassa ordinaria, di cassa straordinaria per crisi, di cassa straordinaria per ristrutturazione e di cassa straordinaria in deroga. Oltre 700 aziende sarde hanno chiesto di poter utilizzare la Cassa Straordinaria in Deroga. In queste aziende, circa 13.000 dipendenti stanno beneficiando della Cassa in Deroga, molti dei quali sono metalmeccanici.

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