Il metanodotto per Portovesme è un’opera anacronistica

12 Luglio 2026

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Italia Nostra Sardegna ha depositato oggi un formale atto di osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per chiedere la sospensione o il rigetto della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA relativa alla “Derivazione per Portovesme e Allacciamento Eurallumina”, parte del più ampio progetto di metanizzazione della Sardegna.

Nel documento l’associazione contesta l’infrastruttura sotto molteplici profili, a partire dalla prematurità della procedura, avviata mentre è ancora in corso la consultazione pubblica indetta da ARERA (Documento 135/2026/gas), i cui esiti potrebbero ridimensionare o persino escludere la necessità dell’opera. Allo stesso modo, il metanodotto viene valutato separatamente dalla nave rigassificatrice (FSRU) a cui è funzionalmente legato, violando il principio – sancito dal Consiglio di Stato – che impone una valutazione integrata degli impatti cumulativi.

Il quadro normativo di riferimento, inoltre, è radicalmente mutato: il DPCM 10 settembre 2025, che giustificava l’infrastruttura come ponte per l’abbandono del carbone entro il 2028, è stato superato dal “decreto bollette” (D.L. 21/2026), che proroga l’uso del carbone fino al 2038, facendo venire meno ogni urgenza. La stessa Terna ha escluso la necessità del gas per la sicurezza elettrica della Sardegna nel medio periodo. A ciò si aggiunge il profilo economico: per il solo tratto Centro-Sud, l’investimento ammonta a circa 540 milioni di euro, ma quasi tutta la domanda di gas prevista è destinata alla raffineria Eurallumina di Portovesme, inattiva dal 2009. “Subordinare un’infrastruttura pubblica da mezzo miliardo al fabbisogno di un impianto chiuso da 17 anni è rischioso e ingiustificato”.

Italia Nostra richiama inoltre le posizioni contrarie già espresse dal Comune di Villacidro, dalla Presidente della Regione Sardegna e da diverse associazioni, e ribadisce che l’“opzione zero” non è una rinuncia, ma una strategia concretamente percorribile basata su diverse fonti di energia, efficienza e risparmio energetico e una nuova politica industriale che supporti attività a basso consumo energetico, come sostenuto da validi studi tecnici. Per tutte queste ragioni, l’associazione ha chiesto al Ministero dell’Ambiente di rigettare o sospendere la procedura di VIA per la derivazione Portovesme-Eurallumina, rinviando ogni decisione agli esiti della consultazione ARERA e attivando una valutazione integrata e aggiornata che consideri le alternative compatibili con gli obiettivi europei di neutralità climatica.

5 Commenti a “Il metanodotto per Portovesme è un’opera anacronistica”

  1. Oscar Sandro Emanuel Ortu scrive:

    Buongiorno,non conosco bene il progetto,ma sicuramente da inquadrarsi come grande opere di pubblica utilità, considerando il fatto che sia pure già stata finanziata a livello europeo,come tutte le grandi opere avrà molteplici utilità con ricaduta diretta sul tessuto sociale già di per sé molto debole e sul territorio incapace, anche consorziandosi di realizzarla…. D’altro canto meglio che questi soldi vengano spesi bene anziché..deviati in altre regioni o rubati,…

  2. Oscar Sandro Emanuel Ortu scrive:

    Buongiorno,non conosco bene il progetto,ma sicuramente da inquadrarsi come grande opere di pubblica utilità, considerando il fatto che sia pure già stata finanziata a livello europeo,come tutte le grandi opere avrà molteplici utilità con ricaduta diretta sul tessuto sociale già di per sé molto debole e sul territorio incapace, anche consorziandosi di realizzarla…. D’altro canto meglio che questi soldi vengano spesi bene anziché..deviati in altre regioni o rubati,…come tutte le strade..prima si fanno e poi si utilizzano.. e qualcuno le percorre..ma se non si fanno.. nessuno le può utilizzare ed i soldi 💸 vanno via…

  3. Rinaldo Sorgenti scrive:

    Davvero un’assurdità.
    A Portovesme esistono due Centrali a Carbone, una a letto fluido, che sono a poche centinaia di metri da Eurallumina.
    Quindi, se il metanodotto dovesse essere concepito SOLO per servire quell’impi9anto (fermo da 17 anni (!), sarebbe davvero un’assurdità.
    Facciamo marciare quelle Centrali in continuo ed i costi sarebbero certo minori proprio per l’attività produttiva industriale.
    Certo, per fare questo occorre superare l’assurda speculazione che demonizza la CO2. Niente di più ideologico e speculativo, che sta mettendo in ginocchio le attività produttive in UE.

  4. Rinaldo Sorgenti scrive:

    Per chi volesse approfondire l’argomento: produzione elettrica davvero sostenibile e ragionevole, suggerisco la lettura del saggio: “Il combustibile democratico” – Editore Bietti Milano – disponibile nella maggiori librerie ed anche su Amazon.

  5. Sebastiano Toschi Pilo scrive:

    Ciò che ancora gran parte della politica sarda non comprende, o forse non vuole raccontare, è che la questione non è “metano sì” o “metano no”. La vera sfida è dotare la Sardegna di un’infrastruttura energetica capace di accompagnare la transizione dei prossimi decenni.

    Definire la dorsale un’opera anacronistica significa guardare al passato invece che al futuro. Le reti gas moderne non trasportano solo metano: sono progettate per distribuire progressivamente biometano, metano sintetico e idrogeno. La Sardegna è già oggi un laboratorio internazionale. Le microreti di Medea-Italgas stanno dimostrando concretamente la distribuzione dell’energia del futuro, con l’immissione di idrogeno verde miscelato al gas naturale e l’utilizzo del biometano prodotto nell’isola.

    Queste non sono ipotesi, ma risultati già ottenuti grazie a investimenti in digitalizzazione, sicurezza e innovazione che rendono la rete sarda una delle più moderne d’Europa. La dorsale rappresenta il tassello mancante per collegare questo patrimonio tecnologico, aumentare la resilienza del sistema, ridurre i costi logistici, garantire sicurezza energetica e offrire nuove opportunità di sviluppo industriale.

    Le infrastrutture energetiche si progettano con una visione di 30-50 anni, non in funzione delle esigenze di oggi. Se vogliamo che la Sardegna sia protagonista della transizione energetica e non spettatrice, dobbiamo avere il coraggio di realizzare oggi le infrastrutture che serviranno alle future generazioni.

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