Una minaccia sul Molentargius: lo sfregio ambientale della Cabina Primaria “Quartu Sud”
12 Luglio 2026
[Rita Atzeri]
La realizzazione della nuova Cabina Primaria “Quartu Sud”, infrastruttura funzionale al progetto nazionale Tyrrhenian Link promosso da Terna, rappresenta una delle trasformazioni territoriali più rilevanti attualmente previste nell’area metropolitana di Cagliari.
L’intervento interesserà un’area situata all’ingresso del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline e ha richiesto una specifica variante al Piano Urbanistico Comunale di Quartu Sant’Elena, al fine di rendere urbanisticamente compatibile la destinazione dell’area con la nuova infrastruttura.
Come emerge dalla documentazione amministrativa, il procedimento ha coinvolto i diversi enti competenti chiamati a esprimere i rispettivi pareri tecnici. L’iter si è concluso, sotto il profilo ambientale, con la Determinazione n. 4489 del 28 novembre 2024 della Città Metropolitana di Cagliari, che ha disposto la non assoggettabilità della variante alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), ritenendo l’intervento compatibile con il quadro pianificatorio vigente e dunque non impattante sul piano ambientale.
Proprio questo passaggio rappresenta oggi uno dei principali elementi di discussione tra cittadini, associazioni e comitati territoriali, che evidenziano come un’opera di tale impatto avrebbe richiesto un percorso di confronto pubblico più ampio e una valutazione complessiva degli effetti sul territorio.
La transizione energetica nazionale non può e non deve trasformarsi in un cieco colonialismo infrastrutturale a danno dei territori più fragili. La costruzione della nuova Cabina Primaria “Quartu Sud” nell’agro di Quartu Sant’Elena, opera strategica e propedeutica alla colossale rete del Tyrrhenian Link di Terna, rappresenta un preoccupante paradosso: generare energia pulita soffocando la biodiversità locale. Il posizionamento di questa mastodontica infrastruttura elettrica, situata proprio a ridosso dell’ingresso del Parco Naturale Regionale di Molentargius-Saline, sta sollevando durissime polemiche e proteste da parte di cittadini e comitati ecologisti.
L’impatto ecologico dell’opera solleva forti criticità su diversi fronti ambientali:
Il Parco di Molentargius è un ecosistema umido di valore internazionale (tutelato dalla Convenzione di Ramsar), celebre in tutta Europa per la nidificazione dei fenicotteri rosa e di decine di altre specie protette. L’introduzione di una stazione elettrica ad alta tensione altera il delicato equilibrio faunistico, allontanando specie aviarie estremamente sensibili ai rumori di fondo e ai campi magnetici.
I cantieri legati alle connessioni della cabina primaria si inseriscono in contesti rurali e costieri già fortemente provati, come l’area litoranea e la zona di Terra Mala.
Le colate di cemento e gli scavi per i raccordi “entra-esce” della linea elettrica rischiano di compromettere i delicati deflussi idrici superficiali che alimentano direttamente i bacini salmastri del parco.
Le proteste sollevate dai comitati sardi pongono un interrogativo etico fondamentale: è accettabile sacrificare santuari naturalistici in nome di un’opera di interconnessione nazionale? Sebbene i documenti di Terna parlino di rispetto dell’ambiente e iter autorizzativi (inclusa la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale – V.Inc.A.), la realtà sul campo racconta di un territorio militarizzato, stravolto dai semafori mobili, dal traffico e dalle ruspe a due passi dalle aree protette.
La Cabina Primaria “Quartu Sud” rischia di rimanere alla storia non come un monumento alla sostenibilità, ma come l’ennesimo esempio di archeologia industriale precoce, calata dall’alto a spese della natura e della volontà dei sardi.
La vicenda della Cabina Primaria “Quartu Sud” si inserisce nel più ampio dibattito sulle modalità con cui vengono pianificate e autorizzate le grandi opere strategiche, ponendo al centro il tema della partecipazione democratica delle comunità locali alle trasformazioni che interessano il proprio territorio.
Per questa ragione il Comitato e le realtà civiche coinvolte ritengono necessario mantenere alta l’attenzione pubblica sull’intero procedimento amministrativo, affinché le future decisioni possano svolgersi nella massima trasparenza e con un reale coinvolgimento dei cittadini.







