In ricordo di Giuseppe Zuddas
23 Agosto 2026
[Marco Sini]
Ai primi di agosto del 1936 partono verso la Spagna i primi volontari internazionalisti che vi si recano per difendere in armi il legittimo governo della Repubblica attaccato dai falangisti fascisti del generale Franco.
I primi a partire sono un gruppo di antifascisti italiani di circa 150 uomini di Giustizia e Libertà, i più numerosi, socialisti, repubblicani e anche anarchici del Comitato Pro-Spagna, tutti e esuli politici a Parigi. E’ la “Colonna Rosselli” guidata da Carlo Rosselli, e con Giuseppe Zuddas, braccio destro di Rosselli e Capo Gruppo della spedizione che parte da Parigi il 13 agosto.
Appena arrivati a Barcellona il 17a agosto la Colonna Rosselli forma una Brigata militare con un gruppo di anarchici e socialisti spagnoli del CNT: è la “Ascaso-Rosselli” che in quei giorni incomincia a combatte contro i franchisti in Aragona.
Il 28 agosto nel corso di uno dei primi combattimenti con i falangisti di Franco, nella trincea di Huesca, sul Monte Pelato a Vicién, muore Giuseppe Zuddas, e con lui muore anche l’anarchico nuorese Pompeo Franchi e altri 6 italiani.
Ma chi era Giuseppe Zuddas? E perché ne onoriamo la memoria?
Peppino Zuddas era nato a Monserrato nel 1898, ha combattuto non ancora ventenne nella “Grande guerra” come artigliere ed è stato un sardista dal 17 aprile del 1921 al 28 agosto del 1936, quando è caduto con la tessera del P.S.d’Az. in tasca.
Si anche Peppino Zuddas è stato partecipe della fondazione del PSd’Az a Oristano e deve essere additato come esempio alle nuove generazioni perché ha fatto parte di quella schiera di giovani soldati sardi reduci dalla “grande guerra”, che partecipano alla nascita del movimento dei combattenti e del primo sardismo.
All’inizio del 1922, a 24 anni, è eletto Segretario regionale della Gioventù Sardista. Fin dai primi anni ’20 si oppose fermamente al sorgente fascismo ed è stato un organizzatore delle “Camicie Grigie” e dei “contadini sardisti”, per usare una definizione che diede di lui Emilio Lussu.
E’ con Lussu a Monserrato quella domenica 10 settembre del 1922, nell’episodio di reazione dei giovani sardisti monserratini alle provocazioni degli squadristi fascisti venuti da Cagliari e da Pirri, mirabilmente raccontato da Lussu nella prima parte di “Marcia su Roma e dintorni”.
Le elezioni politiche del 6 aprile del 1924, che hanno visto il listone fascista trionfare dappertutto, registrano a Monserrato, il suo paese, la vittoria schiacciante del P.S.d’Az. Anche se solo un mese dopo, il sindaco sardista Francesco Sarigu viene revocato e il Comune commissariato dal Prefetto Gandolfo.
Dopo il passaggio al fascio di pezzi importanti di dirigenti sardisti e di progressiva compressione delle libertà fondamentali, quando l’aria diventa irrespirabile per lui, sia sul piano politico che per la sua sicurezza personale, nell’autunno del 1924 prende la via dell’esilio verso la Francia, a Parigi, e da qui spenderà la sua vita come antifascista militante e per la libertà dei popoli.
Nell’agosto del 1929 Zuddas a Parigi è partecipe della costituzione di Giustizia e Libertà e diventa uno stretto collaboratore di Emilio Lussu che lo invia clandestinamente in Sardegna per tenere i contatti con i dirigenti sardisti. E’ lui che fa da anello di collegamento e nell’autunno di quell’anno viene clandestinamente in Sardegna latore del messaggio-proposta di Emilio Lussu ai dirigenti sardisti rimasti in Sardegna per “ottenerne l’adesione a Giustizia e Libertà”.
Zuddas verrà clandestinamente in Sardegna altre volte per conto di Lussu nel 1930 e 1933 e anche se sbrigativamente nella scheda e nei rapporti dell’OVRA è indicato come “pericoloso comunista” sarà sempre un sardista coerente.
Zuddas è stato un antifascista internazionalista che va in Spagna a combattere in difesa della Repubblica spagnola col nome di battaglia “Resy”. Con lui in Spagna combatteranno nelle Brigate internazionali circa 300 sardi (è il numero dei cognomi sardi rilevato dal Prof. Brigaglia dagli archivi). Purtroppo, come detto, Zuddas fu uno dei primi a cadere in combattimento, all’età di 38 anni, il 28 agosto del 1936 in una trincea sul “Monte pelato”, che come ho avuto modo di constatare nell’aprile del 2014 quando sono stato con una delegazione di Monserrato in quei luoghi, è una piccola collinetta vicino al piccolo comune di Vicién, a pochi chilometri da Huesca, capitale provinciale dell’Aragona.
Nella battaglia del “Monte pelato” oltre a Zuddas e Franchi c’era anche un altro sardo, l’anarchico Tomaso Serra. La morte di Zuddas e degli altri italiani, avvenuta in pratica nella fase iniziale dei combattimenti strutturati tra esercito franchista e volontari internazionalisti, destò molta impressione negli ambienti dell’antifascismo italiano all’estero ed ebbe grande risonanza sulla stampa. Augusto Monti scrisse un lungo affettuoso articolo commemorativo dal titolo “Resy” sul settimanale “Giustizia e Libertà” del 4 settembre del 1936 che si stampava a Parigi.
Nell’articolo Monti racconta di Zuddas, ne descrive le caratteristiche come uomo taciturno e che non ama scherzare. Come uno che diceva poche parole “piene di buonsenso” e che erano “come se fossero state pesate come una bilancia, tanto erano sensate e misurate”. Aggiunge che “era un uomo d’azione” e ricorda del sodalizio che ebbe con lui anche nei preparativi della partenza per la Spagna. Descrive infine le fasi della battaglia del Monte pelato e della morte di Zuddas. Ultima annotazione: “in una tasca dei pantaloni di Peppino Zuddas fu trovata la tessera del Partito Sardo d’Azione”.
Monti chiude l’articolo di G.L. con un passaggio che sembra rivolto alla memoria da preservare: “Resy! Il tuo corpo riposa nel cimitero di Vicién, ma la tua memoria è rimasta qui con noi come esempio magnifico di eroismo e di fede, come sprone a continuare la battaglia”. Nell’aprile del 2014 con una delegazione di Monserrato, in rappresentanza del Comune e dell’ANPI, abbiamo visitato quei luoghi e quel cimitero, ospiti dell’Associazione dei repubblicani spagnoli. Oltre a Zuddas e Franchi ho rilevato dagli archivi AICVAS almeno altri 24 sardi delle Brigate internazionali caduti in combattimento.
Emilio Lussu, dopo il lungo ricovero in Svizzera, torna a Parigi nel 1938 e onora la memoria di due suoi cari amici: partecipa al funerale di Carlo Rosselli e del fratello Nello, uccisi da sicari fascisti francesi per conto di Ciano, e rende visita a Emilia Ruella, vedova di Peppino Zuddas
Lussu, nel luglio del 1944, appena rientrato in Sardegna dopo gli anni dall’esilio all’estero e a Roma, viene a Monserrato e fa visita alla madre di Peppino e in un suo scritto accomuna il sacrificio di Zuddas caduto sul Monte Pelato nel 1936 a quello del cagliaritano Silvio Mastio, caduto in Venezuela nel 1931, come “espressioni dell’impegno internazionalista dei sardi e dei sardisti per la libertà dei popoli”.
Nel 1944 la Giunta comunale di Cagliari espressione della concentrazione antifascista e del CLN, guidata da Cesare Pintus e in cui siedono due assessori monserratini, l’avv. Enrico Nonnoi in rappresentanza del Pd’Az e Antonino Picciau in rappresentanza del PSd’Az, delibera di intitolare a Giuseppe Zuddas una delle vie più importanti di Monserrato.
A Zuddas avevano reso memoria i suoi compagni di Monserrato intitolandogli la locale sezione del neonato PSIUP nel gennaio 1964. Di quella Sezione a lui intitolata sono stato il giovanissimo segretario negli anni 1971 e 72 e, avendo conosciuto e avuto relazione con diversi vecchi compagni della generazione di Giuseppe Zuddas che lo avevano conosciuto, in me resta il rammarico di non aver colto quel momento e quelle conoscenze per chiedere più informazioni e dettagli che oggi mi sarebbero stati utili per costruire un profilo biografico su di lui più completo e documentato.
Di Giuseppe Zuddas in Spagna tratta ampiamente Francesco Manconi in un apposito capitolo “Gli antifascisti sardi nella guerra di Spagna” contenuto nel libro curato dal Prof. Manlio Brigaglia “L’Antifascismo in Sardegna” – vol. 2.
A Zuddas ha reso memoria nel 1990 l’artista monserratino Gianni Argiolas, che ha collocato la sua immagine, accanto a quella di Emilio Lussu, in un grande dipinto che ricorda un episodio dell’antifascismo monserratino avvenuto il 10 settembre del 1922, che lo vide tra i protagonisti.
Di Zuddas ha scritto Gianfranco Murtas, studioso di sardismo e di tanto altro, quando nel 2011 fa riferimento “alla militanza nell’esercito repubblicano in Spagna fino al sacrificio della vita (gloria di Giuseppe Zuddas nell’episodio di Monte Pelato)”.
Infine, più di recente a Giuseppe Zuddas è dedicato il Film-documento “Zuddas” di Valeria Patané che ha fatto ricerche d’archivio a Madrid, e il mio libro biografico “Giuseppe Zuddas- Sardista, Antifascista, Internazionalista”. CUEC.
Ricorderemo Giuseppe Zuddas nel 90° anniversario della morte in una iniziativa promossa dalla Sezione ANPI a Monserrato giovedì 27 agosto alle ore 19.30 presso l’Associazione Culturale Pauly aps. in Via del Redentore 216.








