Sardegna, chiesta la sospensione della caccia per le eccezionali condizioni climatiche negative per la fauna selvatica

24 Agosto 2026

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In Sardegna, com’era ampiamente previsto (Sardegna Foreste, Arriva l’estate: le sfide della gestione forestale in Sardegna, 3 giugno 2026), l’estate 2026 è stata ed è tuttora afflitta da ripetute ondate di calore con temperature superiori alle medie stagionali di 4-5 gradi.

In particolare, “… Dal 14 luglio, la Sardegna è interessata dall’ondata di calore più intensa di questa stagione estiva, causata da una risalita d’aria calda proveniente dal deserto algerino.
Complessivamente, i dati rilevati dai 308 sensori della rete meteorologica di ARPAS hanno evidenziato un fenomeno diffuso su tutto il territorio regionale, con temperature massime superiori a 40°C in 233 stazioni (il 75% della rete), e superiori ai 45°C in 53 stazioni (il 17% della rete).

… Accanto alle temperature reali estreme, l’effetto combinato con l’alto tasso di umidità relativa ha determinato condizioni di severo disagio per la popolazione.” (ARPAS, Ondata di calore eccezionale in Sardegna: sfiorati i 48°C);

Addirittura, “il Dipartimento Meteoclimatico di Arpa Sardegna, con il supporto di Siap-Micros, ha validato la temperatura massima di 48,4 gradi, registrata nel Comune di Orani il 19 luglio 2026” (vds. La Nuova Sardegna, Caldo estremo, superata sull’isola la temperatura massima mai registrata: ecco a chi va il record assoluto, 20 agosto 2026).

E’ del tutto evidente che tali eccezionali ed estreme condizioni climatiche persistenti sull’intera Isola hanno avuto effetto negativo non soltanto sulla popolazione umana, ma anche sulla fauna selvatica – che non può nemmeno usufruire di condizionatori o ventilatori – con pesanti conseguenze sulla stessa sopravvivenza delle specie faunistiche.

Pertanto, le associazioni ambientaliste Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) e Lega per l’Abolizione della Caccia – Sardegna hanno chiesto all’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente l’adozione di un provvedimento di sospensione della stagione venatoria 2026-2027, così come previsto dalla normativa vigente (artt. 19 della legge n. 157/1992 e s.m.i. e 51 della legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i.).

Al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stata chiesta, in caso di inattività regionale, l’adozione di specifica ordinanza per evitare “un grave danno ecologico” ai danni della fauna selvatica isolana (art. 8, comma 3, della legge n. 349/1986 e s.m.i.).

Sono stati coinvolti, per opportuna informazione, la Commissione europea, l’ISPRA, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. La fauna selvatica sarda dev’essere salvaguardata in un momento di così grave crisi climatica e la caccia causerebbe effetti deleteri su popolazioni faunistiche già pesantemente provate.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) e Lega per l’Abolizione della Caccia – Sardegna

7 Commenti a “Sardegna, chiesta la sospensione della caccia per le eccezionali condizioni climatiche negative per la fauna selvatica”

  1. Stefano cois scrive:

    Salve penso che la democrazia stia mancando, comunque una azione del genere lo stato, deve, rimborsare totti i costi,che i cacciatori hanno elargito per l’annata venatoria ,senza tempi morti.

  2. Antonello Secci scrive:

    leggo il commento di Stefano del 24 agosto e per capirci meglio, non voglio colpevolizzare la categoria dei cacciatori, quanto ribadire il concetto che in questa situazione di caldo estremo, soffriamo tanto noi, ma la fauna selvatica certamente di più. Sarebbe bastato un atto di buona volontà da parte dei rappresentanti delle associazioni venatorie presenti in comitato e chiedere una sospensione che, personalmente ritengo doverosa e responsabile. Sono del parere che il prelievo debba essere commisurato alla reale consistenza faunistica. E invece si è votato in Comitato (che ha deliberato sul calendario) senza nemmeno attendere i censimenti estivi della nobile stanziale, che ci avrebbero dato un elemento concreto per eventuali prelievi.

  3. Nico Mele scrive:

    Da cacciatore vi dico che neanche i cani possono affrontare le uscite con questo caldo, rischiano il collasso come noi!!!riportate il calendario venatorio come ai vecchi tempi!!

  4. Sandro Melis scrive:

    Più’ che giusto , il minimo che si potesse fare per la salvaguardia della fauna selvatica nonché’ dell’ anbiente territoriale !

  5. Sandro Melis scrive:

    Il minimo che si potesse fare per la salvaguardia di fauna e ambiente del territorio regionale !

  6. Tullio Falchi scrive:

    Scusate visto che questo caldo dura da circa 2 mesi
    come mai soltanto adesso viene chiesta la
    sospensione del calendario a pochi giornil
    dall” apertdopo aver già pagato le
    relatTive tasse .
    Come al solito presi in giro per l’ennesima volta.

  7. Alessandro Moi scrive:

    Concordo pienamente da cacciatore per la sospensione della caccia per le condizioni climatiche che stanno causando siccità e moria di tante specie selvatiche.
    E da incoscienti andare a caccia in queste condizioni meglio rinviare apertura cinghiale a novembre se tutto migliora altrimenti a dicembre

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