La disastrosa sconfitta

16 Maggio 2008

Comitato Sulcis Iglesiente

Il Comitato Politico Federale del Sulcis-Iglesiente, riunito in data odierna, considera le disastrosa sconfitta elettorale il fallimento di una proposta politica e di una strategia perseguita rovinosamente dal gruppo dirigente. Le scelte assunte da pochi senza alcuna consultazione e conforto, ne degli organismi di direzione preposti e tanto meno dell’insieme del corpo del partito, è stato elemento determinante (certo non l’unico) a vedere, per la prima volta nella sua storia, un parlamento senza alcuna nostra rappresentanza, e purtroppo senza alcuna delle forze della sinistra sia comunista che socialista o ambientalista. La sconfitta subita è storica, non ha attenuanti. Dimostra in maniera inequivocabile l’infondatezza dell’analisi che abbiamo della società italiana. L’incapacità del partito ad ascoltare e rappresentare le necessità ed i bisogni del proprio blocco sociale di riferimento. In questi ultimi anni si è costruito un partito autoreferenziale che ha parlato solo a se stesso e non è riuscito a comunicare con il suo popolo. La situazione in cui ci troviamo oggi è, senza mezzi termini, catastrofica. Trovandoci fuori dal parlamento la nostra agibilità politica e visibilità è prossima allo zero, specialmente in una situazione di gravissimo arretramento organizzativo del partito, il cui radicamento non è più quello di dieci anni fa. E non lo è più anche perché è stato volutamente trascurato, considerandolo quasi una zavorra, puntando tutto, di volta in volta, sull’internità ai movimenti o sulla nostra presenza istituzionale. La nostra federazione non sfugge a questo giudizio. Il Comitato Federale non si riunisce da mesi, da settembre del 2007, intanto è cambiata la Sardegna, l’Italia e il mondo. Qui da noi, in particolare, le ultime riunioni dell’organismo federale sono state fatte solo ed esclusivamente per discutere e dividerci sugli assetti istituzionali, non dando spazio al dibattito politico ed al confronto democratico. Non possiamo altresì esimerci nel denunciare l’atteggiamento antidemocratico del segretario di federazione, il quale ha contribuito pesantemente all’attuale sfascio negando, in maniera del tutto arbitraria, ad interi circoli le tessere per l’iscrizione delle compagne e dei compagni al partito (siamo passati da 725 iscritti nel 2006 agli attuali 321 del 2007) , dopo aver negato le iscrizioni oggi pretende di epurare gli organismi dirigenti da coloro che dissentono dalla sua linea e dalla sua pratica di gestione (ma le purghe staliniane non erano finite con l’evento di Krusciov?). Questo modo di gestire il partito non è più tollerabile!
E’ necessaria una brusca inversione di tendenza! Dobbiamo ricostruire un partito che sia il motore e la spinta dell’opposizione sociale al governo delle destre. Per far questo dobbiamo ripartire da noi da Rifondazione Comunista, dalla nostra identità politica e culturale, riprendere il percorso che nel 1991 ha dato vita al PRC, ma allo stesso tempo attuare, non solo a parole, le innovazioni politiche e di pensiero che il grande movimento di massa nato nel luglio del 2001 a Genova ci ha consegnato. Certo il progetto della Sinistra Arcobaleno è finito, ma non per questo possiamo costruire da soli l’opposizione al governo Berlusconi, questa per essere efficace, e gettare nuove basi per il cambiamento, necessita di una vera unità, quella possibile sui contenuti, di ciò che rimane delle forze della sinistra, dei movimenti e delle associazioni che sono tutt’ora in campo con l’insieme dello schieramento democratico. Il prossimo congresso di luglio deve servire a questo, a ricostruire una forza, un partito e una comunità, che con umiltà ascolti le ragioni del proprio popolo e se ne faccia interprete; che sia radicata nel territorio, nei luoghi di lavoro, di studio e nell’insieme della società. Abbiamo bisogno di un congresso aperto, trasparente e vero, che permetta la libera espressione di tutte le compagne e i compagni che vogliono esserne parte e portare il proprio contributo. Ma condizione necessaria per un congresso pienamente democratico sono (anche e non solo) il ricambio urgente dell’attuale gruppo dirigente della federazione, segretario, tesoriere e segreteria, con la quale con l’approvazione di questo documento vengono dimessi per procedere alla nomina di un nuovo gruppo dirigente che faccia del rispetto delle regole, della democrazia, della partecipazione e condivisione delle scelte, il proprio agire politico.

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