Una lista di sinistra a Nuoro

16 Gennaio 2020
[Graziano Pintori]

La corsa della campagna elettorale per la conquista del palazzo comunale di Nuoro è stata avviata, al primo blocco di partenza si è presentato il movimento “Nuoro 20 -25”. Nella cornice della biblioteca “S. Satta” il movimento non ha tradito la consuetudine che contraddistingue questo genere di cerimonia, cioè presentarsi ai cittadini elettori con un “pacchetto” già confezionato, composto dal candidato Sindaco, lista candidati e, seppure non menzionati, futuri eventuali assessori. Infatti, pur riconoscendo l’impegno profuso per organizzare un’assemblea ben riuscita, bisogna sottolineare che sul modus operandi non c’è stato nulla di straordinario rispetto a “su connottu”. Voglio dire che nel movimento “Nuoro 20 – 25” risalta non tanto la varietà delle adesioni, cosa naturale in simili contesti, ma il modo di esordire replicando, appunto, “su connottu”, cioè l’anteprima dei nomi piuttosto che l’inizio di un dialogo franco e costruttivo con i cittadini elettori tramite i tavoli tematici, peraltro proposti dallo stesso movimento. Un metodo innovativo, almeno per Nuoro, quello dei tavoli tematici, utile per costruire programmi politici condivisi, ai quali non verrebbe negato il consenso necessario se si curasse con intelligenza e lungimiranza il potenziale umano, culturale, sociale e economico che alligna nel cuore del capoluogo barbaricino. A mio parere, anziché precipitarsi nella presentazione di liste di candidati, sarebbe stato più opportuno organizzare e analizzare dibattiti collettivi, per estrapolare dalla viva voce dei cittadini le loro aspettative secondo il loro sentire. Evitando, in questo modo, una certa prassi in cui si è costretti ad ascoltare tanti “pappagalli”, poco convinti, che ripetono con ostentazione ciò che altri hanno costruito in loro vece. Il sottoscritto, in quanto cittadino–elettore, constata che l’esordiente movimento, tra luci, ombre e chiaroscuri, è composto da ex PD, condito da ex SEL, Rossomori e associazionismo che non guasta mai, con l’aggiunta di una buona dose di astio nei confronti della nomenklatura cittadina del piddì. Infatti, non viene meno la sensazione che sia stata dichiarata una tenzone tra PD e i suoi ex, i quali, questi ultimi, fondatori del movimento “Nuoro 20 – 25”, lanciano il guanto della sfida mostrando i propri muscoli elettorali esordendo con la presentazione di una lista completa di candidata sindaca, candidati di lista e assessori, seppure ancora da ufficializzare. Una mossa, questa, che ha lo scopo di precludere qualsiasi aggregazione con altre liste, tanto più con quella del PD, che è il bersaglio da sconfiggere, a meno che non accetti, supinamente, l’architettura messa in campo nella biblioteca “S.Satta”. Con queste premesse la speranza è che l’inevitabile conflitto elettorale che seguirà tra le diverse anime del centrosinistra non sfoci nel semplice disfattismo, quello che nega il confronto civile e soprattutto oscura quanto di positivo esprime questa città grazie all’impegno, alla lungimiranza, al coraggio di chi governa e di chi ha governato nel recente passato, ivi compresi molti esponenti del neonato movimento. Secondo il mio modesto parere bisognerebbe presentarsi al cospetto dei cittadini-elettori con l’abiura della prassi che tutti e tutto ciò che appartiene al passato deve andare al macero, perché se così non fosse ci renderemmo conto che sotto l’Ortobene non ci sarebbe nulla di nuovo, rispetto alle solite scaramucce verbali dei leader ruspanti nuoresi. I quali intendono la campagna elettorale secondo dinamiche ben collaudate che si muovono su direttrici ben definite, per esempio: Tizio candidato sindaco rilascia una dichiarazione chiamando l’avversario Caio in causa, che a sua volta replica a stretto giro di posta, dando la possibilità a Tizio di controreplicare alla stessa maniera e così via fino alla prossima dichiarazione di un eventuale Sempronio, che a sua volta alimenta altre repliche e controrepliche fino al battibecco senza soluzione di continuità. Stante la cornice politica fin qui esposta, il dibattito politico-elettorale non andrebbe oltre l’orto di un centrosinistra ormai esausto, dominato dal PD e dai suoi ex.

Considerato che se dovesse stagnare la situazione sopra descritta sarebbe il caso di pensare a una lista di sinistra, sicuramente minoritaria ma libera da centri e centrosinistra.

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