L’estate più premiata del Teatro dallarmadio: dopo il Primo Premio al Festival della Resistenza, arriva anche l’ex aequo all’Ad Arte Festival 2026
10 Agosto 2026
[Rita Atzeri]
È un’estate storica e da incorniciare quella del Teatro dallarmadio. La compagnia sarda, guidata da Fabio Marceddu e Antonello Murgia, si conferma come una delle realtà più premiate e autorevoli del teatro contemporaneo italiano.
Nel giro di poche settimane, due produzioni distinte per genesi e percorso artistico hanno conquistato nuovi prestigiosi riconoscimenti. Il doppio successo convalida la straordinaria vitalità di una ricerca teatrale capace di fondere memoria, musica, rigore e impegno civile.
Il primo trionfo porta la firma del nuovo lavoro della compagnia, Il virile in vinile – La massa è sfinita, che ha conquistato il Primo Premio Museo Cervi al Festival della Resistenza di Reggio Emilia. Scritto e interpretato da Fabio Marceddu e Antonello Murgia, lo spettacolo ha convinto la giuria nazionale grazie alla sua rara capacità di «fondere parole e musica in un percorso di profonda critica sociale sugli ultimi quarant’anni di storia italiana». Attraverso una raffinata partitura scenica che unisce il grottesco, la comicità e l’ironia, l’opera restituisce un ritratto lucido delle derive culturali del nostro presente.
Con questa vittoria, il Teatro dallarmadio sigla un record assoluto. Diventa infatti l’unica realtà teatrale in Italia ad aver conquistato per due volte il Primo Premio Museo Cervi, dopo il successo ottenuto nel 2019 con Alfonsina Panciavuota.
Ed è proprio Alfonsina Panciavuota a regalare il secondo fulgido risultato di questa stagione. Lo spettacolo ha ottenuto il premio ex aequo alla VII edizione dell’Ad Arte Festival 2026. Questo nuovo alloro si aggiunge a un palmarès già ricchissimo, che include il Premio del Pubblico e della Giuria dei Tecnici nel 2018, il Festival le Voci dell’anima di Rimini e il già citato Premio Cervi nel 2019. Il riconoscimento dimostra la straordinaria longevità dell’opera e la sua immutata capacità di dialogare con il pubblico e le giurie a distanza di anni dal debutto.
La vera chiave di volta di questa eccezionale “doppietta” estiva risiede nella cifra registica e musicale di Antonello Murgia. I premi celebrano una visione scenica integrata e totale, dove la parola, il corpo dell’attore, il ritmo e i silenzi non sono elementi isolati, ma parti di un’unica identità stilistica. Le musiche originali e le rielaborazioni sonore curate da Murgia non fungono da semplice commento o accompagnamento, ma si configurano come vera e propria materia drammaturgica e pensiero narrativo. Questa estrema precisione tecnica, sempre al servizio di una scrittura profondamente originale, unisce idealmente la storicità di Alfonsina Panciavuota alla freschezza espressiva de Il virile in vinile.
Il percorso estivo della compagnia non si ferma qui. Il cartellone dei riconoscimenti è destinato ad arricchirsi ulteriormente: a settembre, infatti, Il virile in vinile – La massa è sfinita tornerà ufficialmente in concorso a Rimini, all’interno del Festival Le Voci dell’Anima. Si tratta di un palcoscenico molto caro alla formazione cagliaritana, che già nel 2016 vi aveva trionfato ottenendo il Premio del Pubblico con lo spettacolo F.M. e il suo doppio.
L’appuntamento romagnolo aprirà un nuovo importante capitolo per la circuitazione nazionale della compagnia, testimoniando l’attenzione sempre crescente dei festival della penisola verso un teatro che sa interrogare il presente senza mai rinunciare alla sua vocazione popolare e al legame profondo con gli spettatori.







