MMT: un mondo nuovo e migliore è possibile

16 Maggio 2013

«La MMT ci fa capire che è possibile un mondo nuovo e migliore.» Stephanie Kelton

Shirin Chehayed
La Modern Money Theory (MMT) è una teoria economica studiata e divulgata da un gruppo di economisti che cooperano col Centro per la Piena Occupazione e la Stabilità dei Prezzi dell’Università del Missouri-Kansas City, finanziato dal fondatore Warren Mosler.
Il nome Modern Money Theory è stato coniato dal ricercartore australiano Bill Mitchell in riferimento a una frase contenuta nel trattato di Keynes, su cui la teoria fonda buona parte del proprio assunto. Fra i principali esponenti della teoria abbiamo anche Randall Wray, Mathew Forstater, Marshall Auerback, Micheal Hudson, William Black e Stephanie Kelton che dal blog neweconomicperspectives.org, coordina gli interventi e sponsorizza i blog personali degli esponenti di spicco. La MMT si avvale degli studi di pensatori del passato come Marx, Keynes, Lerner, Goodley, ma anche dell’esperienza sul campo di consulenti che, durante la loro carriera, hanno avuto modo di conoscere e studiare il funzionamento dei meccanismi monetari e finanziari. In un certo senso, gli economisti MMT, si potrebbero definire attivisti che mettono a disposizione le loro competenze e il loro intelletto per cooperare allo sviluppo di un nuovo sistema di pensiero macroeconomico con cui i governi possono operare politiche economiche per il benessere dei cittadini. La peculiarità intellettuale  è quella di unire, attorno all’idea comune di un’economia che funzioni davvero per la gente, voci fuori dal coro, che analizzano e denunciano i crimini del sistema neoliberista, e rielaborano in chiave moderna gli insegnamenti del passato per sviluppare un’alternativa macroeconomica.
Le restrizioni, i tagli salariali e i licenziamenti imposti dalla filosofia neoliberista che sventola il pareggio di bilancio, vengono rifiutate dagli MMT’ers che propongono un’interpretazione differente del funzionamento  della macroeconomia, in quanto uno Stato che emette una moneta sovrana non ha bisogno di finanziare la spesa pubblica avvalendosi delle tasse dei cittadini, perché può spendere a deficit. Tutta la spesa pubblica potenzialmente può essere finanziata dalla creazione di nuova moneta, tecnicamente, nel sistema monetario moderno, lo Stato non ha bisogno di farsi dare soldi dal settore privato per poter spendere. Le tasse hanno la funzione di far accettare la propria moneta dondole valore, perché i cittadini, dovendo pagare le imposte con la moneta di Stato ne legittimano l’Istituzione. Uno Stato dotato di moneta sovrana può spendere emettendo la propria valuta senza indebitarsi con nessuno, e le tasse diventano uno strumento per regolare l’inflazione. Il concetto rivoluzionario è quello di finanza funzionale ovvero l’idea di come il governo dovrebbe gestire la propria politica fiscale in funzione del benessere pubblico, perché gli aspetti come l’ambiente, la sicurezza energetica, la sanità, il reddito degli anziani, la cultura, l’istruzione, sono troppo importanti per essere lasciati in balia delle logiche del profitto. L’impianto teorico è andato oltre ai tanti pregiudizi monetari e finanziari, e si focalizza sulla centralità del concetto di Stato che, tramite gli strumenti economici come la moneta, le tasse e la mobilitazione delle risorse, può svolgere il suo ruolo nell’interesse pubblico. Le conseguenze sociali come la disoccupazione e la povertà, che stanno pagando i cittadini di quegli Stati, che aderendo all’euro, hanno rinunciato alla propria sovranità monetaria, dipendono dalla corruzione d’alto borgo attuata dalle lobby economiche per incentivare la logica del profitto privato. Il collaborazionismo instaurato dal sistema del libero mercato per la promozione delle carriere di politici e professionisti (accademici, giornalisti, intellettuali, avvocati, sindacalisti, ecc..) che hanno venduto il loro intelletto e la loro professionalità, ma che avrebbero avuto il compito di rappresentare, vigilare e tutelare sull’interesse pubblico, è stato smascherato con elegante semplicità dall’analisi di Stephanie Kelton: «Con una moneta sovrana è possibile costruire una democrazia che funzioni veramente per la gente. Capire questo è importante. Se la gente lo capisce i politici non possono più trovare giustificazioni, non possono dire “non abbiamo soldi per farlo”, perché tutto ciò che è fisicamente possibile, è finanziariamente possibile. L’unica limitazione da considerare nell’ambito della MMT riguarda i vincoli reali che esistono.»
La MMT ci dice che uno Stato improntato su politiche sociali è tecnicamente possibile e sostiene a gran voce che la disoccupazione è dannosa, perché, riducendo il potenziale benessere economico prodotto dai lavoratori, viene a mancare il reddito e i disoccupati sono costretti ad emarginarsi dalla vita sociale, e si ha un peggioramento dei rapporti familiari, aumentano le violenze domestiche e i divorzi. Creandosi un danno psicologico, si perde la motivazione e il numero dei suicidi aumenta. Inoltre i disoccupati tendono a perdere le abilità e le competenze diventando meno appetibili per il mercato del lavoro. I costi sociali del sistema odierno sono evidenti, ma difficilmente misurabili in quanto si parla della vita delle persone e non di numeri.
Le politiche economiche neoliberiste fanno ricadere le colpe sui lavoratori, perché i posti di lavoro disponibili richiedono determinate competenze che i disoccupati non hanno e la soluzione proposta è l’offerta di programmi di formazione che permettano una qualifica più competitiva per trovare un posto di lavoro.
Partendo dal presupposto per cui sono i clienti che creano le vendite in base alle necessità sociali, la MMT sottolinea che se i clienti non hanno un reddito non spendono, e la mancanza di reddito non può far circolare l’economia, per cui le aziende non possono assumere perché non c’è domanda. Quindi il fulcro della questione non sono le competenze dei lavoratori, ma il problema è che non ci sono abbastanza posti di lavoro. La proposta della scuola di pensiero è il cavallo di battaglia di programmi di lavoro di ultima istanza in cui lo Stato garantisce la piena occupazione offrendo un pacchetto di benefit a tutti i disoccupati disposti a lavorare.
I programmi fungono da ammortizzatore automatico che assorbe i lavoratori quando l’economia è debole, e li lascia andare, rendendoli disponibili per altre occupazioni, quando è forte. Il sistema si avvierebbe automaticamente: il cittadino che perde il lavoro si presenta e gli viene assegnato un impiego di pubblica utilità, che potrebbe anche prevedere un periodo di formazione. In questo modo nessuno rimane senza reddito e lo Stato incentiva il senso civico dei propri cittadini, tenendoli attivi e impegnati in progetti volti al bene comune. Adottando i programmi di piena occupazione in Italia si potrebbe ricostruire L’Aquila, si potrebbe investire nella sanità, nei trasporti, nella cultura, nell’istruzione, nella ricerca, nel sociale. I politici avrebbero il compito di stabilire democraticamente i progetti di pubblica utilità, offrendo impiego anche a professionisti e ricercatori di ogni settore che, con la loro competenza specifica, potrebbero lavorare alla progettazione e allo sviluppo dei progetti socialmente utili.
La MMT richiede una forza politica disposta ad applicarla e cucirla sulle esigenze del paese. Se ne comprendesse la valenza, il Movimento 5 Stelle, per come è organizzato, potrebbe essere quella giusta, in quanto l’onestà e la volontà di politiche economiche sociali improntate sul senso civico sembrano essere dei cavalli di battaglia.
In Italia la teoria è sbarcata nel febbraio 2012 quando, assieme ad altri cittadini conosciuti su Facebook e il giornalista Paolo Barnard, abbiamo organizzato il primo Summit Nazionale di Modern Money Theory. L’intensissima tre giorni, autofinanziata da attivisti e simpatizzanti, è stata un successo di pubblico che ha contato sulla partecipazione di circa duemila cittadini e ha alimentato la nascita di movimenti sovranisti.
Gli economisti MMT e il circuitista Alain Parguez, non hanno ricevuto nessun cachet per la loro presenza, ma, con ritmi da esaurimento, hanno ininterrottamente messo a disposizione il loro sapere per tutta la durata del Summit. Ricordo che prima della sessione serale del sabato sera, durante una brevissima pausa, esausta mi recai nella saletta che avevamo adibito alle interviste, perché avevo bisogno di stendermi sul divano, ma trovai che già ci ronfava Micheal Hudson in bretelle e a bocca aperta, fui quindi costretta a cercare un’altra stanza dove crollare. La sensazione più forte e bella che mi è hanno lasciato gli economisti MMT è il calore umano e l’umiltà con cui si pongono nei confronti delle persone. Io non sono un’economista, della MMT ho compreso le fondamenta teoriche, ma sento che queste persone si stanno veramente battendo per il bene delle persone.

“La MMT è corretta e vincerà. Non importa l’ammontare di denaro destinato contro di lei, non importa in quanti dedicheranno la loro carriera a distruggerci. La verità è dalla nostra parte. I bugiardi non possono vincere”
Randall Wray

1 Commento a “MMT: un mondo nuovo e migliore è possibile”

  1. Tempio Pausania, MMT, «Un mondo migliore è possibile». Rubrica economica a cura di Antonello Loriga. | Gallura News scrive:

    […]  Fonte-  http://www.manifestosardo.org/mmt-un-mondo-nuovo-e-migliore-e-possibile/#sthash.pMAIJVkB.dpuf […]

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