Oltre la vittoria di Cala Finanza: No alla delegittimazione dei partiti e delle Istituzioni

3 Luglio 2026

[Roberto Mirasola]

In questi giorni la politica sarda ha vissuto momenti di grande partecipazione popolare, ma bisogna riconoscere che a questa mobilitazione hanno risposto anche le Istituzioni, con un ruolo importante da parte della Regione Sardegna.

La vicenda di Cala Finanza ha avuto un buon epilogo: il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri ha infatti revocato il provvedimento autorizzativo della ZES. Come sappiamo, in base a una delibera consiliare “di indirizzo politico” del Comune di Loiri Porto San Paolo, si consentiva l’utilizzo di un’area naturalistica all’interno di un comparto residenziale. Tale area rientrava nei piani della Tavolara Bay S.r.l., interessata a costruire un resort di lusso usufruendo delle agevolazioni previste dalla normativa sulle ZES, con tanto di via libera ministeriale. Ora che il peggio è passato – o così si spera, visto che la delibera n. 58 del Comune di Loiri Porto San Paolo è tuttora vigente e desta forti preoccupazioni – bisogna chiedersi chi abbia vinto.

Sulle testate giornalistiche odierne si assiste a un continuo attribuirsi meriti che disorienta i cittadini, in una narrazione dove tutti hanno vinto e nessuno ha perso. Noi diciamo che a vincere sono stati i sardi, ma sentiamo comunque il dovere di fare una riflessione.

La bellissima e democratica manifestazione di Cala Finanza ha visto la partecipazione di numerosi comitati e di tante bandiere con i quattro mori; in molti hanno preso la parola per esprimere la propria opinione, eppure a una persona è stata negata questa possibilità. La segretaria provinciale di Sinistra Futura per la federazione di Sassari non ha potuto esprimere il suo pensiero: è stata subissata di fischi e invitata a scendere dal palco. Se ne deduce che, secondo alcuni, i partiti non dovrebbero partecipare alle manifestazioni popolari. Eppure, essi rappresentano una parte di quelle stesse Istituzioni che molti dei presenti ambiscono a governare, ma che evidentemente non sentono proprie; altrimenti, sarebbe stato opportuno spendere una parola di dissenso contro un atteggiamento così fortemente antidemocratico.

Ma come mai queste divisioni stanno aumentando in maniera tanto netta e scomposta? Il dissenso verso la Giunta è legittimo: è normale esprimere un parere negativo, così come lo è esprimerne uno positivo. La politica è per sua natura soggetta a critiche, e questo fa parte della democrazia. Ciò che invece preoccupa è il costante “scrivere contro”, che crea ad arte un clima d’odio e dileggia il Parlamento dei sardi come se fosse abitato da mostri, giungendo alla solita, populista conclusione: “sono tutti uguali”. Professionisti dell’odio sempre più numerosi che, dal punto di vista morale, avrebbero molto da interrogarsi sul proprio passato, piuttosto che ergersi ad aizzatori di popolo.

Cosa possiamo fare? Abbiamo il dovere di risollevare il livello del dibattito politico – per la verità oggi un po’ latente – e questo compito spetta a tutte le forze politiche, sia all’interno delle Istituzioni sia al di fuori di esse. Perché oggi sotto attacco sono le Istituzioni stesse, nel tentativo di delegittimarle: un’operazione già tentata due anni fa, ma per fortuna arginata.

Roberto Mirasola, Sinistra Futura

Fonte foto: Il manifesto

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