Pagine verdi, letture per custodire la Terra e costruire la pace
4 Agosto 2026
[Rita Atzeri]
In un’epoca di profonde transizioni e tensioni globali, la lettura diventa uno strumento essenziale per comprendere il presente e orientare il futuro.
Questa settimana la rubrica Pagine verdi vi propone tre libri apparentemente distanti per genere e ambientazione, ma uniti da un filo invisibile: la necessità di ritrovare l’armonia tra l’umanità, la natura e la convivenza pacifica. Ecco i tre titoli selezionati e i motivi per cui le loro pagine parlano direttamente al nostro presente.
Preghiera per Černobyl’ di Svetlana Aleksievič, questo capolavoro polifonico raccoglie le voci dei sopravvissuti al disastro nucleare del 1986. Attraverso i racconti di vedove, liquidatori, scienziati e contadini, l’autrice bielorussa non descrive solo una catastrofe tecnologica, ma il dramma umano e psicologico di un intero popolo travolto dall’invisibile nemico delle radiazioni.
Isteria bellicista di Alessandro Barbero, il celebre storico analizza i meccanismi psicologici, politici e mediatici che spingono le società civili verso il baratro della guerra. Barbero smonta la retorica bellica, mostrando come la propaganda riesca spesso a far apparire i conflitti armati come inevitabili, giusti o persino necessari, accecando l’opinione pubblica.
Il cammino francescano in Sardegna di Fabrizio Congiu, una guida che è anche un invito alla lentezza e alla spiritualità. L’autore traccia un itinerario a piedi attraverso i paesaggi selvaggi della Sardegna, ripercorrendo le tappe storiche della presenza francescana nell’isola. È un elogio del viaggio sostenibile, della riflessione e del contatto profondo con il creato.
Abbiamo scelto questi tre testi perché formano un trittico perfetto sulla responsabilità umana. Il punto di contatto risiede nella gestione delle nostre crisi globali: l’energia, i conflitti e la cura del pianeta.
Aleksievič ci mostra gli effetti devastanti dell’arroganza tecnologica. Barbero ci avverte della cecità politica che porta alla distruzione reciproca. Congiu ci offre la cura, indicando una via alternativa basata sul cammino, sul rispetto della terra e sulla ricerca interiore. Insieme, questi libri ci ricordano che non può esserci transizione ecologica senza una profonda cultura della pace.
Černobyl’ e i rischi del nucleare oggi
La lettura di Preghiera per Černobyl’ è drammaticamente attuale se calata nel dibattito sulla transizione energetica. Di fronte all’emergenza climatica e alla necessità di decarbonizzare l’economia, il nucleare viene oggi riproposto da molti come un’energia “pulita” e di transizione.
Il libro della Aleksievič agisce come un severo monito ecologico. Ci ricorda che il rischio nucleare non è un calcolo statistico, ma una variabile che, in caso di errore umano, guerra o calamità naturale, lascia un’eredità di contaminazione millenaria. L’energia nucleare porta con sé nodi irrisolti come lo stoccaggio delle scorie e la vulnerabilità degli impianti, costringendoci a riflettere se sia etico affidare il futuro del pianeta a una tecnologia dall’impatto così irreversibile.
L’isteria bellicista, l’Iran e le guerre odierne
Il saggio di Barbero illumina lo scenario geopolitico contemporaneo, segnato da focolai di guerra sempre più vicini e drammatici. L’isteria bellicista descritta dallo storico si ritrova intatta nella narrazione dei conflitti odierni, dove la diplomazia viene spesso bollata come debolezza.
Un esempio lampante è lo scontro cronico legato alle ambizioni nucleari dell’Iran e alle pressioni, anche militari, degli Stati Uniti e dei loro alleati per bloccarne il programma. Qui il tema dell’atomo si salda con quello della guerra: la paura della proliferazione nucleare diventa il motore per giustificare sanzioni soffocanti, minacce di attacchi preventivi e retoriche di scontro frontale. Barbero ci aiuta a capire come queste dinamiche rischino di innescare escalation incontrollabili, alimentate dalla stessa cecità ideologica del passato.
Il cammino francescano: ecologia e pace da costruire
Se Aleksievič e Barbero analizzano il trauma e il pericolo, Fabrizio Congiu indica la strada per uscirne. Il cammino francescano in Sardegna non è una semplice escursione, ma un atto politico e spirituale di costruzione della pace.
La tradizione francescana si fonda sulla fratellanza universale e sul rispetto per “Sora Madre Terra”. Camminare lungo questi sentieri significa praticare un’ecologia integrale. La pace non è solo assenza di guerra, ma un cantiere aperto che si costruisce riducendo la nostra impronta sul pianeta, riscoprendo la solidarietà con le comunità locali e disarmando i nostri stili di vita consumistici. Questo libro ci ricorda che per disinnescare l’isteria bellica e l’ansia tecnologica dobbiamo ripartire dalla terra, un passo alla volta.







