Villaggio Normann, la vena viva della miniera

4 Agosto 2026

[Valter Canavese]

La Sardegna è eclatante e silenziosa. La sua eclatanza la sanno in pochi, la vivono in molti. Hanno speso la pelle, le rughe, la vita, quel caspita di sacrificio che da sempre sfida le leggi del cristianesimo.

Da zitta, da silenziosa ti fa balenare una immagine, una ferita di storia che non contempli. È così per le miniere. Cronin ne ha fatta un’epopea inglese, tempi moderni che avrebbero avuto bisogno di dazi di vite. Non è quindi strano che gli inglesi arrivassero in quel che non è solo mare ed andassero a vedere se conveniva tracciare ferite nella roccia.

Ci arrivano con gli assi di briscola, con gli ingegneri come Edward Normann. Sette anni dopo l’unità del Regno – 1867 – dopo più di 20 anni che la legge mineraria in Italia aveva spalancato le porte agli scavi. Concessioni nemmeno tanto costose, il 3% dei ricavi e qualche lira di risarcimento ai proprietari terreni. Anni e scavi si intersecano come le vicende societarie e delle vite di queste 150 città minerarie della Sardegna, di questo far west italico, fino ai primi anni 90. Di colpo miniere e cittadine affiancate non hanno più motivo di essere.

Il Villaggio Normann diventa un esperimento di bomba al neutrone, edifici in parte intatti e più nessuna vita all’interno, per questo assume pregio l’idea che l’associazione Villaggio Normann, costituita dagli abitanti, abbia l’obiettivo di valorizzare questo villaggio minerario. Con al centro il focus tracciato dalla convenzione europea di Faro per l’importanza della eredità culturale, negli anni provvede alla illuminazione degli edifici storici abbandonati, la valorizzazione delle scoperte archeologiche minerarie, risalenti al medio Evo.

Il tutto con una rete sempre più ampia di collaborazioni con soggetti pubblici, come il Comune di Gonnesa, il Cammino Minerario di Santa Barbara, la facoltà di architettura di Cagliari, con un progetto seguito dal professor Blecic, ma anche le facoltà di Archeologia e Belle Arti, il Parco Geominerario della Sardegna. A questi si aggiungono la Fondazione Sardegna ed una piattaforma digitale – Memorabilia, ideata da Riverrun ETS – che struttura un archivio digitale diffuso sui territori minerari del Villaggio Normann ma anche Gonnesa, Nebida, Bacu Abis, Monteponi, Iglesias e il territorio del Sulcis, con il finanziamento determinante del Ministero della Cultura attraverso il bando “teatro urbano sociale e di strada”.

Con questi presupposti di valorizzazione del Villaggio Normann nel 2020 si inaugura anche il Festival del Villaggio Normann, ricco di appuntamenti musicali, teatrali e di incontri, escursioni che riscuotono ogni stagione un apprezzamento in termini di numeri, e non solo, sempre maggiore.

Di seguito riportiamo gli appuntamenti di questo mese:

5-agosto ore 21.30 Mauro Palmas in concerto a cura dell’associazione Argonautilus

8-agosto ore 20 Moretti Trio Corde di Maestrale Trio con Battista Dagnino, Tonino Macis e Raoul Moretti Belvedere Normann.

11-agosto ore 21 “La piramide di pietra” proiezione del documentario su Normann e San Giovanni Miniera realizzato nel 2026 dal regista Stefano Fozzi per RAI Sardegna, presente alla proiezione.

20-agosto ore 21.30 concerto “Tango Eterno” della Gran Orquesta Tango Eterno diretta dal maestro Fabio Furia per la associazione Anton Stadler inaugurazione della XVII edizione dell’Artango & Jazz Festival.

22-agosto ore 21 Antonio La Rosa, artista, attore, scultore e pittore, colloquierà con Marco Loi, giornalista e storico dell’arte.

25-agosto ore 21 “Sacha” proiezione documentario di Giulio Caresio e piccolo talk poetico, gastronomico e musicale.

28-agosto ore 21 “La montagna dalle vene d’argento” proiezione del documentario realizzato da Nicola Baraglia per raccontare la residenza artistica al Villaggio Normann Oel 2025 da parte degli artisti Dinah Bird e Jean Philippe Renoult.

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